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Facebook chiude 23 pagine dopo che le fake news sono scappate


Facebook chiude 23 pagine dopo che le fake news sono scappate
14/05/2019, 15:56

E' notizia dei giorni scorsi che Facebook ha chiuso 23 pagine, segnalate in quanto avevano violato le regole di Facebook cambiando nome completamente. In realtà, il problema è che erano tutte pagine che diffodnevano fake news, prevalentemente a favore di M5S e Lega. Qualcuna diffondeva anche fake news allarmistiche su inesistenti problemi delle vaccinazioni. 

Una decisione che comunque serve a poco. Innanzitutto per il numero: sono migliaia le pagine di fake news; chiuderne 23 è la classica goccia nell'oceano. E poi perchè ormai è tardi: quelle fake news sono già state diffuse e continuano a circolare, anche se la pagina principale è stata chiusa. Anzi, i gestori posso aprirne altre, dicendo: "Vedete? Ci hanno chiuso perchè siamo contro i poteri forti e vi raccontiamo quelle verità che non vogliono che sappiate. Seguiteci di più e condividete il più possibile". Insomma, con un po' di vittimismo, possono avere più seguito di prima. Certo, ci vorrà qualche mese per raggiungere lo stesso numero di followers di prima, ma non credo sia un grosso problema. Ormai ci sono dei metodi scientificamente sicuri per fare delle pagine di fake news con grossi seguiti. 

Il problema è da un'altra parte. Cioè il problema è lo scarso - per non dire inesistente - senso critico degli utenti dei social network. Cioè le fake news si diffondono perchè sono gli utenti a ritenerle più credibili delle notizie vere e quindi prevalgono sulle seconde. E perchè prevalgono sulle notizie vere, se sono false? Semplicemente perchè stuzzicano i pregiudizi delle persone, li confermano, li amplificano. Insomma, fanno le stesse cose che fanno i politici di Lega e Movimento 5 Stelle: istigano la gente ad odiare e rafforzano e confermano quell'odio. 

Fare esempi è semplice. Per esempio, in questi giorni circola di nuovo un video dove si vedono quattro stranieri che distruggono a sprangate una macchina dei Carabinieri. E nella didascalia si dice anche che a causa di quella aggressione un maresciallo dell'Arma ha perso un occhio. Ora basta soffermarsi 30 secondi a riflettere, mentre si guarda quel video, per capire che non è l'immagine di un telefonino: l'inquadratura è perfetta, senza i soliti sobbalzi che si gha con le riprese da telefonino; ci sono cambi di inquadratuira, con primi piani e piani lunghi, ecc. Insomma, è una ripresa professionale. E così deve essere visto che sono le immagini di una fiction. Ma poichè non viene detto e poichè la gente non riflette, molti l'hanno presa per una ripresa di fatti veri e quindi l'hanno condivisa con i peggiori insulti possibili contro i migranti. 

Una delle fake news più ridicole (e se non sbaglio fu diffusa proprio da una delle pagine che è stata chiusa adesso) ma più credute fu quella che sosteneva che un migrante aveva ucciso un poliziotto ma non era stato arrestato perchè tutelato da esponenti politici del centrosinistra. Peccato che la foto del poliziotto "ucciso" era quella di Ezio Greggio con indosso la divisa della Polizia (un chiaro fotogramma preso anche qui da una fiction). E anche quella era accompagnata da insulti e incitamenti contro i migranti, accusati non solo di commettere reati a iosa, ma di essere anche tutelati politicamente a scapito degli italiani. E non posso non citare quella che era nata come uno scherzo, ma che poi è diventata una fake news. Mi riferisco alla foto (postata inizialmente da Ermes Maiolica, abituato a prendere per i fondelli gli utenti dei social network con intento scherzoso) in cui si mostravano l'ex cestista Nba "Magic" Johnson e l'attore Samuel L. Jackson seduti su una panchina a Fore dei Marmi. Con un finto commento indignato sulla presenza di "migranti" in una località turistica così prestigiosa. Molti hanno condiviso quella foto accompagnata da veri commenti razzisti contro i migranti, senza capire che quei due, con i loro patrimoni, probabilmente se la potrebbero comprare Forte dei Marmi. Tutto il Comune per intero, senza eccezioni. 

E potrei continuare a lungo. Ma alla base, come ho già detto, c'è la mancanza di senso critico. Cioè l'incapacità di chi condivide di capire un concetto di per sè semplice. Quando qualcuno di noi condivide un link - e questo vale per qualunque utente dei social network e per qualunque link di qualsiasi tipo, senza eccezioni - non è solo un semplice utente. E' un giornalista a tutti gli effetti. Cioè quella notizia o quella foto che viene condivisa, è come se diventasse dell'utente, che quindi è responsabile dell'uso che ne fa, esattamente come io sono responsabile degli articoli che firmo. Ma se Tizio condivide una mia fake news, allora quella fake news è come se fosse stata scritta da me e da Tizio. E se una mia fake news raggiunge 250 mila condivisioni, è come se quella fake news fosse stata scritta da tutti e 250 mila insieme. E' chiaro, rendere questo ufficiale dal punto di vista legale è praticamente impossibile. Ma di fatto è quello che accade. 

Come si vede, quindi, è una situazione senza soluzione. Perchè riuscire a far capire agli idioti che condividono qualsiasi stupidaggine che devono smetterla è impossibile. Pretendere di attivargli qualche neurone in modo che possano riflettere su ciò che fanno è impossibile. Perchè queste persone, oltre ad essere prive di senso critico e molto ignoranti, sono anche presuntuosi e arroganti. Per cui rifiutano di discutere con chiunque che non condivida le loro idee. L'ultimo caso è capitato un paio di giorni fa: un tizio ha postato una fake news che incitava all'odio contro gli stranieri; e quando gliel'ho fatto notare, mi ha risposto: "Io posto le notizie che mi incuriosiscono e poi le leggo la sera quando ho tempo". Ad uno che ti risponde così, cosa gli replichi? Che ha condiviso un articolo come un idiota, perchè non sa neanche quale sia il contenuto di quella notizia? Cioè si è basato solo su un titolo? L'ho fatto, e mi sono beccato fior di insulti. Perchè queste persone, quando trovano qualcuno che risponde sul singolo argomento, non sono in grado di rispondere e replicano con insulti. 

Quindi Zuckerberg può chiudere tutte le pagine che vuole, ma la realtà non cambia. Non cambia il fatto che le persone preferiranno credere sempre a quei blog o quelle notizie che confermano i propri pregiudizi, e mai a ciò che è vero. E lo dimostrano le condivisioni di fake news. Molte di queste fake news riguardano i migranti, e la presunta (ma inesistente dati alla mano) ondata di crimini da loro commessi. Del resto, è molto più comodo trovare qualcuno a cui dare la colpa dei propri fallimenti piuttosto che ammettere di essere un fallito. C'è una frase che ogni tanto mi capita di leggere su Facebook. Recita più o meno così: "Se hai paura che un migrante che non parla neanche l'italiano e non ha qualifiche possa prendere il tuo posto di lavoro, al posto tuo qualche domanda sulla mia vita me la farei...". E secondo me sintetizza tutto. Perchè è chiaro che una persona che ha un lavoro che svolge così male da temere la concorrenza di un extracomunitario che parte senz'altro svantaggiato, preferirà sempre scaricare le colpe sugli stranieri piuttosto che ammettere i propri limiti. 

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di Antonio Rispoli
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