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E' il più grande sterminio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma nessuno ne parla


E' il più grande sterminio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma nessuno ne parla
11/09/2019, 16:03

Quando si parla del nazismo e della Seconda Guerra Mondiale, si parla sempre e quasi esclusivamente dei campi di concentramento e della Shoah (per usare il termine più noto e più razzista). E si punta il dito sui tedeschi, rei di quel massacro. Non solo su chi il massacro l'ha compiuto, ma anche su chi sapeva e non ne ha parlato. "Chi tace è già complice" è una delle frasi preferite da parte dei rappresentanti della Comunità Ebraica. 

Oggi toccherebbe a me puntare il dito, su chi sta organizzando un nuovo Olocausto. E toccherebbe a me dire: "Chi tace è già complice". Ammesso che qualcuno mi dia retta, cosa che non avviene. Eppure, bene o male la notizia è uscita su tutti i giornali, visto che è l'argomento forte della campagna elettorale di Benjamin Netanyahu, premier uscente di Israele. Mi sto riferendo alla sua decisione di annettere ad Israele Gerusalemme, la Valle del Giordano e le alture del Golan. Le prime due sono territorio della Giordania, le terze sono parte della Siria. Tutti sono territori che Israele conquistò nel 1967, con quella che venne definita "Guerra dei Sei Giorni". Con la scusa che i Paesi vicini si preparavano ad un attacco (ma in realtà non c'erano truppe ostili alla frontiera), Israele lanciò il suo esercito alla conquista delle alture del Golan in Siria, di Gerusalemme e della Cisgiordania in Giordania e di Gaza e della penisola del Sinai in Egitto. Arrivò fino al canale di Suez, posizionando i suoi carri armati su una delle due sponde del canale. Poi nel 1974, per la pressione degli Usa, Israele restituì la penisola del Sinai all'Egitto, ma ha sempre rifiutato di sedersi al tavolo delle trattative per restituire Golan e Cisgiordania. 

Anzi, a partire dall'inizio degli anni '70, per decisione di Shimon Peres (quello che quando è morto è stato beatificato come araldo della pace), cominciò la costruzione illegale di colonie in Cisgiordania. In pratica funzionava così. Si sceglieva una delle principali strade di accesso ad una città palestinese e lì veniva costruito un piccolo nucleo di abitazioni, per 300-500 persone, circondato da muri, filo spinato e mine. In questa maniera si controllava la strada di accesso alla città palestinese. Passato qualche mese, arrivava un ordine del Tribunale che stabiliva che la città palestinese era troppo vicina all'insediamento ebraico e quindi dovevano essere abbattute qualche decina di case per garantire la sicurezza dell'insediamento stesso. Passato un altro po' di tempo, il governo stabiliva di ingrandire quell'insediamento, costruendo altre abitazioni riservate ai coloni ebrei. Nel frattempo, un altro insediamento riservato ai coloni ebrei veniva costruito su un altro lato della città palestinese; e anche quell'altro insediamento comincia a divorare la città palestinese come un cancro. Ad un certo punto, diventava necessario unire tutti gli insediamenti dei coloni e la città palestinese veniva circondata e gli abitanti massacrati o costretti a fuggire altrove. Lo stesso è avvenuto a Gerusalemme, dove quella che fino al 1967 era chiamata "la parte araba" oggi ospita poche decine di migliaia di arabi, perchè tutti gli altri abitanti non ebrei sono stati uccisi o sono fuggiti. 

In 45 anni, questo modo di agire ha ridotto notevolmente la popolazione araba, sostituendola con coloni ebrei. Adesso quello voluto da Netanyahu sarebbe l'ultimo passo: Israele annette la Valle del Giordano e chiude l'accesso a chiunque possa dare notizie non volute dal governo israeliano. A quel punto i cittadini arabi verrebbero lentamente e inesorabilmente sterminati, come è successo nei territori che formavano Israele nel 1948. Al momento dell'autoproclamazione, nello Stato di Israele gli ebrei erano poco più del 20%; ma erano fortemente armati e ben addestrati dall'esercito inglese. Oggi in quelli che erano i territori di Israele del 1948 i palestinesi sono meno del 10%. Tra gli altri qualcuno è fuggito, ma molti sono stati uccisi. Bisogna ricordare infatti che per la legge israeliana nessun ebreo è mai stato condannato a pene superiori ai 18 mesi per l'omicidio di un palestinese. Almeno non negli ultimi 30 anni. E nel 95% dei casi non c'è stato alcun processo per l'omicidio di uno o più palestinesi. 

Nel 1967 la Cisgiordania era un territorio come quello che si può trovare in qualsiasi altro Paese. Oggi abbiamo poche città palestinesi ancora in piedi, circondate dalle colonie israeliane come le isole sono circondate dal mare. Se un palestinese vuole andare da una città all'altra o semplicemente uscire dalla propria città, deve sottoporsi all'umiliazione dei check-point israeliani, dove - dopo una attesa che di solito dura ore, in file lunghissime sotto il sole o la pioggia - viene perquisito e spesso picchiato e insultato senza motivo, prima di essere lasciato passare (se lo lasciano passare). E non sono stati pochi i casi in cui qualche soldato israeliano si sia divertito a sparare alle persone al check point. Tanto, chi gli dice nulla? 

Naturalmente sui giornali o in Tv non troverete nulla di tutto questo. Non sono il tipo da fare il complottista con annuncio strillato sui social "Questo la Tv non lo pubblicherà mai". Ma la sostanza è quella. Ma il motivo è molto più prosaico. E lo dico per esperienza diretta. Per i miei articoli in cui racconto le cose come stanno in Israele sono stato minacciato, è stata minacciata la mia famiglia, è stato minacciato il direttore della testata per cui scrivo, sono stati minacciati i nostri sponsor. E' chiaro che la maggior parte della gente cede, tanto che gli costa? Mettere in gioco la propria vita per una cosa che non riguarda neanche l'Italia? Per la maggior parte delle persone non ne vale la pena. 

E così i giornali e le Tv continuano a riportare solo le notizie che arrivano dagli uffici delle pubbliche relazioni. Come quella di oggi. Aerei israeliani hanno bombardato "almeno 15 obiettivi dei terroristi di Hamas a Gaza". In realtà, non esistono "obiettivi di Hamas", hanno bombardato semplici abitazioni di civili. E il bo,mbardamento è stata la risposta "al lancio di due missili da Gaza contro le città israeliane". Peccato che nessuno vede mai questi missili nè i danni che questi missili farebbero. Eppure sarebbero visibili e udibili. Pensate che 300 o 400 Kg di esplosivo che esplodono non si sentano a chilometri di distanza? E un missile che colpisce un edificio o nelle vicinanze, quando esplode, lascia un cratere enorme, del diametro di almeno 20 metri. O, se centra la parete di un edificio, quanto meno distrugge quella parete, se non l'intero edificio. Cioè i danni sono evidenti ad occhio nudo. Come mai non si vede mai una immagine o un video? Semplicemente perchè non ne esistono. E quindi i missili o non vengono lanciati oppure spariscono a metà strada. Scegliete voi...

Molti paragonano Israele alla Germania nazista. E lo faccio anche io. Perchè la correlazione c'è. La Germania nazista sterminò gli ebrei, certo; ma erano solo una piccola percentuale di coloro che vennero uccisi. E a capo del progetto c'era Heinrich Himmler, il capo delle SS, non Hitler. Il progetto si chiamava "Sangue e terra", sarebbe stato applicato alle terre ad est della Germania e prevedeva tre diverse fasi. La prima era lo sterminio di ebrei e rom e la riduzione del numero di slavi (termine che comprendeva anche le popolazioni dell'URSS di allora). La seconda era la distruzione delle città esistenti e la costruzione di nuove città. Le nuove città avrebbero ospitato 10 mila soldati tedeschi o naturalizzati e le loro famiglie, oltre ad un certo numero di slavi. Questi ultimi si sarebbero occupati di coltivare la terra di proprietà dei tedeschi, che avrebbero agito più o meno come i signorotti medioevali, con diritto di vita e di morte sui contadini slavi. Ogni città avrebbe fornito una divisione di fanteria o una divisione corazzata all'esercito, ma le città sarebbero state ad una distanza tale da potersi supportare a vicenda. La terza fase sarebbe stata la creazione di una serie di cinture di protezione che avrebbro collegato le varie città, in modo da permettere alle prime linee di resistere ad eventuali attacchi. 

Israele ha solo leggermente modificato quel piano. Si sono resi conto che uno sterminio di massa è inefficiente, perchè prima o poi qualcuno scappa, come succedeva nelle stragi naziste. E quindi Israele ha puntato su uno sterminio lento: 100 cadaveri qui, 20 cadaveri là, ogni tanto l'escalation come con l'operazione "Margine protettivo" che provocò 3000 morti. Mentre contemporaneamente ha costruito le città previste da Himmler, collegate tra di loro con cinture difensive. E hanno ovviamente eliminato l'utilizzo di non ebrei come schiavi. Dopo tutto, loro sono "la razza eletta". Certo, formalmente la Cisgiordania non è ancora territorio di Israele, ma provate a guardare una cartina. Non ce n'è una che non consideri quella parte come territorio israeliano. Cosa importa se il diritto internazionale non lo riconosce? Israele, con l'appoggio degli Usa, si comporta come se quello fosse il suo territorio. Ci hanno impiegato ben più dei tre anni che impiegò la Germania nazista a conquistare dalla Polonia fino quasi a Mosca; ma a differenza della Germania nazista, stanno portando avanti l'Olocausto dei palestinesi con l'appoggio degli Usa e di tutti i Paesi europei. Nessuno dei quali ha mai alzato un dito su Israele per le stragi commesse. Visto che significa avere dei buoni uffici di pubbliche relazioni?

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di Antonio Rispoli
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