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Europei di calcio U21: un pallone per nascondere i proiettili


LO stadio di Bloomfield, dove l'Under 21 italiana si allena
LO stadio di Bloomfield, dove l'Under 21 italiana si allena
05/06/2013, 14:46

Questa sera alle 20.30 ci sarà la prima partita dell'Europeo Under 21, che si disputa in Israele. Un europeo del quale non si parla mai, in Tv e sui giornali. Caso strano, non ci sono i normali servizi nei giorni precedenti la partita sulla città che ospita la squadra italiana o su Israele. Non è un caso. Perchè in questo europeo una parte importante sarà determinata dall'esercito israeliano. Saranno i soldati a decidere cosa si può filmare delle città e cosa no; cosa i giornalisti potranno dire e cosa no; ecc. 
Tutto questo perchè questo europeo non sarà altro che una enorme opera di mistificazione mediatica. Non a caso è stato scelto Israele, un Paese che calcisticamente non conta nulla e che sta nel girone europeo semplicemente perchè non riconosce nessuno dei Paesi confinanti (ha rapporti diplomatici solo con l'Egitto e solo perchè imposti da Washington nel 1974, a seguito del trattato di pace al termine della guerra dello Yom Kippur). Servirà solo per cercare di presentare di nuovo una immagine internazionale di Israele come Paese democratico e magari - perchè no? - anche vittima dei "cattivissimi" palestinesi. Basterà gridare "strage" nel caso in cui i palestinesi lanciassero quattro o cinque razzi Qassam perchè la cosa abbia un rilievo straordinario. Una cosa ancora più facile se ci si ricorda che Hamas è pesantemente infiltrato dai servizi segreti israeliani, che controllano importanti dirigenti del movimento palestinese. Per cui, sarebbe facile convincere qualcuno a fare il lancio dei missili, magari più o meno indirizzato verso uno stadio (tanto, non avendo i razzi palestinesi alcun modo per mirare, non centrano lo stadio neanche se li lanci da 10 metri di distanza). 
Invece tra i mass media c'è il silenzio totale: solo quest'ultima settimana un cecchino israeliano ha ferito un ragazzo di 19 anni che a Gaza stava raccogliendo meloni; decine e decine di palestinesi sono stati sbattuti fuori dalle proprie case a Gerusalemme Est con la scusa che le loro abitazioni stavano troppo vicine ad una caserma dell'esercito israeliano (peccato che le abitazioni stavano lì da decenni e la caserma è stata costruita molto di recente). 
Il primo giugno un gruppo di coloni appoggiati da almeno una ventina di soldati sono andati ad Hebron, entrando con la forza nelle case dei palestinesi, cacciandone gli occupanti ed occupanto i tetti, probabilmente per sparare sui palestiensi. Nel corso di questo avvenimento un palestinese è stato violentemente colpito alla testa col calcio di un fucile da un soldato israeliano e poi è stato preso a calci; un altro è stato sbattuto con violenza con la testa contro il muro della casa. I soldati hanno anche occupato uan casa che si affacciava su un campo giochi per bambini, puntando le armi su una decina di piccoli che stavano giocando. Il tutto sotto gli occhi di diversi stranieri, che sono stati anche minacciati dai soldati affinchè non riferissero nulla. 
E ci sono tanti altri casi di violenza in questi ultimi giorni commessi da israeliani su palestiensi. CHe sono poi le stesse violenze che subiscono abitualmente. Cioè il fatto che qualche palestinese venga ferito o ucciso dai cecchini che si appostano sul muro che isola Gaza dal resto del mondo è questione che può capitare oigni giorno. I fucili da cecchino colpiscono un bersaglio a 800-1000 metri ed anche oltre. E non è facile capire ad occhio nudo se si è a distanza di sicurezza dal muro. Inoltre, tutte le case ad una distanza inferuiore al chilometro sono state abbattute e quindi la zona vicino al muro è anche quella più adatta alla coltivazione. Non a caso una delle cose che faceva Vittorio Arrigoni (e che continuano a fare i suoi colleghi dell'ISM) era di fare da scudo umano ai contadini che andavano a raggogliere i vari prodotti della terra, armati solo di megafoni con cui ripetevano incessantemente che erano disarmati e che erano lì solo per raccogliere del cibo. 
Stessa cosa per le case. Essere un arabo in Israele significa non poter ristrutturare la propria casa, senza una licenza edilizia che non viene concessa mai. E quindi non sai quando ti arriva l'avviso che la tua casa è pericolante per cui te ne devi andare. E la casa puntualmente viene abbattuta e al suo posto vengono costruite nuove case che però vengono vendute ad ebrei. Ma anche senza aspettare questo, sono molte le leggi che consentono di fare lo stesso. Per esempio c'è una legge per cui  l'amministrazione comunale può mandare una comunicazione a cui bisogna rispondere entro un certo periodo di tempo, altrimenti si considera come se la casa fosse abbandonata e quindi a disposizione del demanio. COsì quando c'è bisogno di abbattere un gruppo di case, prima si murano gli accessi alla strada, dopo aver evacuato la casa, poi si inviano le comunicazioni e - visto che nessuno li riceve e nessuno può rispondere - le case vengono abbattute. 
E tutte le squadre di calcio che partecipano agli europei sono complici. Anche quella italiana. La quale si allena allo stadio Bloomfield, il quale ha una storia che dice molto. Infatti, questo stadio fu costruito dopo il 1950. Prima, in quella zona, si allenava la squadra palestinese di Shabab al-Arab, che usava lo stadio BASA. Nel 1948 lo stadio venne distrutto dagli israeliani, la squadra venne semplicemente sciolta con la forza e al suo posto venne costruito lo stadio Bloomfield, per far giocare una squadra di israeliani. E i calciatori italiani, con la loro presenza, giustificano quello scempio di 60 anni fa. 

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di Antonio Rispoli
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