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SI grida alla vittoria, ma si ignora la realtà

Elezioni in Sicilia, una battaglia di ciechi e una vittoria di Pirro


Elezioni in Sicilia, una battaglia di ciechi e una vittoria di Pirro
30/10/2012, 10:45

Ormai i risultati sono definitivi: in Sicilia ha vinto l'asse Pd-Udc, che però ha solo 36 seggi su 90 (nonostante i 9 seggi che costituiscono il premio di maggioranza), per cui Crocetta non sarà in grado di governare. Dovrà allearsi con i partiti di centro di Miccichè per avere una maggioranza risicatissima ed una coalizione instabile con cui governare. Dall'altra parte canta vittoria il Movimento 5 Stelle, che si vanta di essere il primo partito della Regione. Palesemente sconfitti i partiti della sinistra e l'Idv, che non superano la soglia del 5%, necessaria per accedere all'Ars. Ma ci sono state veramente delle vittorie?
Come ha detto il giornalista Alessandro Gilioli sulla sua pagina Facebook, solo degli illusi possono gridare vittoria, con il 53% dei siciliani che non è andato a votare. Ed ha perfettamente ragione. Anche il Movimento 5 Stelle ha perso, come tutti gli altri partiti. Il primo partito è solo quello degli astensionisti. Un partito non rappresentato nel Consiglio Regionale e in nessun'altra assemblea elettiva, ma che resta il principale partito siciliano. 
Ma è un partito col quale bisognerà fare i conti. Perchè da qui alle prossime elzioni politiche, chiunque riuscirà a catturare quegli scontenti, ha a disposizione un patrimonio di voti enorme. Persino Idv e Sel, se conquistassero la metà di chi non è andato a votare, diventerebbero la prima coalizione della Regione. E proprio questo sarà un banco di prova importantissimo. Non solo verso il 2013, ma anche negli anni successivi.
C'è poi un'altra cosa da considerare. Spesso si dice che la Sicilia è un laboratorio politico di ciò che poi accadrà a livello nazionale. E in questo caso lo sarà sotto due punti di vista. Il primo riguarda l'astensionismo, a cui si è già accennato. Cosa faranno i partiti? Ignoreranno la situazione, tornando a mangiare come fanno di solito, oppure cercheranno di capire quali sono le vere esigenze dei siciliani e reagiranno di conseguenza? Secondo molti, questo astensionismo è dovuto al fatto che la mafia, indecisa, non ha dato ordini precisi su chi sostenere e molti di conseguenza sono rimasti a casa. Una possibilità tutta da dimostrare, ma che non può essere scartata con superficialità. E comunque questo non toglie che non riguarda certamente tutto il 53% di astensionisti. Quindi, volendo usare una metafora, ci sono parecchi pesci da pescare in quel lago. Non tutti sono commestibili, alcuni sono velenosi, ma il grosso è commestibile. Ma bisogna mettere l'esca giusta. E possibilmente non avvelenata. Tenendo presente che comunque la maggior parte dei siciliani sono abituati alle esche fasulle. 
Il secondo punto da tener presente è: cosa succederà l'anno prossimo, quando ci saranno le elezioni politiche, se ci dovesse essere un risultato come quello della Sicilia? Perchè, in base ai sondaggi, questo succederà: un alto astensionismo (nessun sondaggio pone la quota di astensionisti sotto il 4%); una vittoria del Pd (eventualmente alleato con Sel) alla Camera, se resterà questa legge elettorale; un buon successo del Movimento 5 Stelle; ed una situazione al Senato caotica e ingovernabile. La situazione ideale perchè si continui l'inciucio attuale tra Pd, Pdl e Udc, con nuovamente Monti a tenere le redini del governo. Certo, magari si tratterà di un governo "semitecnico", cioè con una maggiore partecipazione dei partiti al governo; ma la sostanza cambierebbe poco. E naturalmente anche allora ci sarà ognuno che griderà alla vittoria. Ma che vittoria è, quando si fa il male del Paese?
Per questo, le elezioni siciliane sono una vittoria di Pirro. Perchè senza un comportamente assolutamente e totalmente a favore dei propri cittadini, i prossimi cinque anni rischiano di essere una tragedia per i siciliani. Persino peggio degli ultimi anni con Lombardo. Ed è chiaro che se può essere una tragedia per la Sicilia, una cosa equivalente per l'Italia (soprattutto questa Italia, stremata da 10 anni di Berlusconi e 18 mesi di Monti, che hanno raso al suolo l'economia nazionale e mandato gambe all'aria i conti pubblici) rischia di essere una vera e propria tragedia. 
Ma tuttavia... tuttavia non è detto. C'è una possibilità, per quanto piccola. Prima ho detto che sarà importante vedere come reagiranno i partiti davanti al fortissimo astensionismo. Se dovessero reagire con indifferenza, si potrebbe provare ad intensificarne l'effetto alle prossime elezioni. Perchè un 50-60% di astensioni a livello nazionale, significa qualcosa come 20 - 25 milioni di voti in libera uscita. Un piatto molto ghiotto per qualsiasi politico, partito o movimento. Un piatto che potrebbe spingere qualche partito a cercare di conquistarli. E in questo senso i più avvantaggiati sono i demagoghi come Grillo e Berlusconi. Oppure chi riuscisse a far apprezzare la propria coerenza; e qui sono avvantaggiati l'Idv e qualcuno dei partiti di estrema sinistra. Ma è un discorso molto vago; e comunque conviene prima aspettare di vedere cosa succederà in Sicilia. DOpo tutto, ad aprile 2013 mancano ancora 6 mesi. 

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di Antonio Rispoli
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