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Follia ed eversività: il discorso di capodanno di Grillo


Follia ed eversività: il discorso di capodanno di Grillo
01/01/2014, 10:49

Ormai Beppe Grillo ha intrapreso la stessa strada di Silvio Berlusconi: ha come unico obiettivo la promozione dell'eversione e della violenza, ogni suo discorso contiene solo attacchi alle istituzioni. E il problema è che è complicato anche intervenire con l'unica arma che hanno i sistemi democratici: l'intervento della magistratura lo farebbe apparire un martire. Ma quello che dice è sempre più pericoloso, come dimostra il suo discorso di Capodanno. Già il fatto di farlo in contemporanea con quello di Napolitano, la dice lunga sulla sua megalomania. Ed è inutile che dica, come ha fatto: "Non faccio concorrenza al presidente della Repubblica, io ho sempre fatto questi discorsi alla fine dell'anno. E' lui che si sovrappone a una voce popolare". Innanzitutto perchè lui non è una voce popolare. Certo, è il padrone di un partito politico che alle ultime elezioni ha preso poco meno di 8 milioni di voti, ma questa non è una carica istituzionale. Invece quella di Napolitano lo è e rappresenta - piaccia o meno al comico ligure - tutti i 60 milioni di abitanti dell'Italia, compresi i grillini. Che poi Giorgio Napolitano sia il peggiore Presidente della Repubblica della storia, è fuor di dubbio; ma un attacco alle istituzioni colpisce le istituzioni, non chi le occupa pro tempore. Un dettaglio: Grillo non ha mai parlato in contemporanea, quando era su SKy lo faceva dopo le 21, cioè dopo la fine del discorso di Napolitano. Il che è normale per un comico; ma un politico che parli in sovrapposizione con le istituzioni compie un atto di mancanza di rispetto verso le istituzioni e quindi verso i cittadini. 
Poi è passatro alla Corte Costituzionale, anche qui dicendo una menzogna colossale seguito da una frase eversiva: "Ci ha messo sei anni per dire se la legge elettorale era incostituzionale. Sei anni. È un organo politico e andrebbe abolito. Dovrebbe essere composta da cittadini scelti a sorte. Mio figlio capisce di più di questa gente qui. Non c'è bisogno di costituzionalisti, ma di persone perbene, fuori della logica di questi lobbisti". La menzogna è che la Corte Costituzionale non ci ha impiegato 6 anni. Come sa chiunque sappia leggere la Costituzione, sa che la Corte interviene solo quando viene chiamata ad intervenire, mai di propria iniziativa, non le è concesso. Quindi, senza un ricorso specifico - che deve partire da un Tribunale e quindi da un processo in corso, civile, penale o amministrativo - che chiedeva di pronunciarsi sulla costituzionalità della legge, la Consulta ha le mani legate. Inoltre, la Corte Costituzionale non può essere scelta a casaccio, come vorrebbe Grillo, magari piazzando il proprio figlio alla guida: servono costituzionalisti molto preparati, dato che le decisioni che prende sono fondamentali. E' chiaro che metterci persone come Giuliano Amato o Gaetano Pecorella, che sono persone con una qualità giuridica che definire "dubbia" è un eufemismo, stona parecchio. Ma anche qua resta il principio: mettere una pessima persona all'interno di una istituzione non autorizza ad insultare le istituzioni e quindi i cittadini. 
E poi passiamo all'Europa. ANche qui si inizia con una menzogna colossale: "Nel 2014 ci sono le europee, il M5S parteciperà per vincerle, per ridare all'Italia un ruolo centrale in Europa". Innanzitutto, all'Europarlamento il Movimento 5 Stelle si è preiscritto ad un gruppo partitico pro-Europa che finora è stato all'opposizione. E comunque, all'Italia spettano circa 73 seggi su un totale di 754. Se Grillo prendesse il 100% dei voti, avrebbe meno del 10% dei parlamentari: come fa a vincere? Se prendesse lo stesso risultato ottenuto alle elezioni politiche del 2013, si troverebbe con una ventina di europarlamentari su 754: il niente. Però poi mi chiedo: qualcuno vuol provare ad immaginare l'enorme figura di merda che farebbe l'Italia, ad avere una ventina di pensone che sventolano striscioni all'Europarlamento? Farebbero la fine della Lega (che usava lo stesso sistema): maltollerata e poco sopportata, è stata isolata e di fatto i leghisti non contano più niente e non vengono mai interpellati, neanche nelle decisioni all'interno del gruppo. 
E poi è passato all'eversione: "Disdetteremo accordi firmati da altri governi che non hanno mai sentito la necessità di informare o consultare gli italiani come Monti cha ha firmato un taglio di 50 miliardi all'anno dal 2015 nel bilancio dello Stato per 15/20 anni... l'euro non è un tabù, gli italiani attraverso un referendum dovranno decidere se adottarlo o meno". Ora, tralasciando il fatto che 10 o 20 eurodeputati non possono disdettare niente, ci rendiamo conto della gravità di ciò che ha detto? Vuole che l'Italia venga considerata a livello internazionale come un Paese inaffidabile che non mantiene i propri impegni? Un Paese che rinnega ciò che ha firmato? Finirà che gli altri Paesi non ci venderanno neanche uno spillo, se non ci presentiamo con i soldi in bocca. Frasi di questo genere, oltre al forte contenuto eversivo, hanno un effetto negativo sulle nostre esportazioni, perchè creano un alone di sfiducia intorno ai nostri esportatori: chi si fida di un industriale italiano, se da un momento all'altro c'è un leader politico che può annunciare lo stop dei pagamenti oppure se da domani al posto di una valuta di peso internazionale come l'euro paghiamo con una carta straccia come una liretta nazionale? 
Non basta: uno dei principi dell'Unione Europea è la cosiddetta continuità di governo. Cioè non conta chi viene eletto, gli impegni presi da un governo valgono anche per il governo che segue. Un principio di semplice buon senso: che caos ci sarebbe se ogni governo potesse cancellare con un tratto di penna gli impegni presi dai precedenti? Ma è un principio che fa parte anche dell'Italia: i trattati internazionali non decadono solo perchè cambia il governo. Non è che dopo ogni elezione dobbiamo ricontrattare con tutti i Paesi del mondo gli accordi commerciali fatti dal governo decaduto. Quindi come si fa ad ignorare quella che è la base del vivere civile a livello internazionale? E una persona che dice cose del genere, come può essere leader di un partito? Senza contare che Monti non ha affatto firmato per un taglio di 50 miliardi l'anno per 15 o 20 anni. Questa è solo la propaganda populista (che non è limitata solo a Grillo, ma che va dall'estrema destra della Lega all'estrema sinistra di Ferrero, con poche eccezioni intermedie), ma deleteria che viene fatta contro l'Europa. In realtà, ridurre il rapporto debito pubblico/Pil è un interesse dell'Italia: quando tra una quindicina di anni verremo investiti da una crisi molto più devastante di quella in corso, avere la possibilità di aumentare il deficit sarà essenziale. E non lo si potrà fare, se il debito pubblico sarà alto come lo è adesso. E seconda cosa, non c'è bisogno di fare alcun taglio: quello che bisogna ridurre è il rapporto tra debito pubblico e Pil. Quindi basta aumentare il Pil dell'1% all'anno per non fare alcun taglio. Ma perchè dire la verità? Gli italiani non credono alla verità, invece credono alle menzogne, e solo di quelle si parla. 
Infine, ridicolo ed eversivo il referendum sull'euro. Il problema è che Grillo ha scelto una strada eversiva, e quindi non rispetta nè le leggi nè la Costituzione. E la Costituzione è chiara ed esplicita quando vieta i referendum sui trattati internazionali, come quelli che sono alla base dell'euro. E quando i Padri Costituenti misero questo divieto, lo fecero a ragion veduta: basta guardarsi intorno per accorgersi di come il 90% almeno degli italiani non sappia nulla dell'euro, dei trattati che ci sono alla base e degli effetti veri della moneta. La gente è convinta che basti leggersi un blog, per diventare professori di economia. Se a questo aggiungiamo che alcuni veri professori di economia (come Bagnai e Borghi) hanno avviato una campagna anti-euro, basata sulle menzogne e sulle idee fasciste della sovranità monetaria, ecco che la decisione su un eventuale referendum sarebbe basata sull'ignoranza diffusa. E quindi si creerebbe un enorme danno economico all'Italia, un danno letale e irreparabile per cosa? Per non dire che la causa del crollo dell'Italia sono gli italiani che hanno votato Berlusconi? Da quando c'è l'euro, Berlusconi è sempre stato con i suoi uomini al governo, tranne che per i 20 mesi del governo Prodi. Come mai, tutti quelli che sono antieuro non ne parlano mai? Qualcuno crede che sia solo una coincidenza? Se una società fallisce, la colpa è del mercato o dell'amministratore unico che l'ha sempre guidata malissimo? 
Il resto del discorso di Grillo sono le solite cose che ripete sempre. Per esempio che Napolitano si deve dimettere immediatamente e che bisogna andare a votare con il Mattarellum. Peccato che se Napolitano si dimette, bisogna rieleggere un nuovo Presidente, cosa che porta via almeno un mesetto. E poi perchè col Mattarellum? Chi lo decide? E soprattutto, non bisogna fare l'errore di credere che il ritorno al Mattarellum sia così semplice: bisogna disegnare i 475 collegi uninominali. Con il Porcellum era semplice: ogni Regione era un collegio elettorale. Ma con il Mattarellum bisogna stabilire quali comuni fanno parte di un collegio. Perchè non si può avere un collegio da 5000 abitanti e uno da 3 milioni di abitanti. Bisogna stabilire i circa 130 mila abitanti di ogni collegio; una operazione molto lunga, che richiede diversi mesi. Quindi, per farlo, serve una legge apposita. Una legge fatta da chi? Da Grillo e Casaleggio? 
Poi ci sono state le solite menzogne di propaganda grilina: che è merito loro se Berlusconi è stato dichiarato decaduto, se l'articolo 138 della Costituzione non è stato modificato e se questa mattina il sole è sorto (quest'ultima è una battuta, ovviamente, ma ci manca poco che Grillo lo dica); che loro hanno rifiutato i 42 milioni di rimborsi elettorali (cosa falsa, dato che non si può rifiutare ciò a cui non si ha diritto; M5S non è in regola con la legge e quindi non può incassare soldi pubblici). E così via. Ma questa è roba nota, lo dice sempre, ed ormai bisogna essere solo un grillino per crederci; così come solo un berlusconiano è in grado di credere al fatto che Berlusconi sia un perseguitato dalle toghe rosse e non un delinquente conclamato. 
Quindi si ritorna a quello che ho detto all'inizio: Grillo ormai non è solo un leader politico demagogo e populista, sta bruscamente piegando sull'eversione. E, a differenza di Berlusconi, non ha l'immunità parlamentare. Quindi la domanda è: è più pericoloso adesso o come sedicente martire processato per quello che dice di illegale?

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di Antonio Rispoli
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