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E se Berlusconi stesse solo cercando di evitare il tracollo?


E se Berlusconi stesse solo cercando di evitare il tracollo?
13/12/2012, 18:02

In questi giorni è ricominciarta la solita tiritera, con i titoli delle prime pagine dei quotidiani legate alle dichiarazioni di Berlusconi, di Monti, di Bersani e così via. Mi è stato spiegato, quando muovevo i primi passi nel mondo del giornalismo, che le dichiarazioni danno forza alla notizia; ma quando la notizia sono solo le dichiarazioni di un politico, che notizia è?
 Tuttavia, in certi casi, osservare le dichiarazioni può aiutare a capire qualcosa di chi le pronuncia. E ieri se ne è avuto un esempio con Silvio Berlusconi. Intervenuto alla presentazione dell'ennesimo libro di Bruno Vespa, ha avuto una serie di atteggiamenti contrastanti: prima ha detto di essere l'unico che può guidare il centrodestra; poi ha detto di essere pronto a fare un passo indietro, se Monti accettasse di guidare una coalizione di centrodestra che andasse dall'Udc alla Lega passando per il Pdl; infine ha proposto Alfano come leader della coalizione. 
Un comportamento a dir poco anomalo, se uno ci riflette. Ma che diventa più logico se uno riflette su una cosa. Quando è che uno dice tutto e il contrario di tutto? Quando ha le idee confuse, perchè non sa che fare. Oppure quando sta cercando di temporeggiare, mentre cerca una via di uscita. Esclusa la prima possibilità (Berlusconi sa sempre cosa fare: tutelare i propri interessi economici) resta la seconda. Ma una via d'uscita da cosa? Una via di uscita dalla situazione in cui si è ficcato. Infatti, chi ha capito che tipo di persona sia Silvio Berlusconi, sa che non accetta di perdere. E "perdere" è il minimo che possa capitare adesso. Il rischio più grosso è di una debacle. ANche se le tante minacce di scissioni che ci sono all'interno del partito non si dovessero realizzare, resta pur sempre il fatto che attualmente i sondaggi danno il Pd al 30-35%, il Movimento 5 Stelle al 15-20% e il Pdl ormai stabilmente sotto il 15%. Questo significa che Berlusconi sarebbe solo a capo di un partitino di opposizione, neanche del numero 1 dell'opposizione, come è stato nel 1996 e nel 2006. Una situazione decisamente insopportabile per una persona piena di sè quale è il Cavaliere, che ha sempre ritenuto (e queste non erano solo parole) il numero 1 in tutto. 
Di conseguenza, prima ha elaborato un piano, con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per recuperare consensi. Da qui nasce l'operazione Monti: un governo "tecnico" che però doveva servire a mandare avanti le politiche del governo Berlusconi, basate sulla distruzione del welfare e sulla precarizzazione dei lavoratori. Nel frattempo Berlusconi, tenendosi dietro le quinte, doveva rimettersi dal punto di vista della salute (lo stress e tutto il resto accumulate negli ultimi anni hanno lasciato pesanti segni sul suo organismo), ma anche recuperare voti. Ovviamente, non poteva prevedere il boom di Beppe Grillo, che gli ha aspirato tutto il serbatorio elettorale. Per cui adesso il Cavaliere è con le spalle al muro: andarsene non può e restare in campo significa arrivare alla disfatta. E quindi ecco la ricerca di una via di uscita, che è solo quella di usare un pupazzo da mandare avanti a prendere le botte per poi presentarsi come salvatore della patria (ma lontano dalle elezioni). 

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di Antonio Rispoli
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