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E' partita la "macchina del vittimismo" berlusconiano


E' partita la 'macchina del vittimismo' berlusconiano
13/01/2014, 17:27

Non credo che saranno sfuggite le dichiarazioni che Berlusconi ha fatto sulle elezioni europee venerdì e sabato scorso. Quelle di sabato tutto sommato sono dichiarazioni usuali, nel modo di pensare berlusconiano: "gli italiani non hanno ancora imparato a votare", ha detto. Ovviamento non hanno ancora imparato perchè non votano lui. E' sulla scia delle dichiarazioni del 2008, quando definì "coglioni" tutti gli italiani che non votano lui. Quindi niente di nuovo, sotto il sole. Idem l'ottimismo nel dire che può raggiungere la maggioranza sia alla Camera che al Senato, con un premio di maggioranza (lui l'ha chiamato "di governabilità", ma il concetto è lo stesso) del 15%, conquistando il 20% dell'elettorato grillino. In realtà, i grillini sono al 20%, mentre Forza Italia secondo tutti i sondaggi è sotto il 25%. Anche se ci aggiungiamo quella parte che risponde il falso ai sondaggi (molta gente si vergogna di confessare che vota per Berlusconi) e un 4% preso a Grillo, a malapena Berlusconi può arrivare al 30%. E per avere la maggioranza (una maggioranza non risicata) deve arrivare almeno al 40, se fa approvare una legge proporzionale con premio di maggioranza del 15%. Il che è alquanto improbabile. 
Ma il fulcro delle sue intenzioni sono le dichiarazioni di venerdì, quando ha detto due cose: "Spero di essere capolista in tutte le regioni alle elezioni europee" e "punto ad ottenere l'election day il 25 maggio" (cioè unificare le elezioni europee con le elezioni politiche, dato che Berlusconi è sicuro che Renzi faccia cadere il governo entro fine gennaio). Sono due cose impossibili perchè contro la legge. Infatti, la legge sulle elezioni europee contiene un articolo (fatto approvare in fotocopia in tutti i Paesi che fanno parte dell'Europarlamento) che vieta di associare alle elezioni europee qualsiasi tipo di elezione nazionale. Non si tratta di un capriccio. ma di una decisione presa per evitare che la propaganda nazionale si incroci con quella europea, generando voti che non rispecchiano le idee del Paese. 
Quindi niente election day. Ma anche niente posto di capolista, per Berlusconi. Ma neanche come ultimo della lista o qualsiasi altro posto: la legge Severino non lo consente. E non consentirà a Berlusconi di candidarsi per alcuna elezione fino al 31 luglio 2019. Sempre che nel frattempo non scattino altre condanne definitive. Per esempio quella per il processo Ruby, che dovrebbe andare in appello in primavera di quest'anno e la sentenza della Cassazione è prevedibile che ci sia entro la prima metà del 2015. Se fosse identica a quella di primo grado, cioè sette anni di reclusione, scatterebbe l'interdizione perpetua ai pubblici uffici. 
E allora, perchè queste dichiarazioni? Berlusconi le ha spiegate dicendo che conta di avere una sospensiva, in virtù dei ricorsi presentati in Europa. Una spiegazione che denota la volontà di ingannare il suo pubblico oppure una completa ignoranza di quelle che sono le leggi. Infatti, in nessun caso il Tribunale di Strasburgo, a cui Berlusconi si è appellato, può interferire sull'applicazione delle leggi interne dei singoli Paesi europee. Esamina i ricorsi e, se trova che il ricorrente ha ragione, si limita ad infliggere allo Stato considerato in torto una multa da pagare al ricorrente. Questo è tutto. Per questo non ci può essere alcuna sospensiva, mai vista una sospensiva per una multa, in nessun tribunale del mondo.
E allora? Il fatto è che è partita la solita "campagna del vittimismo", all'insegna dei soliti slogan berlusconiani: "Tutti mi odiano, mi invidiano perchè io sono il migliore. Poichè non riescono a battermi nelle urne, usano la magistratura comunista, le toghe rosse per impedirmi di partecipare alle elezioni". Ad ogni elezione è successo così, sono state dette le solite cose. In realtà io mi sono sempre chiesto: cosa c'è da invidiare in Berlusconi? Il fatto che sia ricco? Esistono ricchi e ricchi. Un conto è arricchirsi con un 6 al Superenalotto oppure perchè si azzecca la scelta imprenditoriale giusta, in maniera onesta. Ma cosa c'è di onesto nella carriera imprenditoriale di Berlusconi? Lui stesso disse che quando faceva l'imprenditore edile era solito andare dai sindaci dei comuni del milanese "con i soldi in bocca" (testuali parole). Il significato è chiaro. Ed altrettanto chiari sono i 23 miliardi di lire che i magistrati milanesi scoprirono nei conti esteri di Craxi e provenienti dalle società off shore di Berlusconi. Cosa c'è da invidiare in tutto questo? C'è da invidiare uno che ha bisogno di pagare per avere intorno a sè qualcuno che gli faccia compagnia? C'è da invidiare una persona letteralmente drogata di potere, una persona che ha un bisogno fisico di averne di più, come un drogato di eroina ha bisogno di dosi sempre maggiori di droga? Io personalmente non provo nessuna invidia, solo un senso di schifo. Non rientra nei miei parametri una vita percorsa nell'illegalità, come dimostrano le decine di processi in cui Berlusconi è stato prescritto o in cui ha cancellato il reato abusando dei suoi poteri di Presidente del Consiglio. 
Peccato che non sia così per la maggior parte delle persone. Purtroppo in Italia c'è uno scarsissimo senso della legalità. Basta vedere la reazione della gente nei confronti di chi viola la legge. All'estero un evasore fiscale viene guardato storto, nessuno vuole avere a che fare con lui. In Italia è invece considerato uno in gamba, un furbo che si è arricchito alla faccia dei fessi (peccato che in quel caso i "fessi" sono tutti coloro che le tasse sono costretti a pagarle: lavoratori e pensionati). Quando viene arrestato un imprenditore che ha pagato un politico, non c'è una riprovazione generale che porti ad un ostracismo, un isolamento del politico.
E' lo stesso motivo per cui nei sondaggi cresce tanto l'odio verso i magistrati, che nell'immaginario collettivo sono ormai la fonte di ogni nequizia dell'Italia: per la gente, loro si devono occupare del rom e del migrante, basta. Non dell'imprenditore ladro, perchè quello sta bene là. Anche se è un ladro, non va toccato.
Per questo il vittimismo berlusconiano ha così tanto seguito: perchè in fondo una larga parte degli italiani si riconosce in lui. Vuole essere come lui, violare la legge come lui, farla franca come lui; e quindi è normale che si odi il magistrato, che poi ti becca e prova a snbatterti in galera.  

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di Antonio Rispoli
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