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Famiglie gay, l'attacco continuo del Vaticano ai diritti di base


Famiglie gay, l'attacco continuo del Vaticano ai diritti di base
12/01/2013, 14:11

Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, una Corte di alto grado applica l'articolo 3 della Costituzione per quanto riguarda le famiglie. Si tratta di un vecchio problema, ma solo nel senso che sono decenni che si parla della necessità di introdurre la parificazione tra coppie omosessuali ed eterosessuali. Una cosa che materialmente finora è stata impossibile per la ferrea opposizione del Vaticano, che - piaccia o non piaccia - è quello che comanda in Italia ed è in grado di farsi modificare le leggi a proprio piacimento. 
In realtà, non ci sarebbe bisogno di alcuna nuova legge. Infatti nel nostro ordinamento esiste l'istituto del matrimonio civile che è stata redatta in maniera incostituzionale, in quanto è una legge che discrimina in base al sesso: io, maschio, posso sposarmi con una donna, ma non con un uomo. Di solito, per giustificare questo, si tira in ballo l'articolo 29 della Costituzione. Ma cosa dice questo articolo? Recita: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare". Dove si dice che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna? Da nessuna parte, semplicemente. Infatti, anche la Corte Costituzionale, quando è stato presentato il ricorso da parte di una coppia gay che contestava l'incostituzionalità della legge, non ha potuto appellarsi alla Costituzione. SOno ricorsi ad un escamotage. Hanno detto (sintetizzando e traducendo in parole semplici il contenuto della sentenza): "La legge sul matrimonio è costituzionale perchè la legge sul matrimonio prevede che il matrimonio sia tra uomini e donne". No, non c'è un refuso o un errore; è proprio così. Si sono appellati al fatto che la legge da cambiare dice una cosa come motivazione per non cambiarla.  Il che è chiaramente un assurdo. Se esistesse un organo superiore alla Corte Costituzionale a cui fare ricorso, per questa sentenza si potrebbe usare la motivazione della manifesta illogicità della sentenza. 
All'estero non hanno di questi problemi: in Europa gran parte dei Paesi hanno introdotto il matrimonio gay (l'ultima è stata la Francia); idem negli Usa, dove 10 Stati su 50 lo consentono. Anche in Austraklia è perfettamente normale. 
DI solito le obiezioni che vengono poste sono di diverso tipo. Una è l'accusa che i gay non possono procreare. Considerando che oltre il 10% delle coppie sono sterili o hanno altri problemi a procreare, senza l'aiuto della fecondazione artificiale, si capisce quanto sia ridicola e pretestuosa questa accusa. 
La seconda è che i rapporti omosessuali sono contronatura. Una obiezione che dimostra solo la completa ignoranza di chi la porge: in natura ci sono 150 specie animali di cui è stata accertata la possibilità che ci siano omosessuali e oltre 1000 in cui questa possibilità è sospetta ed in via di accertamento. Allora sono tutti contro natura? 
Poi c'è quella che il crescere con due genitori dello stesso sesso crea confusione sessuale nel bambino. E questa è la più comica, roba da spanciarsi dalle risa. Ma veramente una persona con un po' di sale in zucca può credere che un bambino di 6 mesi o un anno possa capire la differenza tra maschio e femmina? Eppure sanno perfettamente la differenza tra i due genitori. Questo perchè ne riconoscono la personalità, di istinto. E quindi, due genitori gay o due genitori eterosessuali sono la stessa cosa, per loro. Infatti i figli delle coppie omosessuali - una normalità nei Paesi scandinavi - sono assolutamente normali, crescono senza traumi. Tanto è vero che ricordo che l'argomento venne anche usato per una pubblicità in Francia: una coppia gay e davanti il loro figlio che "confessa" che gli piacciono le ragazze. Con i due uomini che si guardano con una faccia sorpresa e stupefatta. Uno sketch comico simpatico. 
E il succo della sentenza della Cassazione che venerdì ha stabilito che una famiglia omosessuale può tranquillamente crescere un bambino è proprio questo; e si può sintetizzare in una frase: se non siete in grado di dimostrare scientificamente che il bambino ne avrà danno, può stare con la madre e la sua compagna. E non si può dimostrare. Anzi, scientificamente si può dimostrare il contrario. Per carità, ci potrà anche essere il bambino che ha un genitore violento, ma questo può capitare sia con genitori omosessuali che con genitori eterosessuali. 
Ma il Vaticano non si arrende, come dimostra oggi il vergognoso articolo apparso sull'Avvenire, che dice: "Per esperienza comune di ogni essere umano la nascita di un bambino scaturisce dall'unione tra un uomo e una donna, comporta la cura e l'allevamento da parte dei genitori”. Se questo è vero, non ci dovrebbero esistere adozioni. In una adozione, il bambino non è cresciuto dai genitori che l'hanno messo al mondo.
Come si vede, siamo ben al di là del buon senso e della ragionevolezza. E' 
 semplicemente una presa di posizione, una azione dettata dall'odio e dalla volontà di segregare una parte della popolazione in una gabbia. Ma per chi crede che non esista differenza sostanziale tra un essere umano e l'altro, non c'è una sola argomentazione valida per negare quello che è un diritto di base di tutti. 

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di Antonio Rispoli
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