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"Giro d'Italia 2018 parte da Israele". Falso, parte dalla Giordania


'Giro d'Italia 2018 parte da Israele'. Falso, parte dalla Giordania
19/09/2017, 15:57

E' iniziata la campagna promozionale che il Giro d'Italia ha deciso di fare a favore di Israele. Una campagna promozionale che sembra essere stata ben pagata (ho letto cifre da 4 a 18 milioni di euro) ma che è più falsa di Giuda. E soprattutto che serve a nascondere tonnellate e tonnellate di sangue. 

Innanzitutto, la localizzazione geografica. Le prime tre tappe del Giro d'Italia dle 2018 partiranno da Gerusalemme. Ma Gerusalemme non è una città israeliana. Gerusalemme è una città per due terzi giordana e per un terzo israeliana. Questa fu la decisione dell'Onu nel 1948. Ma si sa che Israele è allergica a regole, leggi e confini. E così nel 1967, durante la Guerra dei Sei Giorni, l'esercito israeliano invase e conquistò anche Gerusalemme oltre alla zona che noi conosciamo come Cisgiordania. Da allora la politica israeliana è consistita nell'uccidere i palestinesi e distruggere le loro case per poter costruire nuove abitazioni riservate agli ebrei. Solo l'anno scorso oltre 120 abitazioni di palestinesi sono state distrutte nella sola Gerusalemme (e quasi 1500 in Cisgiordania) per poter costruire nuovi gruppi abitativi riservati agli ebrei. 

Quindi perchè far partire il Giro d'Italia da Gerusalemme? I motivi sono tanti e non c'entra nulla Gino Bartali. Quella è solo una balla per tutti i cretini che vogliono crederci. In realtà il governo israeliano vuole ottenere molte cose. Innanzitutto una vetrina internazionale di estremo rilievo, dato che il Giro d'Italia non è guardato solo nel nostro Paese: gli appassionati di ciclismo sono praticamente ovunque. E questo è utile per attirare turisti, cosa che non guasta mai alle casse dello Stato. La seconda motivazione è usare i ciclisti per far dimenticare che Gerusalemme è una città occupata, come Roma nel 1943 occupata dai nazisti. Tutti i giornali dicono che il Giro d'Italia parte da Israele; e continueranno a ripeterlo ossessivamente fino a maggio del 2018. E invece parte dalla Giordania, dato che Gerusalemme è una città per due terzi giordana. Certo, è stata invasa e conquistata dagli israeliani, come Roma nel 1943 venne invasa e conquistata dai tedeschi. Ma questo non ha certo reso Roma una città facente parte della Germania. 

E non è finita. Perchè c'è anche l'effetto schermo. Facendo partire il Giro d'Italia da Gerusalemme si cancella la notizia delle crudeltà che quotidianamente l'esercito israeliano compie sui palestinesi. Se ci fosse un giornalista italiano onesto in Israele, le cronache dei giornali sarebbero pieni di omicidi, ferimenti, distruzioni e sequestri di persona commessi dall'esercito israeliano. Ma il governo di Tel Aviv esercita una ferrea censura sulla stampa e cerca di impedire che queste notizie vengano diffuse,. Non è un caso se ogni anno decine di giornalisti (per lo più provenienti da Paesi arabi) finiscono in carcere o vengono feriti. Quando non uccisi, come è capitato a Vittorio Arrigoni, ucciso da un gruppo di estremisti islamici pagati dai servizi segreti israeliani. 

Infine, è un passo del progetto israeliano di ottenere il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. Un tentativo già più volte frustrato, per esempio quando Netanyahu l'ha chiesto all'ex Presidente statunitense Barack Obama e all'Onu. Mentre il Giro d'Italia può essere un ottimo modo per raccontare al mondo che Gerusalemme è città israeliana (cosa non vera) e merita di diventare capitale di Israele. Cosa che sarebbe una iattura per tutti i credenti. Lo vediamo già adesso, con l'esercito israeliano che impedisce l'accesso alle moschee e che non impedisce ai coloni di lanciare molotov contro le chiese, anche quelle famose. Persino una persona atea come me non può non riconoscere la suprema importanza che ha Gerusalemme per tutte e tre le religioni monoteistiche (ebraica, cristiana, musulmana), importanza che non può essere messa nella mani di un gruppo di estremisti religiosi ebrei. 

Ovviamente, è inutile pensare a fare qualcosa. Dovrebbe essere l'informazione a reagire, ma l'informazione è servile verso gli interessi di Israele. E quindi farà propaganda per Israele stravolgendo la verità. Basta ricordare gli stretti rapporti che hanno Repubblica con Israele attraverso il suo proprietario De Benedetti e il Corriere della Sera attraverso le banche che se ne dividono la proprietà. E sto parlando dei due principali quotidiani d'Italia, non pizze e fichi. Di fronte a queste ammiraglie, cosa posso fare io? E' come se con una barchetta a remi affrontassi una intera flotta di navi militari corazzate. No, non credo proprio che sia uno scontro che possa avere qualche possibilità di successo. Eppure non smetterò di denunciare tutto quello schifo che avviene in Israele e di cui nessuno parla. Non smetterò di denunciare le violenze che i cittadini di religione non ebraica subiscono in Israele. E non basteranno queste foglie di fico come il Giro d'Italia a cancellarle. 

Per esempio quanti conoscono cosa sia la detenzione amministrativa in Israele? Eppure è facile da spiegare. Immaginate di stare tranquilli, a casa vostra, seduti sulla vostra sedia o poltrona preferita. All'improvviso sentite un rumore fortissimo e la porta di casa vostra viene divelta. Entrano una mezza dozzina di soldati che vi prendono a pugni e calci, prima di ammanettarvi e portarvi in carcere. Il tutto senza un mandato di un giudice o una accusa di qualche tipo. E proprio perchè non c'è un mandato, non c'è la possibilità di vedere un avvocato, nè c'è un limite di tempo per la carcerazione. E non c'è neanche la possibilità per i familiari di vedere i propri parenti in carcere, a meno di un permesso speciale del giudice che non viene concesso mai. E se il detenuto amministrativo subisce un incidente, per esempio viene ucciso dalle guardie, i parenti lo vengono a sapere solo quando gli viene chiesto un riscatto per avere il corpo del defunto. 

Sì, perchè c'è anche questo, anche se gli italiani non lo sanno. Quando i soldati o i poliziotti israeliani uccidono qualche palestinese, dopo vanno negli ospedali e sequestrano il corpo. Dopo di che ricattano i familiari: o pagano un riscatto, oppure dopo alcuni giorni buttano il cadavere in una delle tante fosse comuni che esistono intorno alle città israeliane. E lascio ad ognuno di voi immaginare che razza di dolore può essere non sapere che fine abbia fatto un vostro congiunto, vivo o morto che sia. E potrei fare un lunghissimo elenco di cose simili che gli israeliani fanno contro i palestinesi. Ma è un lunghissimo elenco di cui nessuno ha notizia, dato che non si leggono sui giornali e non si ascoltano in Tv. 

Tutto questo verrà cancellato dalla decisione del Giro d'Italia di partire da Gerusalemme. Verranno cancellati i detenuti amministrativi, verranno cancellate le distruzioni delle abitazioni e delle scuole dei palestinesi, verranno cancellate le centinaia di morti palestinesi ogni anno, verranno cancellate le discriminazioni che musulmani e cristiani subiscono in Israele. Insomma, possiamo dire metaforicamente che i corridori del Giro d'Italia l'anno prossimo correranno non sulle strade, ma sui cadaveri dei palestinesi. E non mi si venga a dire che è solo sport. Da sempre lo sport è usato per fare propaganda politica. "Il trionfo della volontà", il film sulle Olimpiadi di Berlino del 1936, venne utilizzato per convincere milioni di europei che il nazismo non faceva persecuzioni contro gli ebrei e che la germania era un Paese economicamnete forte. E lo stesso in molti altri appuntamenti sportivi: olimpiadi, campionati mondiali di calcio, e così via. E fa molta presa, perchè nessuno sta a chiedersi cosa succede nelle zone non inquadrate dalle telecamere.

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di Antonio Rispoli
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