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Fukushima: dopo quattro anni non è cambiato nulla


Fukushima: dopo quattro anni non è cambiato nulla
27/07/2015, 14:54

E' di pochi giorni fa un rapporto di Greenpeace sulla zona intorno alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, danneggiata dal maremoto che colpì il Paese nel marzo 2011. In questo rapporto c'era scritto che dopo quattro anni i livelli di contaminazione dei territori intorno a Fukushima è la stessa di quattro anni fa e quindi è impensabile far tornare lì la popolazione, come ha promesso il Primo Ministro Shinzo Abe. 

Ma chi ha ragione? Greenpeace o il governo? Beh, senza andare sul posto con un contatore geiger è difficile dirlo. Tuttavia, c'è qualche valutazione che si può fare a tavolino. La prima è che in questi quattro anni l'emissione di radiazioni è continuata imperterrita. La cosa non deve stupire: il materiale radioattivo contenuto all'interno del reattore si è parzialmente fuso, creando quindi una massa compatta (mentre all'interno del reattore il materiale radioattivo è suddiviso in blocchi e i blocchi a loro volta sono ulteriormente suddivisi) che produce radioattività senza sosta ad una velocità superiore a quella prevista all'interno della centrale. E la radioattività ha una caratteristica: rende radioattivo tutto ciò che sta nelle vicinanze della sorgente. Questo significa che, in questi anni, il cemento che sta intorno al reattore è diventato radioattivo, così come il terreno sottostante. E che progressivamente questa radioattività si è "allargata", spostandosi verso il terreno che circonda la centrale. 

Ma questa sorgente non si è spenta. Continua ad emettere radioattività e continuerà così per secoli, a meno che non si trovi il modo di maneggiarla in condizioni di assoluta sicurezza (con una tecnologia che oggi non esiste). Con che criterio, in queste condizioni, si può dire alla gente di andare ad abitare da quelle parti? Abbiamo l'esempio di Chernobyl. Certo, i due incidenti sono stati diversi e diversi sono i reattori. Ma in entrambi i casi il materiale radioattivo è rimasto lì fermo, ad emettere radioattività. E come è oggi la situazione a Chernobyl? A parte che si continua a parlare di rinforzare il "sarcofago" (termine con cui si intende la colata di milioni di metri cubi di cemento che è stata fatta per contenere l'emissione radioattiva e che dopo una trentina di anni è pieno di crepe dovunque, proprio a causa della radioattività), segno che le cose non vanno poi benissimo, sono i dati ambientali che preoccupano. Ricordo una troupe della trasmissione Servizio Pubblico che andò lì nel 2011, quando in Italia si discuteva del referendum sul nucleare. Nel servizio, si vedeva il contatore geiger che segnava una radioattività consistente (non mortale, ma che alla lunga poteva esserlo) già a qualche chilometro dalla centrale. Inoltre l'inviato testimoniava del fatto che il suolo fosse caldo; e questo è un altro sintomo negativo. Perchè a meno che qualcuno non avesse acceso un fuoco sottoterra, quello è un effetto collaterale della radioattività. E quindi vivere in quella zona era pericoloso. 

A Fukushima la situazione non è diversa. La radioattività aumenta giorno per giorno, perchè è come un fiume inesauribile, che ogni giorno sversa litri e litri d'acqua. Quindi non si pensi che oggi abbiamo raggiunto il massimo. Nei prossimi anni la zona radioattiva si allargherà e continuerà ad allargarsi sempre di più. E tutto quello che gli addetti alla centrale possono fare è tamponare le situazioni di emergenza, come hanno fatto finora. Non è una scelta, è tutto quello che ci consente la tecnologia di oggi. Poi per carità, magari domani salterà fuori qualcuno che avrà trovato il modo per invertire il processo (sarebbe come trasformare un mucchio di cenere in un pezzo di legno, ma mai dire mai ai progressi della scienza). Ma allo stato questa è la situazione. E quindi mi sentirei - salvo smentite - di dare più ragione al rapporto di Greenpeace che alle smentite del governo giapponese. 

Un'ultima specificazione. Spesso mi è capitato di leggere, negli articoli su questo argomento, che si parlava di raggi alfa, raggi beta e raggi gamma, ma senza dare alcuna specificazione. Chiariamo che sono tre tipi diversi di radioattività. I raggi alfa sono nuclei di elio, cioè una massa formata da due protoni e due neutroni. E qui è necessario dire una cosa. So che può sembrare strano parlare di materia e di radioattività come se fossero la stessa cosa, ma in realtà sono la stessa cosa. Quanti di voi hanno visto la famosa equazione di Einstein, E=mc2? Quella equazione dice proprio questo: che l'energia (E) è uguale alla massa (m) moltiplicata per la velocità della luce (c) elevata al quadrato. Quindi una piccolissima quantità di massa, se viene trasformata in energia, dà enormi quantità di energia. E' quello che succede nelle esplosioni nucleari: la massa si trasforma in energia rapidamente e il risultato è distruzione per chilometri e chilometri. Ma i raggi alfa, che sono appunto nuclei di idrogeno, sono a bassa energia, quindi quella conversione non scatta. E quindi è anche facile difendersi: un muro solido di cemento li ferma quasi completamente. 

Poi ci sono i raggi beta, che sono elettroni ad alta energia. Sono più potenti dei raggi alfa, e riescono a penetrare meglio attraverso i muri e le barriere. Ma anche loro hanno una pericolosità limitata (che non vuol dire assente, sia ben chiaro). Infine, ci sono i raggi gamma, che sono energia nel senso letterale del termine. Sono come i raggi X, ma molto più potenti. Penetrano qualsiasi barriera (servono metri e metri di terra e cemento, per difendersi da essi) e sono letali. Per fortuna, nella radioattività naturale, l'emissione di raggi gamma è quasi totalmente assente. Vengono emessi quasi esclusivamente raggi alfa e raggi beta. Per questo è possibile tenere in mano un materiale come la pechblenda (il minerale da cui viene estratto l'uranio) senza che ci sia alcun pericolo: infatti l'uranio è in basse concentrazioni (meno del 2%) e quindi la radioattività che emette viene assorbita dal materiale circostante. 

Ma quella che viene emessa all'interno del reattore nucleare di Fukushima è tanta radioattività, più di quanto possa essere assorbita dai materiali circostanti. Per questo la pericolosità è elevata. Per capirci, possiamo paragonare la radioattività naturale ad un rubinetto da cui l'acqua esce una goccia per volta. Se ci metto un asciugamano sotto, l'acqua viene asorbita dall'asciugamano. E se è una calda giornata estiva, il calore asciuga l'acqua prima che si accumuli. Invece, la radioattività di Fukushima somiglia ad un idrante, di quelli usati dai pompieri: davanti ad un getto d'acqua del genere, con l'asciugamano puoi al massimo impedire che l'acqua schizzi troppo lontano, magari otturando il tubo. Non è una soluzione definitiva, ma può tenere e rallentare l'uscita dell'acqua. Almeno per un po'...

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di Antonio Rispoli
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