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Germania: la Merkel perde le elezioni. E in Italia fioccano le bufale


Una immagine del Parlamento tedesco
Una immagine del Parlamento tedesco
25/09/2017, 15:58

Ieri si sono svolte le elezioni politiche in Germania, e i risultati hanno penalizzato i partiti di governo (CDU/CSU e socialisti) riversando i voti sull'estrema destra, che è passata dal 4% al 13%, conquistando 94 seggi. Secondo le dichiarazioni dei primi minuti, si passerà da una "grossekoalitionen" tra i due principali partiti ad una alleanza tra CDU/CSU, liberali e Verdi. Ma perchè la Merkel e i socialisti hanno perso? 

In Italia i commenti sono, come al solito, basati sull'interesse politico del politico che li esprime. E così per esempio Stefano Fassina sostiene che la vittoria dell'Afd è dovuta all'aumento dle lavoro "povero" e che quindi i lavoratori hanno votato a favore dell'Afd. Matteo Salvini in un post su Facebook ha gioito della vittoria del partito di estrema destra, facendo un confronto con la sconfitta dei socialisti "amici di Matteo Renzi". Il Pd punta il dito contro le scelte della Merkel sull'immigrazione, mentre Giorgia Meloni, di Fratelli d'Italia, sostiene che si tratta di un voto contro l'Unione Europea. Il Movimento 5 Stelle oggi è diventato europeista e dichiara - in una nota congiunta dei gruppi parlamentari di Camera e Senato - di essere l'unico argine in Italia per i populismi (quando in realtà è uno dei partiti più populisti che abbiamo). 

Probabilmente, quella che più si avvicina al vero è l'analisi datta dal Pd. Nel senso che la Merkel ha pagato qualche timida apertura fatta sulla questione migranti. Bisogna capire una cosa: in Germania ci sono elevati stipendi - almeno rispetto alla media europea - e un elevato livello di welfare. Oggi in Germania un neoassunto prende intorno ai 1500-1600 euro netti al mese (oltre ad eventuali premi aziendali di produttività) e, se perde il lavoro, ha garantito un assegno di mantenimento e un contributo economico per pagare l'affitto di casa e le bollette. E' chiaro che coloro che hanno solo questo come reddito, temono di perderlo, se tali vantaggi verranno estesi anche ai migranti. Ma parliamo degli strati economicamente più a basso reddito della popolazione tedesca; e sovente coincidono con coloro che hanno meno cultura. E si sa che l'estrema destra si nutre ovunque delle paure legate all'immigrazione e alla presenza di gruppi etnici differenti. 

Per questo i partiti populisti sono da temere: perchè quando stimoli la paura e la rabbia delle persone, poi non sai cosa succede. Il nazismo l'ha dimostrato. Uno dei punti forti della propaganda nazista era la campagna d'odio contro gli ebrei. E quando i nazisti presero il potere, non ci furono solo le persecuzioni dall'alto, ma anche episodi di violenza dal basso. Il famoso rogo dei libri, per esempio, col quale vennero distrutti migliaia di libri considerati espressione dello strapotere ebreo nel mondo, non venne deciso dall'alto. Fu una iniziativa di gruppi di studenti, a cui le autorità non si opposero. Alla stessa maniera, in Italia ci sono stati diversi episodi di violenza o di omicidio contro delle persone di colore, da parte di persone che facevano parte di partiti di destra o di estrema destra. 

Ma al di là di questo, la Merkel ha pagato il fatto di essere al governo; così come i socialisti. E' una regola della politica: in una maniera o nell'altra, il governo finisce sempre per scontentare. In percentuale, si contano sulle dita di una mano i governi che hanno guadagnato consenso tra una elezione e l'altra. E' molto più facile guadagnare consenso stando all'opposizione a strillare e a rimarcare gli errori (perchè nessuno è perfetto, gli errori si fanno sempre) del governo. Per questo il fatto che la Merkel sia al suo quarto governo consecutivo è una impresa notevolissima, nonostante tutto. Lo dimostrano i socialisti, che al governo con la Merkel hanno raggiunto il risultato peggiore della loro storia. 

Questa è una analisi. Ma naturalmente in Italia sono cominciate subito le bufale. La principale l'ho già citata con le parole di Fassina. Ma è la più diffusa sui social: l'idea che la Germania abbia scontentato i lavoratori per gli stipendi troppo bassi. In realtà ad aprile 2014 venne varata una legge (concordata tra i due partiti al governo) che fissa il minimo salariale a 8,5 euro l'ora. Per un contratto da 40 ore settimanali, significa circa 1500 euro al mese. E' uno stipendio troppo basso? A me non pare; non quando c'è un Paese come il nostro dove sono pochi i neoassunti che prendono 1000 euro al mese oppure di più. 

Perchè qui spunta un'altra bufala, vecchia, ma sempre rilanciata: quella dei minijob. Si tratta di contratti di lavoro part time (sono circa 700 mila su circa 56 milioni di occupati che ha la Germania), per lo più sottoscritti da studenti universitari, da 400 euro al mese. Ma secondo la vulgata dei social, in Germania tutti sono assunti con questo sistema. In realtà, dal punto di vista legale, chi ha un minijob non è neanche considerato un occupato. Infatti, continua a ricevere il sussidio di disoccupazione (decurtato dei 400 euro che percepisce dall'imprenditore che l'ha assunto), il sussidio per l'affitto, per le bollette, ecc. Il minijob non è altro che quello che in Italia è il contratto di apprendistato (quello vero, non quello che viene spacciato per contratto di apprendistato): un contratto con cui si insegnano le basi di un mestiere ad un giovane che sta studiando e che ha bisogno di affiancare teoria e pratica. Per questo è un contratto part time: il lavoratore deve anche studiare e deve avere il tempo di fare entrambe le cose. Come si vede, per l'ennesima volta la vulgata dei social è la vulgata degli ignoranti. 

Non che serva tantissimo per imparare. Basta leggere la legge tedesca in proposito e c'è scritto tutto. Ma perchè fare questa fatica, quando si può leggere su un blog da due soldi un cumulo di minchiate in proposito? E a tanti fa comodo credere a queste bufale, perchè evita qualsiasi discussione sull'Italia. Dire che la Germania sono i cattivi e che usano i minijob evita di far riflettere sul fatto che in Italia abbiamo i salari più bassi d'Europa (Grecia esclusa). Semplice, no? E non ci vuole molto per farli alzare: basta fare la stessa legge che è stata fatta in Germania. Magari non a 8,5 euro l'ora, Ma intorno a 7,5 euro sì. Significa arrivare a 1300 euro al mese per un contratto da 40 ore settimanali. Certo, il problema è che la stragrande maggioranza degli imprenditori poi bara e paga i propri dipendenti cifre inferiori a quanto dichiarato nei contratti. E con oltre 3 milioni di disoccupati, è problematico protestare: ci si ritrova a spasso e senza grandi possibilità di avere un nuovo lavoro. 

Un'altra bufala che viene raccontata è il fatto che sia stata una vittoria contro l'Europa che vuole imporre ai vari Stati cosa fare. In realtà, se c'è in Germania un politico che odia l'Europa, questo politico è proprio la Merkel. Da quando è Cancelliere, ha fatto di tutto per sabotare l'Unione Europea. L'ha sfruttata per quanto poteva e l'ha sabotata in ogni altra occasione. Ovviamente non è stata l'unica, perchè è una caratteristica di tutti i partiti di destra e di centrodestra che sono andati al potere nei rispettivi Paesi. E anche qui il punto è che partiamo da un'altra bufala, detta, ripetuta e straripetuta, ma oviamente falsa. Ed è il fatto che l'austerità sia stata imposta dalla Germania o dalla Unione Europea. ma la Germania o l'Unione Europea non hanno il potere di imporre nulla. Ricordiamoci che l'Unione Europea e la Commissione Europea sono fatti da esponenti dei vari Paesi. Quindi stiamo sostenendo che sono i Paesi stessi ad autoimporsi l'austerity? E' ovvio che è una cretinata. 

In realtà qui dobbiamo distinguere due situazioni diverse. La prima è quella della Germania, ma anche di altri Paesi come l'Olanda, che hanno l'austerity come regola di politica economica interna. Ovviamente, austerity significa evitare le spese pubbliche inutili, concentrando le risorse su ciò che serve e tenendo sotto controllo il deficit e il debito pubblico. Semplice. E allora perchè quando si parla di austerity si invocano locuste, siccità ed altri catastrofi bibliche? Semplicemente perchè qui subentra la menzogna. L'Unione Europea si limita a indicare degli obiettivi e a suggerire le misure; misure che sono quelle proposte dagli economisti, che sono tutti - senza eccezione - neoliberisti. E quindi le proposte sono sempre le stesse: tagliare il welfare, tagliare i salari, licenziare dipendenti pubblici, privatizzare o vendere tutto quello che c'è di pubblico. A questo punto il governo nazionale ha due alternative: o seguire quelle proposte, oppure elaborare delle alternative. Ma le alternative devono portare agli stessi risultati di bilancio. 

Prendiamo per esempio la Grecia. I governi greci, cosa potevano proporre di alternativo alle proposte della Ue? La lotta all'evasione fiscale, che è enorme? La fine dei benefici economici ai miliardari, armatori e così via? Misure del genere sarebbero costate care ai politici, che avrebbero dovuto rinunciare ai finanziamenti privati che gliimprenditori elargiscono. Quindi perchè dovevano farlo? Per il bene del Paese? Per il bene dei cittadini? Non scherziamo. A nessun politico interessano queste cose. Nè in Italia nè al di fuori. E quindi i governi greci hanno acconsentito a seguire le indicazioni della Ue. Tanto poi potevano giustificarsi dicendo: "La colpa non è mia, è l'Europa che ce lo impone". Una frase che abbiamo sentito spesso anche in Italia. E per lo stesso ragionamento fatto dai nostri politici: perchè ridurre i soldi regalati agli imprenditori e quindi ridurre i finanziamenti ricevuti? Meglio dare la colpa all'Europa. 

L'Irlanda per esempio ha fatto una scelta diversa. Quando chiese un finanziamento al Fondo Monetario Internazionale, ebbe una serie di prescrizioni, non molto dissimili da quelle ricevute dalla Grecia. Ma non le accettò: preparò un piano alternativo e lo andò a discutere, garantendo con una serie di clausole di salvaguardia il raggiungimento degli obiettivi concordati. In pratica andò a dire: "Questo lo facciamo; questo anzichè farlo così, lo facciamo colì; questo non lo facciamo e al suo posto facciamo quest'altro". Poichè il loro piano alternativo era valido, hanno restituito il finanziamento all'Fmi, senza farsi imporre nulla e senza provocare un danno economico al Paese. Semplice, no? Ma per farlo ci vogliono politici capaci assistiti da economisti validi. Poichè nel nostro Paese non ci sono nè gli uni nè gli altri, è stato più comodo pestare i piedi per terra e dire: "E' tutta colpa dell'Europa". In Germania, la Merkel ha fatto lo stesso quando ha adottato alcune misure per accettare i migranti. Ma su questo piano, l'estrema destra stava strillando da molto prima contro l'Unione Europea. E quindi coloro che ci hanno creduto, hanno votato loro, non la CDU. Si vota l'originale, non la copia. 

Purtroppo, c'è il solito problema. Quando si fanno delle analisi - in questo caso politiche, ma vale per ogni argomento o settore - bisognerebbe partire da una lavagna bianca, metaforicamente parlando. Poi bisognerebbe mettere giù le basi e vedere l'analisi dove porta. Invece, gli analisti di solito fanno il percorso opposto: stabiliscono preventivamente quale deve essere il risultato della loro analisi e quindi creano un percorso obbligato che porta a quel risultato. Ma a che prezzo? Il primo prezzo è quello di alterare la verità dei fatti. E quindi, nella società attuale dove i social media hanno un ruolo preponderante, questo significa creare delle bufale. E come abbiamo visto, si diffondono molto rapidamente, perchè hanno una caratteristica che attira infallibilmente le persone ignoranti: creano ed indicano un nemico. Prendiamo i due esempi che ho fatto: in un caso viene indicata come nemico dell'Italia la Germania, nel secondo l'Unione Europea. E la gente preferisce avere un nemico da odiare, piuttosto che usare la razionalità e riflettere su cosa avviene.

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di Antonio Rispoli
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