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Gli stupri a Rimini e Firenze: la situazione tra bufale e giudizi sommari


Gli stupri a Rimini e Firenze: la situazione tra bufale e giudizi sommari
11/09/2017, 15:44

Nelle ultime settimane, ci sono state due notizie di stupro che hanno fatto il giro del web. La prima è accaduta a Rimini: quattro persone (tutte arrestate) hanno stuprato una turista polacca e derubato il suo compagno; poi hanno aggredito e stuprato una trans peruviana. La seconda a Firenze: due Carabinieri hanno accompagnato a casa due studentesse statunitensi, sono saliti con loro e una volta in casa le hanno stuprate. I due fatti sono stati lungamente commentati sui social network, ma - come sempre accade - alla verità si sono aggiunte bufale più o meno razziste. Vediamo di ristabilire la verità dei fatti, almeno per quanto si sa finora. 

Cominciamo da Rimini. I quattro colpevoli sono stati individuati grazie alle telecamere della zona e alle testimonianze. E per loro il Gip ha concesso la detenzione cautelare in carcere. Questi sono i fatti. Ma sono state diffuse numerose bufale. Un esponente di un partitino di estrema destra ha scritto un post in cui affermava di aver saputo "da fonte personale" (cioè nessuna fonte, è tutto inventato) che la ragazza polacca vittima dello stupro aveva tentato il suicidio e veniva tenuta sedata. Inoltre le avevano rotto due costole e danneggiato l'utero al punto che era stato necessario asportarlo. Tutte cose false, ovviamente. Ma su cui la popolazione del web si è scatenata, con frasi di odio. C'è chi voleva la pena di morte, chi la castrazione, chi peggio. 

Lo stupro di Firenze, per certi aspetti, è ancora più semplice. La denuncia delle ragazze è stata confermata da molte altre prove: telecamere di sorveglianza che dimostrano che i due carabinieri hanno accompagnato le ragazze a casa dalla stazione taxi in cui erano, testimonianze sul fatto che la gazzella dei Carabinieri è rimasta almeno 20 minuti ferma e vuota sotto l'appartamento delle studentesse, prove biologiche sulle ragazze e nell'appartamento, ecc. Ed infine la confessione di uno dei due Carabinieri, che ha ammesso il rapporto sessuale anche se ha detto che la ragazza era consenziente. Su questo bisogna specificare una cosa: non siamo negli Usa. Nel nostro sistema, la confessione non ha alcun valore, se non è supportata da altre prove. Quindi di per sè non basta questa confessione. Perchè è una confessione, una ammissione di reato, quella fatta dal carabiniere. 

Infatti, cosa dice l'articolo 609 bis del Codice Penale, quello che punisce lo stupro? Al primo comma recita: "Chiunque con violenza o minaccia o mediante ABUSO DI AUTORITA' costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da 5 a 10 anni". Il maiuscolo è mio ed indica il caso in questione. Cioè abbiamo un abuso di autorità, soprattutto. Anche se bisogna considerare che parliamo di due persone che portano una pistola in una fondina in bella vista, quindi c'è anche la minaccia, come testimoniato da una delle ragazze. E non c'è bisogno di estrarla o puntarla, perchè sia considerata una minaccia; basta che sia evidente che c'è. Non solo: al secondo comma si dice che la stessa pena viene comminata a chi ha rapporti sessuali con una persona che è in condizioni di inferiorità fisica o psichica. E le ragazze erano ubriache, quindi in condizioni di inferiorità psichica. Quindi ci sono almeno tre motivi per dire che siamo di fronte ad uno stupro. E sono tre motivi ampiamente provati. 

Ma anche qui le bufale si sono sprecate. Si è cominciato a scrivere che le due ragazze avevano adescato i Carabinieri, per poi denunciarli per semplice ripicca. Si è scritto che erano mandate da qualcuno per "nascondere" l'episodio dello stupro di Rimini. Si è scritto che le due ragazze avevano una polizza che prevedeva un risarcimento in caso di stupro (notizia smentita dal loro avvocato). E' stata pubblicata una foto che mostra due ragazze ubriache e decisamente disinibite, sostenendo che fosse una foto delle due vittime dello stupro; mentre in realtà David Puente (uno dei più noti debunker della Rete) ha scoperto che si trattava di una foto del 2009 e quindi non potevano essere le due studentesse. E via di questo passo. Ovviamente sono tutti link fasulli ma sono stati molto diffusi. 

In realtà mettere a confronto i due casi è molto interessante. Perchè sono un esempio lampante del razzismo diffuso in Italia. Rileggiamo le bufale che sono state diffuse. Nel caso dello stupro di Rimini (quattro extracomunitari) le invenzioni erano tutte fatte in modo da spingere la gente ad odiare i colpevoli e, per estensione, tutti gli stranieri. Nel caso di Firenze invece abbiamo una forte colpevolizzazione delle vittime dello stupro. Tutte le bufale accusano le ragazze e cercano di ridurre le responsabilità dei Carabinieri. In entrambi i casi, si tratta di un "sostegno" alle idee delle persone di destra e di estrema destra, che sono affette da xenofobia ma difendono acriticamente le forze dell'ordine, anche quando commettono reati. Ma se la matrice è la stessa o comunque molto simile, qual è l'obiettivo? 

A questo sinceramente non so rispondere. Oltre una generica istigazione alla violenza contro gli extracomunitari, non riesco a vedere nulla di particolare. Tuttavia lo trovo significativo, perchè dimostra cosa è il nostro Paese. Altro che "italiani brava gente" o "siamo il Paese dell'accoglienza". Ormai siamo un Paese razzista a tutti gli effetti. Un Paese che ha paura dei poveri, degli ultimi. Un Paese che non accetta le più semplici ed elementari regole di convivenza, al punto che il nostro governo sta pagando bande di mafiosi libici perchè ammazzino e tengano prigioneri i migranti. Il resto sono chiacchiere da poco, che colpiscono solo gli idioti (e purtroppo sono tanti) che postano bufale e falsità. Ma che non hanno effetto su quei pochi che ragionano, verificano e controllano, prima di fare affermazioni false o di postare link fasulli sui social network. 

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di Antonio Rispoli
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