Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Facebook lancia la sua criptovaluta mondiale: il vaso di Pandora è aperto


Facebook lancia la sua criptovaluta mondiale: il vaso di Pandora è aperto
18/06/2019, 16:02

Se ne parlava già da qualche mese, ma da oggi è ufficiale: Facebook si appresta a lanciare Libra, la sua criptovaluta. Nell'annuncio fatto oggi si garantisce che sarà una criptovaluta stabile e sicura, al contrario delle attuali criptovalute come i Bitcoin. Inoltre si garantisce un utilizzo diffuso e capillare, per mille cose diverse: gli acquisti tramite Facebook, Spotify, Uber ed altri siti. 

Per carità, tutto bello, tutto giusto, tutto corretto. Ma se poi non funziona così? Cioè io immagino questo scenario. Prendiamo da qui a 15 anni, quando la Libra è ben diffusa e magari, grazie a Facebook, agisce come una sorta di moneta parallela tra più Paesi, una valuta utilizzabile contemporaneamente a Roma, a Washington o a Tokyo. Improvvisamente, la gestione della moneta passa a qualcuno che vuole specularci. Quanti milioni di persone verrebbero rovinate? Quanti miliardi? Perchè purtroppo con questa storia delle criptovalute si è superato il limite ed urge una legislazione repressiva multinazionale. 

Sia ben chiaro, io non sono contro l'innovazione. Ma qui si sta violando un tabù. Una volta, il denaro era creato dagli Stati, i quali si procuravano le materie preziose (solitamente oro e argento per le monete più preziose, stagno, bronzo e rame per quelle meno preziose) e le utilizzavano per fare monete. A partire dal '700, cominciarono a diffondersi le banconote, che però erano garantite dall'oro (a volte solo nominalmente, a dire il vero; cosa che causò diverse crisi economiche). Durante la Seconda Guerra Mondiale, tutto l'oro esistente in Europa ed usato per fare da garanzia alle banconote, venne rubato dalla Gran Bretagna e dato agli Usa per pagare le forniture di armi e munizioni fino all'inizio del 1941. Per questo dopo il 1945 l'unica moneta mondiale convertibile in oro era il dollaro (e lo restò fino al 1971). Per tutti gli altri si adottò la cosiddetta "circolazione fiduciaria": cioè una banconota viene utilizzata perchè si ha fiducia che venga utilizzata. La fiducia è imposta dal fatto che lo Stato ha deciso di accettare solo quella moneta per il pagamento delle tasse. Per cui è inutile usare altra moneta, se poi non viene accettata. Per esempio, io non posso usare i dollari o gli yen, per pagare le tasse. Se li accetto in pagamento, poi devo trasformarli comunque in euro; e i costi sono a mio carico. Conviene poco. 

Ma finora la garanzia era stata sempre lo Stato. Che può essere più o meno affidabile (Affidabilissima la Germania o la Francia, per nulla affidabile l'Argentina o il Brasile) ma resta comunque una entità che si può considerare stabile, al di là delle elezioni e del loro risultato. Cioè l'Italia è quella in cui noi viviamo dal 1861. Dopo oltre 150 anni, abbiamo cambiato costituzione, moneta, bandiera, assetto istituzionale, ecc. Ma l'Italia è rimasta. E lo stesso si può dire per ogni Stato. Invece adesso con Libra ci troveremmo ad utilizzare una moneta garantita da una serie di società private. Riflettiamoci e ci renderemo conto di quanto sia pericoloso. Avremo soldi di una società privata in tasca, quindi saremo nelle loro mani. Potranno fare di noi ciò che vorranno. 

E' quasi divertente pensare che Zuckerberg sta trasformando una bufala in realtà. Mi riferisco alle teorie sul signoraggio inventate da Giacinto Auriti. Secondo quelle teorie, Bankitalia (poi le ha girate sulla BCE e su ogni altra banca centrale) è una banca privata che guadagna stampando denaro e offrendono in prestito agli Stati, per ottenere un ulteriore guadagno. Con Libra si farebbe la stessa cosa: avremmo le società private che guadagnano creando soldi. Non ci sarebbe il prestito agli Stati, ma il guadagno sulla creazione dei soldi sarebbe enorme. Perchè di fronte ad un costo pari a zero, i guadagni sarebbero immensi. E più questa criptovaluta circolerebbe, più aumenterebbero i guadagni delle società che la creano. Il tutto senza nessuna garanzia. Mentre i soldi che i cittadini versano per acquistare quella criptovaluta sono garantiti dallo Stato. E se uno Stato sopravvive al crollo di una società privata, una società privata non resiste al crollo di uno Stato. 

Ma nulla del genere si trova in giro. Ho letto diversi articoli e anche un paio di editoriali, ma non ho trovato nulla. Tutti impegnati ad elogiare l'idea, nessuno che avverta dei pericoli. Ho trovato qualcosa nei post di qualche persona sui social network (compreso qualche giornalista), ma sono voci debole e isolate. 

C'è poi un altro rischio. Le criptovalute vanno acquistate via Internet. Cioè io pago soldi (per esempio euro o dollari) in cambio di queste criptovalute. Che ovviamente richiedono un account con i propri dati sensibili: e-mail, numero di conto corrente o di carta di credito, nome e cognome. Tutti dati che dovranno essere offerti da coloro che vorranno usare le criptovalute. E che verranno sfruttati in una maniera che noi non possiamo conoscere. Sì, certo, ci sono le leggi, la protezione della privacy e menate varie. Ma veramente qualcuno crede che una società che ha in mano le vite (in senso letterale, perchè quando ad una persona hai tolto i soldi non le rimane niente) di milioni o miliardi di persone possa importarsene delle leggi? 

Sia ben chiaro: non intendo dire che Mark Zuckerberg abbia queste intenzioni. Non lo so, non lo conosco e come personaggio pubblico è abbastanza di basso profilo da non rendere manifeste le proprie intenzioni. Ma sarebbe sbagliato pensare che dipenda tutto da lui. CHi può dire chi comanderà in Facebook o nella creazione di Libra tra 5 anni? E tra 10? E tra 20? C'è una antica storia, nella mitologia greca. E' quella del vaso di Pandora. Pandora era una bellissima ragazza che ebbe da una dea un vaso chiuso, con il divieto assoluto di aprirlo. Ma lei era troppo curiosa e l'aprì, senza sapere che in quel vaso erano rinchiusi tutti i mali del mondo. E facendo così li diffuse. Lei non ha fatto del male a nessuno, ma ha liberato il male. E lo stesso con questa storia: non è detto che Zuckerberg faccia del male, ma certo se non viene fermato avrà liberato un male assoluto. Che chiunque potrà impugnare come un'arma contro tutti noi. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©