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Gli obesi: destinati ad essere uccisi mentre sono ancora in vita


Gli obesi: destinati ad essere uccisi mentre sono ancora in vita
02/02/2013, 15:34

C'è una categoria di persone che sono sempre al centro dell'attenzione, ma in senso negativo. Si tratta delle persone obese, categoria che oggi è socialmente non accettabile da nessun punto di vista. 
Tutto è fatto per farle sentire a disagio: sedie di misura non adeguata (se hanno i braccioli), letti poco resistenti, ecc. Anche nelle strutture pubbliche è lo stesso: un uomo o una donna di 150 Kg. non possono essere messi sulla barella, non possono essere messi in una Tac... insomma, più che prelevare il sangue o l'urina non è possibile fare molti altri esami. Per non parlare dei trasporti: treni e aerei sono conformati solo sui normotipi. 
E questo è fastidioso ma non essenziale. Dopo tutto, uno non è detto che debba prendere il treno o l'aereo. E spera sempre di non andare in ospedale. 
Ma il vero problema sono le altre. Innanzitutto c'è il discorso estetico: il modello che fa vedere in TV è quello della stangona magrissima e con i seni gonfiati col silicone. Questo crea problemi psicologici anche a donne che stanno nel loro peso forma; figuriamoci in chi è in sovrappeso. E quando non c'è la Tv, ci sono le altre persone con le battute pesanti e i rifiuti. Le persone grasse (soprattutto se sono ragazze) sono bersagliate, sin dai tempi della scuola, sul lavoro. Trovare un partner è estremamente difficile; creare una relazione sentimentale duratura è al limite dell'impossibile (anche se in qualche caso fortunato succede). Questo provoca gravi conseguenze psicologiche: incapacità di accettarsi, depressione e quella che può essere definita "fame di affetto": si è talmente abituati ad essere maltrattati, che appena qualcuno (o qualcuna) da un po' di affetto, la persona tende a legarsi in maniera quasi disperata. Ma di solito questo poi si trasforma in una delusione: o la persona obesa - metaforicamente parlando - si stringe troppo all'altro e quindi lo soffoca, finendo con l'allontanarlo; oppure è l'altro che capisce la situazione e finisce per approfittarne. 
Ma il lato più interessante è dal punto di vista intellettuale, dove si sviluppa una curiosa dicotomia. Infatti, da una parte c'è la vulgata di considerare gli obesi come dei ritardati mentali, gente incapace di fare qualsiasi cosa. E questo si vede per esempio quando si cerca lavoro: quando si entra a colloquio con queste persone, è facile notare il lampo di disprezzo che compare nei loro occhi. Ma allo stesso tempo gli obesi, proprio perchè stanno spesso da soli, hanno tempo per leggere ed imparare, quindi spesso a scuola e nella vita vengono avvicinate da persone che ne vogliono sfruttare la cultura e le conoscenze. Naturalmente solo se cultura ed intelligenza sono entro certi limiti: se la persona è veramente in gamba, scatta il riflesso naturale tipico di questi casi. Cioè quel senso di inadeguatezza che sfocia inevitabilmente nell'invidia o nell'odio. 
Ma in realtà gli obesi non sono nulla di tutto questo. Sono persone, come le altre. C'è chiè in gamba, c'è chi è un imbecille; chi è sensibile e chi no; chi è una persona affidabile e quello a cui non puoi affidare 5 centesimi.

Parte di quello che ho detto è biografico, parte autobiografico. Con una grossa differenza: che io, a differenza ti tante persone obese, io ho raggiunto il mio equilibrio. E quindi gli insulti sul mio peso (che si sprecano, sia nella vita reale che nei commenti qui sul sito o su Facebook) mi lasciano indifferente. Anzi, a volte mi divertono: chi usa quell'argomento significa che non ha abbastanza cervello o conoscenza da argomentare altrimenti. Purtroppo non tutti hanno un tale equilibrio con se stessi. Molti vivono la loro vita molto male, perchè non riescono a sopportare sfottò ed un atteggiamento di malanimo che subiscono quotidianamente. E alle volte sono come dei morti che camminano: fanno una vita morale, ma dentro hanno una tale amarezza che sono indifferenti a tutto. Anche alla morte. 

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di Antonio Rispoli
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