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Elezioni europee: adesso l'Italia è ufficialmente fascista


Elezioni europee: adesso l'Italia è ufficialmente fascista
27/05/2019, 15:58

L'elezione per l'Europarlamento ha dato conferma ai sondaggi fatti negli ultimi mesi. E quindi abbiamo avuto la Lega al 34%, il Pd al 23%, M5S al 17%, Forza Italia poco sotto il 9% e Fratelli d'Italia oltre il 6%. Ora, quali considerazioni si possono fare sulla base di questi dati? 

La prima è una considerazione globale: l'Italia è ufficialmente un partito fascista e nazista. Lo si deduce sommando i voti dei partiti che - anche se non ufficialmente - si rifanno a quelle ideologie. Perchè sbagliano coloro che pensano che i fascisti siano solo Casapound e i nazisti siano solo quelli di Forza Nuova. Ma è sbagliato. Perchè la Lega fa la stessa propaganda del partito nazista che c'era in Germania poco meno di un secolo fa. Una propaganda basata sull'incitamento all'odio; i nazisti contro gli ebrei, i leghisti contro i migranti. E quindi può tranquillamente essere considerato un partito nazista. Del resto, c'è un video su Youtube in cui Mario Borghezio (europarlamentare leghista) in un fuorionda lo dice chiaramente a due francesi, esponenti dell'estrema destra, dice che la Lega è un partito nazista che nasconde una parte di sè dietro un regionalismo spinto. E' un video vecchio, risale al 1998 o giù di lì, ma rende l'idea. A cui bisogna aggiungere Fratelli d'Italia, i cui riferimenti al fascismo sono più evidenti. E, dal mio punto di vista, anche M5S, che è comunque un partito dittatoriale, comandato da un padrone assoluto e che sta introducendo insieme alla Lega censure all'informazioni e limitazioni alla libertà di espressione che non si erano mai viste in precedenza. Sommando questi partiti, superiamo il 50% dei voti. E questo la dice lunga. 

Al contrario, manca completamente la sinistra o il centrosinistra. Perchè i partiti riconducibili alla sinistra non sono arrivati neanche al 5%. Non considero il Pd come partito di sinistra o di centrosinistra perchè nel corso degli anni si è spostato sempre più al centro, fino a diventare un partito di centrodestra, assimilabile al Partito Popolare spagnolo, più che ai partiti socialisti o socialdemocratici che ci sono in Europa. Del resto basta porsi una domanda: quando è stata fatta in Italia l'ultima legge a favore delle masse? Gli 80 euro di Renzi, proporrebbe qualcuno. Ma quella era una misura elettorale, svincolata da qualsiasi progetto. E quindi non la considero tale. L'ultima legge che io ricordi è il prestito d'onore varato dal governo Prodi nel 1997. Da allora, solo leggi definibili come di destra. 

La seconda considerazione riguarda la diffusione del voto della Lega. In particolare, quel 24% raccolto nella Circoscrizione Italia meridionale. Sono oltre 30 anni che esiste la Lega, e sono oltre 30 anni che i meridionali vengono insultati, dileggiati e diffamati dai leghisti. Salvini ha smesso dopo la sconfitta elettorale del 2014 alle europee, ma solo per cominciare a guadagnare consensi al sud. E ha ottenuto quello che voleva puntando sulla parte peggiore del sud, quella composta da razzisti e violenti che condividono l'odio che Salvini semina contro migranti e rom. E il fatto che i risultati gli diano ragione non significa che questo abbia reso migliore l'Italia. 

C'è poi la considerazione su quale sarà il futuro dell'Italia. Se ne parla da molte settimane: dopo le elezioni europee ci sarà una spaccatura tra M5S e Lega? E se sì, cosa succederà dopo? Io sono dell'idea che le cose non sono cambiate rispetto a quella che erano prima delle elezioni. Il che significa che è tutto nelle mani di Salvini. Il Movimento 5 Stelle non ha alcun interesse a far cadere il governo: se si andasse a votare domani, la sua pattuglia di parlamentari sarebbe meno che dimezzata. E chiaramente nessuno di loro è disposto ad abbreviare questo periodo d'oro che non si ripeterà. Quindi è la Lega l'unica che ha interesse a far cadere il governo. Ma c'è un'altra incognita, a suo modo decisiva: la legge di stabilità. Lo si ripete da gennaio, ma la legge di stabilità da approvare entro dicembre sarà un bagno di sangue. Bisognerà trovare i soldi per sterilizzare le clausole di salvaguardia (23 miliardi), i soldi per finanziare quota 100 e reddito di cittadinanza (anche se sono leggi fatte per dare pochi spiccioli, richiedono in totale almeno 5 o 6 miliardi), i soldi per risanare il deficit creato dalla mancata crescita dell'Italia (8 miliardi almeno, ma si può arrivare facilmente a 12 miliardi) ed infine i soldi della flat tax, che la Lega stima in 12 miliardi. Una stima falsata dalla convinzione che il taglio delle tasse provocherà una impennata del Pil che aumenterà le entrate dello Stato. Convinzione basata sul nulla e completamente falsa. In totale parliamo quindi di una cinquantina di miliardi. Fare una finanziaria da 50 miliardi, farebbe perdere completamente il consenso che Salvini si è guadagnato finora; far aumentare l'Iva con le clausole di salvaguardia, idem. 

Quindi per Salvini ci sono due alternative. La prima è quella di dire: "Fanculo all'Europa" e fare una legge di stabilità quasi completamente a deficit oppure con coperture fasulle (come quando il governo Conte voleva mettere ad ottobre scorso nella legge di stabilità del 2018 una crescita del Pil del 2%). Cosa che farà impennare lo spread, aumentare il debito pubblico in maniera notevole e rischierà di mandare l'Italia in default, esattamente come stava facendo la Lega nel governo Berlusconi del 2011. La seconda alternativa è presa anche questa dal comportamento della Lega nel 2011: cioè far cadere il governo e dichiarare la propria indisponibilità a qualsiasi governo. In questa maniera o si andrà ad elezioni o si farà un governo tecnico. In entrambi i casi, la Lega si metterà a strillare che bisogna votarli perchè loro hanno ridotto le tasse mentre gli altri le aumentano, perchè loro hanno combattuto la criminalità e l'immigrazione clandestina e via con menate di questo tipo. Quelle adatte a convincere la gente a votarli, insomma, dato che la gente si guarda bene dal capire come stanno le cose. 

Ho seguito i commenti fatti da vari giornalisti famosi in Tv e sui giornali  E alcuni mi hanno fatto sorridere per l'evidente goffo tentativo di schierarsi a favore della Lega. Per esempio, un giornalista (chiedo scusa se non riporto i nomi, ma non ho preso appunti, li ho solo ascoltati e non so dare attribuzioni esatte) ha detto che tutto sommato non è difficile fare la legge di stabilità. Perchè 10 miliardi arriverebbero dal taglio degli 80 euro annunciati dal Ministro Tria; il resto potrebbe arrivare da una attenta spending review. Basta evitare di rifinanziare reddito di cittadinanza e quota 100. Peccato che sono tutte misure che, se adottate, farebbero calare il consenso per la Lega. Certo, si eviterebbe l'aumento dell'Iva, ma troppa gente protesterebbe nel vedersi colpita nel portafogli. Un altro esempio che ho notato è stato il tentativo disperato di diversi giornalisti (soprattutto quelli collocabili politicamente nella Lega o in partiti vicini) di accreditare per certa una alleanza tra Pd e M5S per scalzare la Lega dal governo. Una balla evidente: M5S non ha e non ha mai avuto nessun punto in comune col Pd. Nella precedente legislatura M5S non ha mai votato a favore le leggi presentate dal Pd, trovando sempre le stesse scuse: "Non è come la vogliamo noi". Inoltre, se il Pd accettasse di fare un governo con M5S, alle prossime elezioni avremmo il Pd al 5% e la Lega oltre il 60%. Garantito. 

C'è poi una considerazione di tipo europeo. Cioè, quanto conterà l'Italia in Europa dopo questa elezione? La risposta è: meno di zero. Innanzitutto per la scarsa stima personale che i ministri italiani riscuotono all'estero. Hanno dimostrato la loro incapacità e, nel caso di Salvini, il loro disprezzo per i colleghi europei. Inoltre i due partiti che formano il nostro governo faranno parte di due gruppi, all'interno dell'Europarlamento, confinati all'opposizione. Quindi nell'Europarlamento non conteremo nulla. E nella Commissione Ue, se ci saranno italiani, non saranno parte dell'attuale governo. Quindi ci sarà qualcuno che porterà istanze contro cui il nostro governo combatterà per principio preso. E questo indebolirà il valore della nostra presenza. Insomma, rischiamo di non contare nulla neanche in Commissione. 


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di Antonio Rispoli
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