Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

E' solo una coincidenza?

Dopo le diffamazioni, sull'Idv cala la cappa del silenzio


Dopo le diffamazioni, sull'Idv cala la cappa del silenzio
28/11/2012, 16:01

C'è uno strano fatto, che sto verificando, per come i giornali informano sulla politica italiana. Riguarda l'Italia dei Valori. Prima la puntata di Report in cui venivano riporatte come vere dichiarazioni di due persone - Elio Veltri e Di Domenico - ripetutamente condannate per diffamazione e che hanno motivi di odio personale verso Antonio Di Pietro. Poi la tempesta, basata su quella trasmissione, dove si presentavano come nuovi i contenuti di fatti che erano stati raccontati per la prima volta nel 2007 su Libero e sul Giornale e per cui entrmbi i quotidiani sono statio condannati al risarcimento danni. Poi l'improvvisa diaspora tra i parlamentari dell'Idv, capeggiati da Massimo Donadi, che ha subito formato un suo movimento che ha cercato riparo sotto l'ala del Pd. 
Infine il silenzio più assoluto. Sono diversi giorni che Di Pietro è di fatto sparito da Tg e giornali. Certo, viene invitato come ospite ai talk show, ma non si va oltre questo. Una strana coincidenza oppure un qualcosa di voluto? 
Il punto è che finora Di Pietro è stato l'unico dei politici di un qualche peso a schierarsi contro la cosiddetta agenda Monti. Nominalmente l'ha fatto anche la Lega Nord, ma per quest'ultimo partito la scelta appare propagandistica. Infatti le misure del governo Monti sono le stesse prese dal governo Berlusconi, solo più dure e decise, perchè prese senza guardare ai sondaggi. E visto che le misure del governo Berlusconi venivano prese con il voto favorevole della Lega Nord, senza discussioni, è evidente la strumentalità del loro no. Inoltre, dopo lo scandalo Belsito, il Carroccio è crollato nei sondaggi; probabilmente non è più decisivo come una volta, per il governo delle regioni e delle province del nord; alle prossime elezioni regionali in Lombardia, tra pochi mesi, rischia anche di finire all'opposizione (e se il Pdl mantiene la parola, poco dopo anche Cota in Piemonte e Zaia in Veneto rischiano di cadere)... insomma, sta diventando un partito marginale, che, salvo norme ad hoc,potrebbe non entrare neanche nel prossimo Parlamento. 
L'Idv è in una situazione diversa. Vero che i sondaggi attuali penalizzano fortemente il partito di Di Pietro (viene dato intorno al 3% e in discesa), ma è altrettanto vero che le sue ultime iniziative in campo referendario stanno dando enorme fastidio: prima due dei quattro referendum del 2010 e la campagna elettorale su tutti e quattro, che ha portato alle urne oltre 27 milioni di italiani (risultati che per un referendum non si vedevano da oltre 20 anni); poi il referendum sulla legge elettorale bocciato dalla Consulta (nonostante il parere favorevole di 117 costituzionalisti); adesso altri referendum per i diritti ai lavoratori. Un'attività che l'Idv può svolgere ancora a lungo anche al di fuori del Parlamento. E che può dare molto fastidio. Non perchè il Parlamento sia costretto a seguire i risultati del referendum: l'esperienza pratica dimostra che della volontà popolare ai politici non importa nulla. E non è per dire: un referendum abolì il finanziamento pubblico ai partiti e loro l'hanno chiamato "rimborso elettorale" e ora prendono 10 volte quello che prendevano all'epoca; un referendum del 2010 ha abolito il nucleare, ribadendo il risultato di un analogo referendum del 1985, e nel 2011 la Corte Costituzionale è dovuta intervenire per bloccare una legge che voleva reintrodurre la costruzione di centrali nucleari; e così via. 
Ma nonostante questo tanti referendum su punti cruciali sono una spina nel fianco per la casta. Una casta che ormai sembra aver arruolato nelle sue file anche Vendola e Diliberto, almeno a giudicare dalle dichiarazioni rese da questi ultimi. 
Eppure... eppure c'è qualcosa di strano nel comportamento degli elettori. Tanta attività a favore della gente dovrebbe attirare voti sull'Idv. E invece no: c'è chi vota Pd, Pdl e Udc che stanno sostenendo il governo Monti; c'è chi vota per il grande imbroglio che è il Movimento 5 Stelle (imbroglio non per le buone intenzioni dei militanti, ma per quello che è il suo vertice Grillo-Casaleggio); c'è chi si dichiara deluso e decide di astenersi. Ma che cosa si pretende? Non basta la dimostrazione pratica, giorno per giorno di come Pd, Pdl ed Udc stanno distruggendo l'economia del Paese? SOno state portate via le pensioni agli operai; sono state tolte tutele ai lavoratori dipendenti con la modifica all'articolo 18; siamo stati massacrati di tasse; sono stati tagliati i soldi per gli ospedali e per le medicine a favore di chi ne ha bisogno (e ieri Monti ha anche detto che vuole privatizzare la sanità; la smentita successiva non significa nulla); sono stati tagliati i soldi per la scuola e violentemente picchiatid alla Polizia gli studenti che manifestavano pacificamente... il tutto con gli applausi del Pd, del Pdl e dell'Udc. Che hanno detto che si continuerà così anche dopo le elezioni del 2013, probabilmente con un Monti-bis (Bersani nega, ma ha confermato che proseguirà nell'attuazione dell'agenda Monti, fatta di tasse e di massacro della spesa sociale, oltre che di incentivi all'evasione fiscale). Che altro serve per capire come stanno le cose?
Ecco che alla luce di tutte queste considerazioni, il comportamentod ei mass media appare quanto meno sospetto, per non dire di peggio. Sembra qualcosa di organizzato ed orchestrato. Ma saranno i prossimi mesi a dirci se le cose stanno veramente così.  

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©