Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Favia smaschera i Casaleggio, ma i grillini lo assalgono


Favia smaschera i Casaleggio, ma i grillini lo assalgono
07/09/2012, 17:39

E' quasi buffo, a pensarci. Meno di 24 ore fa stavo scrivendo un editoriale nel quale spiegavo come gli appartenenti o i simpatizzanti del Movimento 5 Stelle spesso rinunciano al confronto civile in Internet per ripiegare su una vera e propria aggressione verbale (secondo uno di coloro che ha commentato la notizia, frutto anche della scarsa conoscenza che loro stessi hanno del programma del Movimento). E facevo tre diversi esempi capitati nelle ultime 48 ore. 
In quel momento non sapevo ancora che la sera, su La7, a Piazzapulita - il talk show settimanale condotto da Riccardo Formigli - si sarebbe parlato proprio di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle; e men che meno della "chicca" di una intervista fatta di nascosto a Giovanni Favia, che oggi sta facendo parlare tutta la Rete. Favia è consigliere regionale in Emilia Romagna del Movimento 5 Stelle; l'intervista in questione è stata fatta di nascosto lo scorso maggio. In essa il consigliere regionale spiega che dietro Grillo c'è Gianroberto Casaleggio, definito una persona con "un cervello freddissimo", "vendicativo" e così via. 
Ovviamente questa mattina ci sono state immediatamente le smentite. Brevissima e ridicola quella di Casaleggio sul blog di Grillo: "Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai definito le liste per le elezioni comunali e regionali. Né io, né Beppe Grillo, abbiamo mai scritto un programma comunale o regionale. Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai dato indicazioni per le votazioni consigliari, né infiltrato persone nel MoVimento Cinque Stelle". Mancava scrivesse: "Giurin giuretta" ed eravamo a posto. 
Più articolata, invece la parziale smentita di Favia, che parla di uno sfogo fatta ad una persona inaffidabile come solo un giornalista può essere e cerca di correggere il tiro: " 

Cerchiamo di fare un bel respiro, tutti. Ribadisco se ce ne fosse bisogno: le liste dell'm5s, dalle comunali alle regionali, nascono spontaneamente ed in democrazia diretta. I suoi consiglieri agiscono in piena autonomia, con una libertà a disposizione che non ha eguali. Chi è così bravo da poterci dare lezioni? Nel mio sfogo del fuori onda, parlando di assenza di democrazia, non attaccavo il Movimento, ma un problema che oggi abbiamo e che presto dovrà risolversi. Ovvero la mancanza di un network nazionale dove poter costruire collettivamente scelte e decisioni, comprese le inibizioni e le attribuzioni del logo. Questa falla concentra tutto in poche mani, seppur buone e fidate, generando una contraddizione che spesso sul territorio ci viene rinfacciata. Non è un problema di sfiducia, è un problema d’efficienza, d’organizzazione e di principio. Basta leggere il nostro non-statuto. Se di questi ed altri dubbi non ne parlavo in pubblico, è perché, come tanti altri di noi, avevo ed ho fiducia nel superamento di queste criticità, come abbiamo sempre fatto in questi anni, evolvendoci costantemente. E’ stato un grave errore lasciarmi andare ad uno sfogo privato e scomposto, rubato da un cronista di cui mie ero fidato. Capita in famiglia, capita tra amici, capita al lavoro, anche tra persone che si vogliono bene, avere reazioni esagerate in momenti di tensione. Ricordo che a Maggio, mese in cui mi fu fatta l’intervista, il MoVimento 5 Stelle dell’Emilia-Romagna era in ebollizione per l’espulsione di Valentino Tavolazzi di cui io ero un grande amico e che ho visto piangere. I miei rapporti con Gianroberto Casaleggio estremamente critici, anche se la storia è molto lunga. Lo scherzo del destino è che proprio in prima serata mi ero sentito al telefono con lui, per la prima volta chiarendo alcune cose e dopo tanti mesi di chiusura comunicativa e di voci riportate da terzi, che forse hanno scavato ancor più un solco tra noi. Ma oggi è secondario. A prendermela col giornalista sarei ridicolo. La colpa è mia. Due anni in mezzo agli squali non mi hanno fatto crescere sullo stomaco tutto quel pelo che serve per reggere la pressione che c’è oggi intorno al MoVimento. In questi anni, dando anima e corpo, credo d’aver portato tanta acqua al mulino del movimento. Ieri ne ho fatta drenare un po’. Non avete idea di quanto questo mi colpisca al cuore. Tra qualche mese, come ogni semestre, rassegnerò le mie dimissioni e saranno i cittadini dell’Emilia-Romagna tramite votazione, a valutare se respingerle o accettarle. P.S. è fantascienza ed un’offesa all’intelligenza pensare che un fuori onda, per me così degradante, potesse essere concordato".
Insomma, la colpa è solo del giornalista, cosa sottolineata sul blog di Grillo che - quando si dicono le combinazioni - ha scritto o fatto scrivere un articolo in cui attacca genericamente tutti i giornali perchè prendono un contributo pubblico (cosa nota da decenni).
Tuttavia è impressionante la risposta degli appartenenti al Movimento 5 STelle. Favia la sua smentita l'ha affidata alla sua pagina su Facebook; e  lì le risposte non sono certo soft. Certo, c'è chi gli dà dell'ingenuo e insulta il giornalista; c'è chi considera Favia un venduto e un traditore. Ma quello che stupisce è che sono pochi ad affrontare la vicenda con calma. Eppure, anche se la si vuole considerare una trappola del giornalista (e comunque certi trucchetti fanno parte del mestiere), comunque non è che gliele ha estorte. Si tratta di dichiarazioni che Favia ha fatto volontariamente e che evidentemente costituivano un peso sul suo cuore. 
Naturalmente poi si può discutere se è vero o meno, ed ognuno può esprimere la sua. Io mi astengo, dato che non lo conosco e non bastano certo un paio di dichiarazioni a capire che persona è. Tuttavia, una cosa la si può dire: Casaleggio è un esperto della comunicazione via web. Quindi sa perfettamente come indirizzare una discussione e come indirizzare i commenti. Sa che basta piazzare nevralgicamente alcuni interventi per poi indirizzare le centinaia di interventi successivi. Quindi anche quando gli appartenenti al Movimento 5 Stelle parlando di democrazia dal basso, non si rendono conto che è una democrazia che può essere manipolata, usando delle semplici nozioni relative alla comunicazione e alla sociologia di massa. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©