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I vincitori? Il comico e l'imprenditore

Elezioni 2013: la truffa dei sondaggi e la sconfitta del PD

Analisi della tornata elettorale più pazza di sempre

Elezioni 2013: la truffa dei sondaggi e la sconfitta del PD
26/02/2013, 12:35

Grillo e Berlusconi sono riusciti nel loro intento di rendere il paese ingovernabile con un risultato eccezionale per il “comico” ligure ed una rimonta da Guinness per il Cavaliere di Arcore. Una instabilità governativa inattesa per chi si guadagna il pane con dati truffaldini, certa per chi vive di politica la osserva e la studia in un modo oggettivo. 

LA COLPA DEL PD E LA TRUFFA DEI SONDAGGISTI - Una colpa che sta tutta nell’incapacità del Partito Democratico che si è fatto sfilare dalla tasca una vittoria sicura come dai dati delle aziende che vendono proiezioni strampalate con la speranza di condizionare le preferenze politiche degli elettori. Un passaggio dovuto da fare, prima di analizzare il risultato politico, è quello sui sondaggisti e le loro relative società che hanno raccontato frottole agli italiani per l’ennesima volta. Una scelta della Julie è stata quella di non dare nel corso della diretta i dati delle proiezioni realizzate ad hoc da chi percepisce soldi vendendo il potere di gradimento ad amministratori e politici. E questa scelta ci ha ripagato, infatti, con l’utilizzo dei dati del ministero dell’Interno che mai come mai si è adeguato alle esigenze di una popolazione sempre più informatizzata. Mentre i sondaggisti raccontavano chiacchiere, il Viminale ha sparato voti certi con una velocità mai vista prima. Il portale del Ministero dell’Interno ha fornito in tempo reale le consultazioni degli spogli e non ha mai sofferto il peso delle connessioni simultanee che negli altri anni hanno reso difficile la visione in tempo reale. L’unico sondaggio che si è dimostrato veritiero, come sempre del resto, è stato quello in possesso di Silvio Berlusconi. Se queste aziende non dessero lavoro a tante persone, sarebbe il caso che chiudessero prima per la loro coscienza etica poi per rispetto nei confronti dei cittadini italiani.

L’ESCLUSIONE DI COSENTINO HA DATO RAGIONE - Al Cavaliere prima della presentazione delle liste è stato consigliato nell’escludere Nicola Cosentino per via delle indagini che hanno colpito negli ultimi anni l’ex Sottosegretario all’Economia originario di Casal di Principe. Ed è stata proprio l’esclusione sofferta dell’ex coordinatore campano, visti i risultati sul territorio conseguiti negli anni addietro, a cambiare la strategia del Cavaliere in campagna elettorale: da incudine sulla questione morale a martello sui programmi messi in campo per risollevare le sorti del Paese. L’esempio chiaro e limpido si è avuto proprio in Campania dove l’acerrima nemica di Nicola Cosentino, la giornalista Rosaria Capacchione, messa come capolista al Senato non ha creato i problemi sperati ad un partito in odore di camorra secondo quanto sostenuto dalla sua attività da cronista di spessore nel corso di questi anni, anzi, il PD ha raggiunto il risultato peggiore proprio in Campania.  

EFFETTO GRILLO – Se fino al 94 i cittadini dello Stivale si informavano sul canale nazionale della RAI, dalla discesa in campo di Berlusconi con la sua Forza Italia gli italiani iniziarono ad informarsi sulle reti Mediaset di proprietà di un giovane imprenditore brianzolo. Questo si è ripetuto con un ciclo storico davvero sorprendente e a distanza di 20 anni dove Beppe Grillo ha sfruttato appieno il WEB ed ha dato lezione di stile a tutti i comunicatori del 2.0 con il suo Movimento 5 Stelle che ha ripudiato la comunicazione ordinaria televisiva, tranne quella di Julie Italia in Campania che dal 2008 segue da vicino l’evoluzione di un progetto che è diventato oramai una realtà politica. Sinceramente il 25% mi sembra troppo e non è un voto di protesta, ma rappresenta la voglia degli italiani di cambiare la classe dirigente attuale in favore di persone che si presentano coerenti con i tempi che corrono. Speriamo che nessuno di loro sia corrotto dal potere e dai denari che uno stipendio da Parlamentare dona.

L’ECONOMIA SUBITO MINACCIA – E se noi cittadini italiani credevamo che la Grecia, la Spagna ed il Portogallo fossero state aiutate a nostro dispetto, dopo l’endorsment di Mario Draghi  a Monti abbiamo capito come mai lo spread sia diventato così importante per la politica italiana. Mentre il presidente Napolitano è volato in America per ricevere i suggerimenti di Obama su come sbrigliare la matassa della ingovernabilità italiana, adesso è fondamentale anche il veto della Merkel che dopo l’acquisto, e quindi il finanziamento, di 100 miliardi di titoli italiani da parte della BCE ha il potere di ricatto su un paese cresciuto ed allevato con lo spirito di risparmiatore e divenuto debitore verso più soggetti esteri. Per la serie “a volte lo spread ritorna… puntuale”

IL PD VINCITORE A META’ – La maggioranza c’è, ma è relativa. Adesso Bersani dovrà applicare un manuale Cencelli alla perfezione cercando l’appoggio esterno dei grillini, così come è accaduto in Sicilia, con la speranza che quest’ultimi non perdano l’integrità e lo spirito rivoluzionario dei presupposti. Purtroppo le battaglie personali non sono state sufficienti a denigrare le coalizioni avversarie e le alleanze già precarie ed anche compromettenti, vedi uno sgradito Monti, non hanno dato la giusta fiducia agli elettori. Adesso Bersani si appresta a diventare primo ministro, ma la sua missione è quella più difficile. Portare l’Italia verso la stabilità governativa e farla uscire dalla crisi: una missione praticamente impossibile.

GIANNINO, INGROIA E FUFFA – Il primo un truffatore mitomane, il secondo un rivoluzionario immaginario autore di una indagine davvero scomoda e la “FUFFA” di tutti quelli che hanno disperso il voto che si spera scompaiano dalla scena politica italiana con una legge elettorale modificata e tendente ad un bipolarismo assoluto. Fini è il primo della lista, Casini deve fare una riflessione mentre chi si è presentato senza avere le giuste percentuali è meglio che con una legge “di stampo totalitarista” sia inibito a concorrere alle elezioni. Due poli sono giusti e sacrosanti, cerchiamo di ambire ad uno scenario simile al resto d’Europa. Non solo gli stipendi dei parlamentari, i servizi sociali, ma anche una nazione governata da partiti utili.

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di Livio Varriale
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