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Facebook e Cambridge Analityca, uno scandalo che non sorprende


Facebook e Cambridge Analityca, uno scandalo che non sorprende
20/03/2018, 16:03

In questi giorni i giornali e le Tv parlano dello "scandalo" che riguarda Facebook e una società, la Cambridge Analytica, Riassunto in poche parole, la sostanza è questa: la Cambridge Analytica ha inviato a decine di migliaia di persone una app per Facebook (ufficialmente era per motivi accademici, ma in questi giorni i responsabili della società hanno smentito che ci fosse una ricerca accademica in corso) che conteneva un test. Ma in realtà quel test conteneva uno spyware che ha consentito di guardare l'attività di chiunque abbia scaricato la app. Non solo, ma i contatti Facebook di queste persone che avevano fatto il test sono a loro volta sono stati a loro volta spiati. E questo ha consentito alla Cambridge Analytica di poter monitorare 50 milioni di profili, che sono stati poi di volta in volta manipolati - con fake news e altri sistemi - per ottenere consensi a favore della Brexit in Gran Bretagna, dell'elezione di Trump negli Usa e così via. 

Ci sono state reazioni e probabilmente ce ne saranno nei prossimi giorni. Le azioni di Facebook sono crollate. Si parla delle dimissioni dell'esperto della sicurezza di Facebook. C'è chi ha cominciato a protestare. E così via. Eppure nessuno finora - almeno non tra coloro che ho letto - ha compreso come questa vicenda sia in realtà il riassunto di ciò che è Facebook, nonchè il riassunto di ciò per cui è stato creato o viene usato. Parliamoci chiaramente: ci vuole molta ingenuità (e voglio usare un termine gentile) per credere che Mark Zuckenberg abbia creato Facebook solo per risolvere un problema di comunicazione all'interno del campus universitario. 

Facebook non è altro che una macchina per raccogliere informazioni. Senza nessuna coercizione, sia ben chiaro, nessuno ci costringe a farlo. Ma inevitabilmente, c'è la tendenza a gloriarsi quando si sta in gruppo, a raccontare di se stessi per farsi belli. Si postano le foto della propria casa, della propria auto, della propria moto, di tutto ciò che si ha. E si forniscono informazioni su se stessi; e non solo. Perchè si forniscono informazioni anche sui nostri amici e parenti. Con un attento monitoraggio, si possono creare banche date di notevoli dimensioni su moltissima gente. E' sempre stata questa la caratteristica di Facebook, non lo è solo adesso. Ricordo che alcuni anni fa vidi un video - girò per un po' su Facebook - di una organizzazione belga che avevano organizzato un "giochetto". Un tendone dove si invitava la gente con la promessa di svelare ogni segreto della propria vita dicendo solamente nome e cognome. E così succedeva. Alla fine poi veniva sollevato il tendone che era alle spalle dell'intrattenitore (definiamolo così) e si vedeva che c'erano semplicemente alcuni computer collegati a Facebook. Tutte le informazioni raccontate erano quelle che la persona in questione aveva scritto su Facebook. 

Naturalmente, in questo video non c'era un intento malevolo. Era solo per dare un avvertimento: "State attenti a quello che postate su Facebook". Perchè chiaramente, c'è anche quello che ha un intento malevolo. Sono parecchi anni che ogni tanto si crea negli Usa una banda di delinquenti specializzata in furti nelle abitazioni facilitate da Facebook: si limitano a seguire un po' di persone sui soclal network in modo da consocerne gli spostamenti. E quando vanno in vacanza o semplicemente sono fuori a cena con amici, entrano in casa e la svaligiano. Ma queste sono - potremmo dire - le basi. Queste cose sono iniziate 10 anni fa. Chiaramente c'è stato qualcuno che ha cominciato a porsi la domanda: perchè guardare passivamente quello che accade se ho il potere di influenze le cose? Uno dei primi esempi fu l'uso di falsi profili di belle ragazze che creavano l'occasione per i furti, magari chiedendo appuntamenti alle persone spiate, in modo da poter liberare le case. Ma anche qui siamo al dilettantismo. 

Si è capito facilmente che si poteva fare di più. Ovviamente qui devo iniziare un discorso che va al di là di Cambridge Analityca, dato che non sono presente sulle versioni britanniche e american adi Facebook. Devo parlare del Facebook che conosco, quello in italiano. E qui ho notato che si è diffuso sin dall'inizio il sistema delle fake news. Inizialmente mi sono imbattuto - compatibilmente con i miei interessi principali - con le fake news in materia economica, come il signoraggio bancario (la teoria secondo cui noi siamo ostaggio delle banche centrali che creano denaro dal nulla e poi lo prestano agli Stati in cambio di titoli di Stato). Oppure con la hasbara, la propaganda organizzata da gruppi finanziati dallo Stato israeliano, alle volte attraverso esponenti delle comunità ebraiche locali, per sostenere e giustificare le atrocità commesse dal governo e dall'esercito israleiano e per manipolare il consenso degli italiani a favore di Israele. Ma, visto col senno di poi, queste erano punture di spillo: i temi economici interessano poche persone e la campagna pro-Israele è estremamente facile, visto che sull'argomento i primi a raccontare fak news sono proprio i giornali nazionali e le Tv. 

Progressivamente ho notato che si affermava un nuovo tipo di fake news. Non era facilmente identificabile, perchè non aveva un solo argomento. Ma a poco a poco ho notato che c'erano due caratteristiche comuni: trattavano argomenti semplici da capire ed erano politicamente orientate contro il Pd. Tuttavia erano balle evidenti. Si va dalle notizie sulla cancellazione delle pensioni, alle balle sulla vendita delle riserve auree della Banca d'Italia, alla balla della legge del "senatore Cirenga" (che non è mai esistito) che assegnava 134 miliardi di euro ai parlamentari che non sarebbero stati rieletti nel 2013. E insieme a queste tante altre manipolazioni di cose reali. Per esempio, l'emendamento D'Alia, un emendamento presentato nel 2009 alla legge che allora venne chiamata "decreto sicurezza" dal senatore D'Alia che metteva una serie di paletti all'uso di Facebook. La norma venne approvata al Senato a gennaio, ma le proteste che si scatenarono portarono alla cancellazione di quella norma alla Camera ad aprile. La legge poi venne approvata a luglio 2009 senza quell'emendamento. Ma la notizia - che ormai era diventata una bufala, dopo l'approvazione della legge - continuò ad essere diffusa per anni. Senza più riferimenti temporali, ma restava "l'emendamento D'Alia". 

In quel momento non lo capivo. Vedevo solo degli idioti che postavano cose false. Ma guardando adesso quelle situazioni, mi rendo conto che erano semplicemente prove. Prove di manipolazione del consenso. Ma l'ho capito progressivamente, mese dopo mese, anno dopo anno, Tutto quello che avevo visto negli anni precedenti erano state operazioni preparatorie. Certo, insieme a qualche singolo che sparava cavolate per conto suo; ma è molto probabile che quei link venissero monitorati, dato che avevano caratteristiche che differivano leggermente l'iuno dall'altro, anche quando il testo era uguale. Come le opinioni siano manipolate è emerso, almeno davanti ai miei occhi, nel 2015, in occasione del referendum in Grecia sulla permanenza o meno del Paese nell'euro. In quell'occasione, anche se gli italiani ovviamente non votavano, si scatenò una campagna di fake news contro la Germania - accusata di voler affamare la Grecia - basata su due false notizie. La prima era che la Grecia era nei guai, economicamente parlando, per colpa della Germania; mentre in realtà era colpa della Grecia stessa, i cui politici per decenni avevano fatto assunzioni pubbliche a gogò per acquisire consenso politico, aumentando a dismisura il debito pubblico (ricordiamo che la Grecia aveva avuto il debito pubblico azzerato, dopo la fine della "dittatura dei colonnelli". 

La seconda fu il fatto che la Germania doveva risarcire la Grecia per i danni provocati durante la Seconda Guerra Mondiale, danni che erano stati calcolati in 70 miliardi di euro. In questo caso una doppia bufala, che dimostrava l'ignoranza di chi la diffondeva. Innanzitutto perchè la Germania, con il pagamento dell'ultima rata delle riparazioni di guerra della Prima Guerra Mondiale nel 1989, aveva ottenuto una dichiarazione dall'Onu (e sottoscritta da tutti i Paesi) che la esimeva dall'obbedire a qualsiasi altra richiesta di risarcimenti per le due guerre mondiali. Inoltre, se c'è qualche Paese a cui dare la colpa e chiedere risarcimenti per quanto avvenuto in Grecia, questo Paese è l'Italia. Infatti furono i tedeschi a conquistare la Grecia, ma poi furono gli italiani ad amministrarla. E i campi di concentramento che gli italiani costruirono erano anche peggio di Auschwitz. 

Due balle enormi, ma che vennero considerate vere trasversalmente, da gente di destra come di sinistra. E fu allora che capii che non erano improvvisate, ma si trattava di una sorta di verifica finale. E infatti poi la conferma in Italia è venuta negli ultimi tre anni, dove ho visto postare sui social solo bufale. Attenzione, non di un partito sì e di uno no, ma di tutti i partiti. Ovviamente con peso diverso. Un partito al governo magnifica i propri presunti successi, mentre chi è all'opposizione racconta le mancanze, anche qui vere o presunte, di chi governa. Ma il succo è che sia da un lato che dall'altro c'è la manipolazione del voto. E lo dimostra anche il risultato elettorale. Certo, il Movimento 5 Stelle ha puntato sul reddito di cittadinanza. E certo, la Lega Nord ha puntato sulla flat tax. Ma il Movimento 5 Stelle ha alle spalle la Casaleggio & Associati, che è una potenza mica male sul web e ha lunghi anni di esperienza. La Lega Nord ha intorno a sè numerosi blog razzisti, che diffondono falsi video e false fotografie di stampo razziste: dagli extracomunitari che chiedono il wi fi e 2000 euro al mese a quelli che distruggono statue della Madonna o urinano nelle chiese e così via. In entrambi i casi abbiamo quel complesso di notizie facili da comprendere e facili da diffondere che ci sono sin dall'inizio di questa faccenda. 

Ora, non so se gli statunitensi e gli inglesi siano diversi e se la Cambridge Analytica abbia dovuto fare qualcosa di diverso da ciò che è sucesso in Italia. Quello che so è che il voto è manipolato. Tanto negli USa, tanto in Gran Bretagna, tanto in Italia. Purtroppo il problema è che la manipolazione è tanto più facile quanto più la gente non parla di fatti ma fa il tifo a favore e contro. Facciamo due esempi banali, uno pro e uno contro il Pd. Prendiamo il bonus fiscale di 80 euro varato dal governo Renzi nel 2014. Misura debole ma positiva, questo dicono i fatti. Misura eccezionale, dicono i renziani; misura propagandistica dicnono grillini e leghisti. Come si vede, entrambi manipolati. Secondo esempio, la crescita del Pil nel 2017, con un +1,5%. Anche qui: risultato eccezionale perchè eravamo a -2,35 nel 2013, dicono i renziani; l'Italia non cresce abbastanza, dicono grillini e leghisti. E la verità qual è? Che la crescita dell'1,5% è valida, se non fosse che dipende per oltre la metà dall'export. E quindi ci mette economicamente nelle mani di chi acquista i nostri prodotti. Crescita eccezionale? No, siamo ultimi in Europa. In questo momento, una politica economica valida ci avrebbe portato tranquillamente al 2,5-3%. Ma non abbiamo in Italia politici validi che possano fare questo. Ma un voto manipolato impedisce di valutare le persone. 

E il voto è manipolabile con più facilità se si possono esaminare i comportamenti di massa. E Facebook è servito esattamente a questo: a studiare i comportamenti di massa prima, a fare sperimentazioni poi, e ad ottenere risultati elettorali alla fine. Cambridge Analytica sembra aver agito a favore di Trump e del sì alla Brexit, e l'ha potuto fare perchè ha esaminato il comportamento delle persone e ha stabilito quali azioni erano più efficaci per toccare le corde giuste per ottenere che il voto venisse orientato in una certa maniera. Se qiuesto sia legale o no, non lo so; se questo porterà guai a Zuckenberg e a Facebook non lo so. Quello che so è che ancora una volta, questa è una lezione per chi la saprà imparare: bisogna muoversi sempre con attenzione, perchè non sai mai cosa gli altri possono fare con ciò che non conosci.

EDIT: So che sto facendo una cosa irrituale, ma ci vuole. Questo editoriale l'ho finito e pubblicato martedì 20 marzo alle 16 circa. Il giorno dopo mi alzo, guardo su Repubblica.it e leggo la notizia che dietro Cambridge Analytica c'è Steve Bannon, ex braccio destro di Trump, che dal 2014 aveva ideato un programma per testare su milioni di profili Facebook l'efficacia dei messaggi di Donald Trump. Cioè la versione americana di quello che ho descritto che in Italia hanno fatto M5S e Lega. 

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di Antonio Rispoli
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