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E' possibile avere una valuta con convertibilità aurea, come una volta?


E' possibile avere una valuta con convertibilità aurea, come una volta?
11/07/2018, 15:55

Mi è capitato di vedere in questi giorni degli articoli (che sono ovviamente fake news) sul fatto che la Cina stia facendo incetta di oro per dare alla propria valuta una convertibilità aurea, come accadeva fino al 1945. Così come ogni tanto mi capita di leggere il fatto che nel 2011 il leader libico Gheddafi venne attaccato e ucciso perchè voleva creare una valuta esclusivamente africana con convertibilità aurea. Ma è possibile creare oggi una valuta del geere? E quali vantaggi avrebbe? 

Per capirlo, bisogna capire come nasce la copertura aurea. Fino ad un certo punto della nostra storia, abbiamo usato solo le monete o il baratto per commerciare. Monete che avevano un proprio valore, collegato alla quantità di materiale pregiato di cui la stessa moneta era composta. Naturalmente, anche qui c'era chi imbrogliava. E' qui che infatti nasce il signoraggio, termine che indicava il "signore" medioevale che mescolava all'oro delle monete metalli meno nobili. Di solito il rame, che rendeva la moneta leggermente rossastra e più morbida. Non so se avete mai visto nei film ambientati nei tempi antichi persone che quando ricevono una moneta d'oro le danno un morso. Era proprio per verificare la quantità d'oro della moneta. Come ho detto, col rame diventava più morbida. Se invece all'oro veniva mescolato dell'argento, la moneta diventava più chiara e più dura. Naturalmente, la maggior parte dei commerci era fatta tra zone che distavano tra loro qualche decina di chilometri; quindi tutti coloro che emettevano moneta, la rendevano simile. 

Serviva quindi qualche cosa per i commerci su lunga distanza. Grazie alla creazione e alle diffusione delle banche, questo qualcosa furono le "note di banco": un documento con cui la banca si impegnava a versare al portatore la somma specificata. Si trattava di un modo per trasportare grandi quantità di oro senza trasportarlo davvero: anzichè avere 500 monete d'oro, che occupano spazio e non possono essere nascoste, io porto una nota di banco, che posso nascondere nella fodera del vestito o nel risvolto dei pantaloni. Naturalmente, la nota da banco veniva rilasciata alla consegna della somma e poteva essere riscossa presso qualunque ufficio di quella banca o presso i loro associati. Ma c'era la controparte: se prima dell'incasso la banca falliva, i soldi erano persi. Tuttavia era un aiuto notevole al commercio e quindi rimase per secoli. 

Poi, tra il '700 e l'800 la stampa delle banconote venne "centralizzata" presso la banca più importante del Paese, principio che portò alla creazione delle banche centrali. Ma anche in quel caso, le banconote erano pensate solo per non obbligare la gente ad andare in giro con monete d'oro e d'argento. Tanto che in molti casi venivano fatte leggi che garantivano la completa conversione. Cioè qualunque cittadino poteva andare dalla banca che aveva emesso quella banconota e farsela cambiare in oro. Naturalmente c'era qualche eccezione: quando nel 1861 il Regno di Sardegna conquistò ed annesse il Regno delle Due Sicilie, dando vita all'Italia, l'esercito del Re depredò le due maggiori banche del sud (il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia) di tutte le loro riserve di oro e di argento. Per cui le banche ripresero la loro attività, ma senza poter garantire le banconote che emetteva. Questa era la teoria. La pratica era sempre ed inevitabilmente l'abuso: con qualche escamotage la banca stampava più banconote del consentito, sperando che non ci fosse una corsa dei clienti a ritirare i propri depositi. Poichè periodicamente c'erano crisi economiche con la corsa a ritirare i propri depositi, tale speranza veniva frustrata e scoppiava il caos. 

Per questo, alla fine dell'800 si sottoscrissero degli accordi internazionali che stabilirono il fatto che la copertura aurea poteva non essere pari al 100% delle banconote utilizzate. Ma l'oro restava indispensabile per gli scambi internazionali: quando uno Stato comprava beni "pubblici" (armi, per esempio) pagava in oro, salvo diversi accordi. Comunque il sistema, chiamato "Gold Standard", resse fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiarono dopo il 1939. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la Gran Bretagna fece ingenti acquisti di armi negli Usa per contrastare i tedeschi. Dopo aver speso tutta la riserva aurea nazionale (quella che garantiva le sterline, per capirci), gli inglesi usarono anche la riserva aurea di Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia e Norvegia, tutti Paesi che avevano deciso di conservare la loro riserva aurea in Gran Bretagna per evitare che i nazisti ci mettessero sopra le mani. Sicchè, nel 1945 in Europa non c'era più oro, in pratica. E come fare a stampare banconote senza oro? 

Stati Uniti e Paesi europei allora si accordarono per creare un nuovo sistema, il Gold Exchange Standard. Praticamente, con questo sistema, le banconote potevano essere garantite dall'oro o da una valuta convertibile in oro. All'epoca c'era solo il dollaro che fosse convertibile in oro (gli Usa provarono a rendere convertibile anche la sterlina inglese, dando loro dell'oro, ma sperimento dopo qualche anno fallì), e quindi i caveau delle Banche centrali si riempivano di dollari per garantire la circolazione monetaria. Ma il commercio si estese rapidamente e non c'era più abbastanza oro per garantire la convertibilità del dollaro. Gli Usa provarono a supplire con l'argento, ma il prezzo di quest'ultimo negli anni '60 crollò completamente e potè dare un sostegno veramente mediocre. 

Nel 1971 divenne non più rimandabile la necessità di cambiare qualcosa. E così vennero stipulati gli accordi di Bretton Woods. Che in pratica resero la circolazione di una banconota fiduciaria. in pratica, le banconote che oggi usiamo non hanno più nessuna copertura. Il loro valore è determinato dalla fiducia che si ha in quella valuta a livello internazionale. Una fiducia che è basata sui parametri economici dello Stato, sul debito pubblico, sulla crescita del Pil e così via. 

Quindi torniamo alla domanda iniziale: è possibile introdurre oggi una valuta che sia convertibile in oro? La risposta è no. Se già nel 1971 non c'era abbastanza oro per gestire tutti i commerci internazionali, cosa ci fa pensare che oggi ce ne sia abbastanza? Anche perchè la quantità di commerci rispetto al 1971 è aumentata di molte volte. Ci sarebbero dei vantaggi? Probabilmente no, a parte una notevole stabilità della valuta sui mercati. Ma in compenso ci sarebbero notevoli difficoltà ad adeguare la quantità di banconote alle necessità del momento: se non hai oro, non puoi stampare altro. Quindi sarebbe una scelta inutile. E costosa, perchè bisognerebbe consumare ingenti quantità d'oro solo per garantire la stabilità della moneta.

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di Antonio Rispoli
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