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Elezioni 2013: hanno perso gli italiani, ma nessuno se ne accorge


Elezioni 2013: hanno perso gli italiani, ma nessuno se ne accorge
26/02/2013, 08:59

Le elezioni del 2013 hanno dato il loro responso. Ed è quello peggiore: nessuno può governare. Infatti, se alla Camera c'è il Pd che ha vinto, ottenendo 340 seggi (di questi 37 sono di Sel, 6 di Centro Democratico e 5 della Sud Tirolen Volkspartei), al Senato c'è solo confusione: il centrosinistra ha 113 seggi, il centrodestra 116, Grillo 54 e Monti 18. Anche aggiungendo i 6 senatori eletti all'estero, non c'è nessuna coalizione che possa governare. A parte la coalizione formata da Pd e Pdl: è l'unico governo. Ma bisognerebbe essere molto idioti per fidarsi di Berlusconi che, ogni volta che ha stretto un accordo, poi se l'è sempre rimangiato quando gli tornava utile. L'alternativa è andare di nuovo ad elezioni, ma questo non potrà essere fatto prima di ottobre-novembre. Infatti deve essere prima eletto il nuovo Presidente della Repubblica. Infatti siamo nel semestre bianco e il Presidente non può sciogliere le Camere a meno che - come dice la Costituzione - esse non siano alla loro scadenza naturale. Questo significa che prima di giugno non sarà possibile fare nulla. E se il Presidente della Repubblica neoleletto come prima cosa sciogliesse le Camere, poichè bisogna concedere 30 giorni per presentare le liste di candidati e 45 giorni per i comizi elettorali (tempi minimi) arriviamo ad agosto, che non è il mese migliore per decidere delle elezioni. E' più plausibile che le Camere vengano sciolte almeno a settembre, il che pone le elezioni a novembre. E questo significa nove mesi di campagna elettorale, con conseguenze che possono essere micidiali per il nostro Paese. E la prima già si è vista: lo spread è salito di una quarantina di punti, pari a un aumento, nel corso dell'anno, di 7 miliardi di spese per interessi. E se continua così, i tassi di interesse sul nostro debito pubblico salgono e aumenta il deficit pubblico dell'Italia. 
Ma alla fine, questi sono dettagli. rieptto al problema principale. Che cosa ne sarà della nostra economia, a livello nazionale? E a livello familiare? Possiamo andare avanti nove mesi così, allo sbando? Difficile da dire. Siamo in una fase di economia decrescente e le previsdioni dicono che non ci sarà alcuna inversuione di tendenza nel 2013. Dobbiamo sperare per il 2014, sempre che le misure cosiddette di "austerità" (e che austerità non sono) non blocchino ancora lo sviluppo dell'economia europea. Ma senza una guida politico-economica, come facciamo ad aggrapparci alla ripresa proveniente dall'estero? 

Infine, una serie di curiosità relative alle elezioni. La prima riguarda SIlvio Berlusconi, che sfida le leggi della statistica. Infatti è la seconda volta che parte in svantaggio alle elezioni, che i primi dati lo danno in netto svantaggio, e che poi ad ogni aggiornamento la distanza con il centrosinistra diminuisce costantemente e inesorabilmente. Statisticamente, questo non dovrebbe avvenire: anche se c'è un recupero, le schede scrutinate dovrebbero garantire un andamento ondeggiante: una distanza che un po' aumenta, un po' diminuisce, ecc. Non avvenne così durante le elezioni del 2006; e non è avvenuto così adesso. Quante probabilità ci sono che questo accada due volte in tre elezioni a vantaggio della stessa persona? Non lo so, ma sfioriamo l'impossibilità. 
La seconda curiosità è stato che questa volta è stato dimostrato - una volta di più, come se ce ne fosse bisogno - quanto conta avere il dominio dei mezzi di comunicazione. E se in teoria, quellod i Berlusconi sulle Tv potrebbe essere eliminato con una adeguata legge sul conflitto di interessi, resta il problema del web. Qui gli influencers di Casaleggio hanno fatto un ottimo lavoro di propaganda. Ovviamente sono stati agevolati dalle stupidaggini fatte da Bersani, Monti e Berlusconi, ma non basta a giustificare il successo di Grillo. In realtà è dovuto per lo più alla gigantesca mistificazione del far credere che gli attivisti contino qualcosa; una mistificazione che gli altri partiti non adottano e che quindi seghnala la principale differenza tra Grillo e gli altri partiti. Ma nei fatti, è soplo apparenza: Grillo comanda nel Movimento 5 Stelle esattamente come Berlusconi nel Pdl. 
La terza curiosità riguarda la scomparsa di alcuni partiti: Futuro e Libertà, Udc ed Idv, per esempio. Ma se i primi due sono spariti semplicemente a causa delle loro vicende politiche e della loro insussistenza, l'Idv è stato semplòicemente eliminato. Prima una puntata palesemente diffamatoria di Report, pieno di inesattezze e di errori, l'esatto contrario di quello che fa normalmente la Gabanelli nel suo programma; poi la diaspora di molti deputati Idv che sono andati nel Pd in un batter d'occhio; poi i continui attacchi di Bersani a Di Pietro prima e ad Ingroia poi... insomma, è stata una oprazione di killeraggio che va avanti da novembre almeno. E così l'unico partito che parlava di legalità ha interessato solo 2 italiani su 100. 

Se vogliamo riassumere in poche parole la situazione, si va sullo scatologico: siamo un popolo di merda, e i nostri rappresentanti sono il peggio che siamo in grado di esprimere.  

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di Antonio Rispoli
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