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Governo Letta: già morto e condannato a vegetare


Governo Letta: già morto e condannato a vegetare
18/05/2013, 15:37

Appare comico vedere come si discute, con accanimento (vero o apparente?) sul governo Letta, quando in questi giorni sono stati piantati i chiodi sulla sua bara. 
Questo era un governo che nasceva per fare sostanzialmente due cose: una nuova legge elettorale che sostituisse il Porcellum, che ha dimostrato per l'ennesima volta tutta la sua inadeguatezza; e che desse una scossa all'economia italiana, in recessione ormai da 5 anni. 
Ma questi due capitoli sono già stati chiusi. Il Pdl intende parlare della legge elettorale solo dopo aver modificato la Costituzione (ma chi ha detto che ce n'è bisogno?), sostituendo la forma repubblicana con quello che Giovanni Sartori ha definito "premierato assoluto". Cioè una forma di governo con un Presidente del Consiglio che accentra in sè ogni potere, compreso quello dello sciogliemnto delle Camere e della nomina e revoca dei Ministri, singolarmente e in gruppo. E contemporaneamente nessun obbligo, a parte avere la fiducia in una Camera. Camera che poi, dopo quel momento ha due scelte: approvare tutte le leggi avanzate dal governo oppure decidere il proprio scioglimento. A questo si unisce la creazione di un Senato delle Regioni: un ogano che in teoria dopvrebbe occuparsi di fare leggi per le regioni, ma che in realtà così come è pensato non serve a nulla. Infatti ciascuna Regione ha sufficiente autonomia per decidere quello che le serve; e se il progetto è interregionale, si vedono i governatori e decidono. In quanto al compito di "visionare" le leggi di interesse regionale approvate dall'altra Camera, la cosa è ancora più divertente. Ogni legge del Parlamento ha effetto su qualche Regione se non tutte. Prendiamo per esempio l'Imu: rifguarda i Comuni, e quindi anche le Regioni, perchè se il Comune non ha abbastanza soldi, cercherà di farsi finanziare dalla Provincia o dalla Regione, che quindi diventa titolata ad intervenire. Ma se l'altra Camera non è d'accordo? Il tutto finisce davanti alla Corte Costituzionale già oberata dal lavoro e i cui giudici hanno una età media più vicina agli 80 che ai 70. Insomma, non le persone ideali per fare uno scatto di velocità, all'arrivo del nuovo lavoro. 
Si tratta della stessa riforma già abortita nel 2006 grazie al voto popolare che disse no allo stravolgimento della Costituzione, ma che il Pdl vuole far approvare. Ma ha qualche possibilità di essere approvata? Il Pd accetterà di fare da sponda alle manie assolutistiche di Berlusconi?
E' chiaro che quindi non ci sono grandi possibilità di approvare una riforma costituzionale. E finchè il Pdl non cambierà idea, non ci sarà alcuna legge elettorale. 
Per quanto riguarda l'economia è ancora peggio, come dimostra l'ultimo Consiglio dei Ministri. Leggi per rilanciare l'economia nazionale, niente. Invece si è sospeso il pagamento dell'Imu (creando notevoli problemi ai Comuni, che dovevano incassare questa somma) e si sono usati i soldi dei lavoratori per finanziare un prolungamento della cassa integrazione in deroga. Cioè hanno fatto un provvedimento obbligato (a meno che non si vogliano mandare per strada centinaia di migliaia di persone) ed uno di immagine che non cambia nulla. Insomma, aria fritta. Di sostanzioso nulla. 
Quindi, per ora questo governo ha fallito entrambi i suoi obiettivi. Riuscirà a realizzarli in futuro? Difficile che questo governo possa durare molto. Questo per due motivi: innanzitutto perchè è appeso ai diktat del più inaffidabile dei partiti, il Pdl. Un Pdl che sta solo valutando, di settimana in settimana, quali sono i sondaggi per far cadere il governo al momento giusto. E chi avesse ancora dei dubbi a questo riguardo, può andare a guardare il videomessaggio di ieri di Berlusconi, in cui si è preso il merito di aver tolto l'Imu "mentre la sinistra vuole solo aumentare le tasse". 
Inoltre ci sono le sentenze. Come ho già spiegato in un precedente editoriale, Berlusconi è pronto a far cadere il governo, pur di non far scattare la condanna della Corte di Cassazione, in particolare rispetto alla sentenza accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, che impedirebbe al Cavaliere di entrare in Parlamento. La sentenza della Cassazione per il processo Mediaset è prevista tra dicembre 2013 e febbraio 2014 (il processo andrà in prescrizione a luglio 2014). Quindi mancano completamente i tempi per una modifica costituzionale: per quanto si possa essere veloci, 8-9 mesi (quelli che mancano da oggi fino al febbraio 2014) sono a malapena sufficienti, per approvare una legge costituzionale condivisa dall'intera maggioranza. Ma tutta questa condivisione tra Pd e Pdl sulla legge non esiste. Quindi, come è possibile pensare che con questa spada di Damocle il governo possa agire? 
In realtà, il governo Letta non ha nessunissima possibilità di andare avanti, senza distruggere l'Italia. E anche se continuasse a galleggiare, la cosa sarebbe estremamente nociva per gli italiani. Ma lo capiranno i nostri politici quello che stanno combinando? 

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di Antonio Rispoli
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