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Se falliscono, c'è solo il baratro

Elezioni 2013, ultima chiamata per gli italiani


Elezioni 2013, ultima chiamata per gli italiani
03/08/2012, 17:50

In questi giorni i partiti prendono posizione in vista delle prossime elezioni, previte entro aprile 2013 (anche se rimangono le voci che vogliono un bruciare le trappe per andare al voto a novembre 2012). 
Attualmente gli schieramenti principali sono quattro: Pdl+Lega Nord, Pd+Sel ed eventualmente Udc; Italia dei Valori e Movimento 5 Stelle. Qualcuno dice che Idv e M5S potrebbero allearsi, ma non ci scommetterei sopra neanche un euro: sia Grillo che Di Pietro sono degli accentratori e non accetteranno di dividere il potere con nessuno.  Attualmente i sondaggi darebbero la vittoria allo schieramento di centrosinistra (dovrebbe raggiungere un 35% dei voti), seguito da Grillo e dal Pdl+Lega (20% a testa). Naturalmente da qui alle elezioni c'è molto tempo e le cose possono cambiare. 
Tuttavia c'è una cosa che differenzierà le prossime elezioni da quelle che si sono tenute finora: potrebbero essere le ultime elezioni in un Paese sano. Infatti la crisi in corso e le micidiali manovre economiche prima del governo Berlusconi e poi del governo Monti stanno facendo a pezzi economicamente l'Italia. La domanda interna è ormai crollata e la disoccupazione è a livelli record che non si vedevano dai tempi della crisi del 1992. Il debito pubblico galoppa a velocità sempre maggiore e il deficit non viene abbassato, a causa del crollo del Pil, che nel 2012 è previsto intorno al -2,5%. Ciascuno di questi dati, presi singolarmente, sono indice di un serio problema; tutti insieme di un disastro. Ed è inutile nasconderci dietro un dito: il governo Berlusconi ha rovinato tutto quel (poco) di buono che i governi di centrosinistra avevano fatto in campo economico tra il 1996 e il 2001 e tra il 2006 e il 2008; così, quando è arrivata la crisi, ha trovato un Paese danneggiato sul quale infierire. Ad aggravare le cose la totale incapacità prima di Tremonti ed adesso di Monti ad aggredire il problema della crisi alla base. Per loro - persone straricche ed abituate a trattare quasi esclusivamente con persone ancora più ricche - guai a toccare quelli come loro, che si devono arricchire in maniera schifosa; molto meglio massacrare pensionati, impiegati ed operai. E quindi via le pensioni, via la scuola, via l'università, via la sanità, via le tutele sul posto di lavoro... via tutto. Quello che loro stanno creando è una massa di oltre 20 milioni di proletari (scusate il termine antiquato, ma è per rendere l'idea) sottopagati, sfruttati e privi di tempo da dedicare ad altro che non sia l'immediata sopravvivenza. E dietro di loro una massa di milioni e milioni di ragazzi che a stento saranno in grado di leggere, scrivere e far di conto. Insomma, hanno posto le basi per riportarci all'Italia degli anni '60. 
Ma questo, unito al disastro dei conti pubblici, rischia di scatenare una crisi economica che raderà al suolo l'economia italiana. Se non si sviluppa l'economia interna, non è difficile immaginare un Pil che crolla, anno dopo anno, provocando sempre maggiore disoccupazione e sempre maggiore deficit e debito pubblico. 
Per questo le prossime elezioni sono importanti. Perchè starà agli italiani scegliere. E sarà un referendum secco. Da una parte i partiti che hanno già detto che dopo le elezioni porteranno avanti l'agenda del governo Monti: Pd, Pdl, Udc, Sel (visto che si è alleata col Pd) e Lega Nord (che ha iniziato questa politica economica quando sosteneva il governo Berlusconi. Dall'altra bisognerà vedere le proposte degli altri partiti, che tuttora non sono pervenute (vaghe asserzioni da parte dai "grillini", la promessa di un programma da presentarsi a Vasto a fine settembre per l'Idv).
E attenzione ad un dettaglio: qualsiasi altra considerazione diversa dalle precedenti (per esempio chi vota per un partito perchè lo vota da una vita o chi vota A perchè ha in odio o ha paura di B) sarà da considerarsi indice di stupidità. Non perchè non si possa votare chi vuole, ci mancherebbe. Ma semplicemente perchè qui è in gioco il nostro futuro. Se le alleanze "pro-Monti" vinceranno, saremo fortunati a fare la fine dell'Argentina. La quale, vorrei ricordare, non è il paradiso che viene descritto. Nonostante abbia avuto degli eccellenti governi guidati dai coniugi Kirchner, l'Argentina oggi ha una inflazione del 25% annuo (da noi è il 3 e qualcosa), ha il 60% della popolazione sotto la soglia della povertà (da noi è l'11%) e non può esportare praticamente nulla in Europa e nell'America centrosettentrionale perchè i suoi prodotti sono gravati di dazi che arrivano al 400%. Per fortuna le sono rimasti i mercati sudamericani; ma a noi, se Usa ed Europa ci sbattono la porta in faccia a causa del nostro default, a chi ci aggrappiamo? All'Africa?

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di Antonio Rispoli
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