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Facebook, il vuoto totale che rispecchia l'italiano medio


Facebook, il vuoto totale che rispecchia l'italiano medio
19/01/2013, 15:01

Da alcuni anni sono solito postare i miei articoli su Facebook. Ma, contemporaneamente, ho anche osservato il comportamento dei miei contatti e di tutti coloro che intervenivano sulla mia bacheca, pur non essendo nelle file dei miei contatti. E così mi sono reso conto del desolante vuoto mentale che esiste nella maggior parte delle persone con cui ho interagito. 
Sia ben chiaro, non parlo di stupidità del singolo, o di un modo per insultare qualcuno. Parlo di tendenze generali, comportamenti di massa a volte anche poco compatibili con l'individuo. 
Un esempio classico è quello dei link-bufala. E ce ne sono stati molti. L'ultimo, in ordine di tempo, è quello che attribuisce ad un misterioso senatore il demerito di aver scritto una legge, approvato dall'intero Parlamento, con cui i parlamentari si sono distribuiti 134 miliardi. Ovviamente è completamente falso, il senatore in questione non esiste e una leghge del genere non è mai stata proposta. Anche perchè, Costituzione alla mano, ogni legge ha bisogno di una copertura. Ma come la copri una spesa di 134 miliardi (pari ad un sesto delle entrate fiscali annuali dello Stato) in quattro e quattr'otto? Però è un link che moltissimi dei miei contatti hanno condiviso.
Poi c'è la versione povera del link-bufala. E' quando, poichè non si ha abbastanza fantasia per creare una balla, si prendono link vecchi ed ormai del tutto fuori contesto e li si propone come nuovi. Per esempio per due anni si è visto circolare il cosiddetto "emendamento D'Alia", che, qualora approvato, avrebbe comportato importanti limitazioni alla libertà degli utenti del web. Ma questo emendamento fu introdotto in una legge al Senato ad aprile 2009 ed eliminato - proprio a seguito delle proteste - a luglio dello stesso anno. Eppure ancora nel 2011 si potevano l eggere moltissime persone che condividevano link su quell'argomento. Oppure i link sulla "legge mancia" del novembre 2011, con cui i parlamentari si sono divisi 150 milioni, dopo un emendamento di un senatore della Lega. Ma link di questo genere li ho visti fino a poche settimane fa. 
Poi ci sono le catene di Sant'Antonio: istruzioni fasulle e spesso fuorvianti, ma seguite alla lettera dagli utenti del web, senza controllo nè verifica. Quella più recente dà istruzioni di dare alcuni comandi per impedire che estranei possano vedere quello che uno posta. In realtà seguendo questi comandi, si vieta a coloro che seguono le istruzioni di leggere gli aggiornamenti. Eppure non è difficile da capire: basta leggere i vari comandi che sono da premere per capire che cosa si fa; ma centinaia di persone hanno seguito quelle istruzioni senza farsi domande di sorta. 
Così come poi ci sono i link di alcune pagine, specializzate nel diffondere false notizie all'insegna del complottismo, sia nostrano (Di Pietro agente della Cia, il gruppo Bilderberg dietro gli attentati di Falcone e Borsellino, e così via) che internazionale. Ovviamente negli ultimi anni c'è stata una profusione di link di materia economica, su cui sono intervenuto spesso su questo sito in altri editoriali. E allora ecco i link sul signoraggio, sul debito pubblico che non si può restituire, sulla crisi come invenzione per svendere l'Italia (anche se qui una parte di verità c'è, dato che sia il Pd, sia il Pdl sia le liste Monti vogliono svendere il patrimonio pubblico), ecc. Per la maggior parte si tratta di articoli senza capo nè coda, senza rapporti con la realtà, ma basati su interpretazioni fantasiose di singole frasi dette da tizio o caio. 
Prendiamo una delle frasi spesso riportate dai signoraggisti. Si prende una frase di uno dei Rockfeller dei '700 (allora erano già una famiglia di banchieri) che recita più o meno così: datemi il potere di battere moneta e non avrò bisogno di altro per guidare il Paese. Peccato che nessuno aggiunga che all'epoca il potere di battere moneta significava coniare monete di argento e d'oro; e se si stampavano banconote, bisognava avere una riserva di oro e argento equivalente al valore delle banconote stampate. E' chiaro che quando hai il compito di lavorare qualche centinaio di chili di oro e argento alla settimana, può anche capitare che una parte di quella ricchezza uno se la infili in tasca, arricchendosi in maniera disonesta ma difficilmente individuabile. Ma anche questa viene condivisa a tutto spiano, senza riflettere nè pensare criticamente. 
Sui perchè e sui percome accade questo, poi si può discutere. Per me è semplicemente la solita pigrizia mentale dell'italiano medio. Quella pigrizia che spinge la maggior parte degli italiani a stare passivamente seduti su un divano ad abbeverare la propria mente col veleno della disinformazione che passa nei TG delle reti nazionali. Si pensa di essere più interessanti e più intelligenti ad abbeverare la propria mente col veleno della disinformazione che passa su Internet. In entrambi i casi, il fattore comune, come dicevo prima è l'assenza totale di senso critico. Quando si legge o si ascolta una notizia, non è che ci si riflette, si valuta se sia ammissibil, ecc. No. Se è una notizia che conferma i nostri pregiudizi la si accetta; in caso contrario, giù insulti al giornalista. 
E visto che mi piace fare esempi, facciamo un esempio di che significa usare il senso critico. Arriva la notizia dalla Siria che aerei del governo Assad hanno bombardato civili in fila per il pane. Fin qui, ci può stare: c'è una guerra in Siria, per errore o volutamente sono cose che succedono. Poi arrivano i filmati, e lì scatta qualcosa: noto che non c'è il cratere. Qualsiasi bomba sganciata da un aereo genera un cratere: esplodendo a breve distanza da terra (condizione necessaria per poter colpire con le schegge le persone) l'inerzia che la sta facendo precipitare indirizza l'onda durto dell'esplosione soprattutto verso terra. E il cratere è molto grande: la bomba più piccola a disposizione dell'arsenale statunitense, che contiene l'equivalente di 150 Kg. di tritolo, scava una buca larga 10 metri e profonda un metro. Sarebbe lecito avere lo stesso cratere anche in questo caso in Siria. Invece nulla del genere: non c'erano crateri, nè buchi nei muri causati dalle schegge. Osservando con più attenzione le immagini si nota che l'unica zona che porta segni di bruciature e di danni è la porta della panetteria e un camioncino a un metro di distanza. Segno evidente che l'attentato c'è stato, ma è stato causato da una bomba situata nei pressi della porta della panetteria. 
Mi si potrà obiettare: ma io cittadino mica sono tenuto a sapere queste cose. Certo, nessuno è tenuto a fare niente. Ma questo è il motivo per cui i regimi dittatoriali e gli estremismi religiosi bloccano per prima cosa l'educazione: nessuno sa niente e il dittatore è libero di far passare per vera qualsiasi balla. Sempre a proposito dei link che passano su Facebook ce n'è uno che dice: "La cosa che più temono i talebani è una donna istruita". La cosa è parzialmente vera: qualsiasi regime arriva più facilmente a conquistare un popolo se può contare sulla sua ignoranza. Quindi apprendere tante cose (vere) è una difesa che ogni cittadino dovrebbe usare per proteggere se stesso e i propri familiari dal rischio di un regime antidemocratico. Perchè è bene ricordare una cosa: la democrazia non è qualcosa di calato dall'alto, è qualcosa che va conquistata e poi va difesa giorno per giorno. Nel momento in cui viene data per acquisita, è persa. 

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di Antonio Rispoli
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