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Viene raccontata solo la versione israeliana dei fatti

Gaza e quel velo di menzogne dell'informazione italiana


Vignetta presa da Facebook (il soldato dice:
Vignetta presa da Facebook (il soldato dice:
19/11/2012, 11:41

Come immagino sappiano tutti, è partito il nuovo attacco a Gaza da parte di Israele. E' un attacco in grande stile, con oltre 200 raid al giorno, un attacco via mare (cannonate sono state sparate contro il porto di Gaza) e probabilmente a breve anche una aggressione via terra. Gli aggiornamenti sono tragici:  siamo arrivatio a quasi 100 morti accertati e 700 o più feriti, nel momento in cui scrivo. Ma sono cifre destinate a salire, dato che Israele non si fermerà presto. 
Ma quello di cui voglio parlare è il mondo dei mass media italiani che, con piccole eccezioni trascurabili, sta dando una versione di fatti che non è solo di parte (ovviamente israeliana) ma è praticamente propaganda. Innanzitutto per come tutti sottolineano che la colpa dell'attacco israeliano è di Hamas, che lancia i razzi Qassam. Già in altri editoriali ho spiegato come i razzi Qassam sono praticamente innocui, dato che la loro potenza offensiva è inferiore a quella di un petardo di capodanno. Ma questa volta Hamas ha mostrato il fatto che sono disperati, lanciando razzi senza la testata esplosiva. Così si è avuto più spazio per il propellente e un razzo più leggero, che potesse andare più lontano. E' così che i razzi sono arrivati a Tel Aviv e a Gerusalemme. Ma è altrettanto chiaro che - a meno che non finiscano in testa ad un passante - il "praticamente innocui" è diventato "totalmente innocui". Ma anche se non lo fossero, la situazione è quella descritta nella vignetta allegata: il razzo palestinese arriva e non fa danni, mentre Israele mette a ferro e fuoco le città. Anche perchè, vdiamo di parlarci chiaro: una sola bomba sganciata da un aereo israeliano contiene lo stesso esplosivo contenuto in 10 mila razzi Qassam. E' chiaro che, con questa proporzione, ci vuole molta malafede per fare qualsiasi confronto. 
Inoltre vengono sistematicamente censurate le dichiarazioni fatte da esponenti israeliani quando non sono coerenti con la propaganda. Per esempio nessuno fa riferimento a questa dichiarazione del figlio dell'ex premier Ariel Sharon: "Dobbiamo radere al suolo interi quartieri di Gaza. Radere al suolo Gaza tutta intera. Gli Americani non si sono fermati di fronte ad Hiroshima. I giapponesi non si arrendevano abbastanza in fretta: colpirono anche Nagasaki...". E' chiaro che se questi devono essere i rapporti tra israeliani e palestinesi, non ci siamo. 
A questo si aggiunge la difficoltà di fare controinformazione attraverso la Rete. Per esempio, postare su Facebook le foto delle vittime del massacro è molto difficile, ci sono molti miei contatti che per averlo fatto sono stati bloccati per settimane o anche per mesi. E d'altronde, cosa postare? Raramente sulle foto ci sono indicazioni del giorno e dell'ora; e sono molti gli influencers filo-israeliani che diffondono foto di altre stragi o di altre distruzioni dicendo che riguardano Gaza; salvo poi facilmente sbugiardarli. Poichè su Facebook sono pochissime le persone che hanno la furbizia e l'attenzione di verificare che cosa pubblicano (la maggior parte pubblica senza riflettere le peggiori cretinate che passano) ecco che i link fasulli spopolano, finendo col non fare controinformazione, ma semplicemente depistaggio. 
E di questo se ne approfitta la propaganda sionista che è forte anche su Facebook, non solo sui mezzi di informazione ufficiali. Le foto vengono sbugiardate o quanto meno la discussione viene spostata sul fgatto che le foto vengono postate per "fomentare l'odio contro gli ebrei", con la conseguente denuncia di antisemitismo. A parte che la denuncia è sbagliata, dato che la stragrande maggioranza degli israeliani è di origine russa, mentre i semiti sono proprio quei palestinesi che oggi vengono massacrati (per cui gli antisemiti in realtà sono proprio gli israeliani), ma il punto è: di quale odio si parla? I palestinesi non hanno il collegamento Internet, se si escludono pochissimi casi (i dirigenti di Hamas e dell'ANP e i giornalisti presenti a Gaza ce l'hanno, ma gli altri no); anzi, grazie all'embargo deciso da Israele a Gaza, non hanno neanche l'elettricità per tutte le 24 ore. Figuriamoci se quel poco che hanno possono sprecarla per Internet. Quindi è chiaro che non si fomenta nulla. Ma chi sostiene le criminose azioni del governo israeliano ha paura che si possa informare la gente, che si possa dire agli italiani come stanno le cose. CHe la gente possa sapere e quindi smetterla di sostenere Israele. 
Dopotutto, chiedere di sistemare le cose non è certo fomentare odio. C'è una realtà incontrovertibile: i palestinesi abitano in territori che Israele detiene illegittimamente, dato che sono il risultato di una azione militare, la cosiddetta Guerra dei Sei Giorni. SI trattò di un blitz, che durò appunto una settimana, tra il 9 e il 15 giugno del 1967. Un attacco meticolosamente preparato e che - con la scusa di un attacco preventivo per evitare l'attacco organizzato dai Paesi confinanti (i quali non avevano nessun piano del genere) - permise ad Israele di conquistare territori presi all'Egitto (oltre ai territori palestinesi, anche la penisola del Sinai, che venne poi restituita dopo gli accordi del 1974 a Camp David), alla Giordania e alla Siria (le alture del Golan). Si tratta di territori che non sono mai più stati restituiti, cosa unica nel panorama mondiale. Infatti, altri Paesi, quando hanno conquistato territori militarmente, poi sono stati fatti retrocedere. Basti ricordare l'Iraq che conquistò il Kuwait e venne poi praticamente distrutto. Quindi i territori palestinesi non sono israeliani, ma sono territori occupati. E' un po' quello che succedeva in Italia tra il 1943 e il 1945: i tedeschi dopo l'8 settembre presero il potere in Italia e si sviluppò il movimento partigiano, che colpiva i nemici come poteva. E i tedeschi rispondevano con la rappresaglia. Esattamente quello che succede a Gaza (anche se spesso Israele attacca e poi se Hamas risponde, dice che è per rappresaglia). La differenza è che quando si parla della storia italiana, si condanna la rappresaglia, come una strage di civili; invece per Israele i mass media italiani giustificano ed appoggiano la rappresaglia. 
C'è un video dove Paolo Barnard spiega il suo punto di vista dell'occupazione israeliana e ad un certo punto fa un giusto paragone con la Rivoluzione Francese. Oggi, quando se ne parla, si parla della giusta rivoluzione di un popolo oppresso che reagisce ad una nobiltà che li sfruttava e li affamava, quindi giustificando le violenze contro i nobili. Ma questo lo facciamo perchè si racconta la visione si insieme. E se invece si raccontasse solo la parte finale? CIoè se la storia parlasse solo di turbe di contadini armati che entrano nelle ville dei ricchi perchè invidiosi, li ammazzano, stuprando le donne e spesso uccidendo anche i figli e poi decapitando sulla pubblica piazza i rimanenti, staremmo ancora dalla parte dei contadini? Oppure non condanneremmo gli autorio di queste violenze, accusandoli di essersela presa con persone che si erano onestamente arricchite? Ecco che cosa è l'informazione odierna in Italia sulla vicenda: a Gaza si parla solo dei contadini che cercano di ribellarsi, non del fatto che sono oppressi, torturati, affamati, portati sull'orlo del genocidio da Israele. E quindi è chiaro che una qualche forma di reazione prima o poi ci sta. 
Infine un dettaglio, per smontare qualsiasi illusione che ci possa essere pace a breve termine, senza costringere Israele con la forza. Il quotidiano israeliano Haaretzha pubblicato oggi un sondaggio,  nel quale oltre l'80% degli israeliani hanno espresso il loro appoggio all'attacco contro i civili di Gaza. E' chiaro che nessun politico ha quindi interesse a cercare la pace, dato che ha più possibilità di essere rieletto se compie massacri. Quindi, l'unica possibilità teorica è intervenire dall'esterno, costringendo con la forza Israele a rientrare nei suoi territori, quelli del 1948, quelli che gli sono stati concessi dall'Onu. Ma finchè i governi europei - spesso contro la volontà della maggioranza del loro popolo - continueranno ad appoggiare Israele e i massacri che compie, non c'è alcuna speranza che ci sia pace per i palestinesi. 

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di Antonio Rispoli
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