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Grillo antieuropeo, ma fedele seguace della Bce


Grillo antieuropeo, ma fedele seguace della Bce
23/01/2014, 14:05

Oggi Beppe Grillo ha tenuto una conferenza stampa davanti ai soli giornalisti stranieri (si vede che quelli italiani ormai lo conoscono troppo bene), in cui ha affrontato i vari argomenti della politica attuale. I soliti insulti a Renzi (chiamato "Ebetino") e al Pd; il solito vittimismo ("La nuova legge elettorale è stata fatta contro il Movimento 5 Stelle") tipico dei demagoghi; le solite promesse del "vinciamo noi", con riferimento alle elezioni europee che si terranno a maggio. 
Ma c'è una frase che mi ha colpito. Quando ad un certo punto ha detto che, per uscire dalla crisi, bisogna aumentare la tassazione sui consumi, riducendo le tasse sul resto. Attenzione a questa frase, perchè è molto significativa. Finora infatti, a livello economico, il Movimento 5 Stelle è stato a dir poco vago, se non peggio. Si è limitato a dire che bisogna sostenere la piccola e media impresa, ma nessun provvedimento concreto è stato preso. Ed anche il programma presentato in campagna elettorale non conteneva alcuna indicazione di rilievo, in questo senso, ondeggiando tra asserzioni banali e affermazioni generiche e prive di concretezza. Invece l'idea di aumentare la tassazione sui consumi connota in maniera chiara l'ideologia economica di Grillo. 
Innanzitutto che cosa significa "tassare i consumi"? Significa tassare o aumentare la tassazione sui beni. Noi oggi già abbiamo questo tipo di tassazione: Iva, accise sulla benzina, sull'alcool o sui tabacchi, ecc. Si tratta di tasse accomunate dal fatto che io le pago se acquisto quel bene e la pago in maniera proporzionale a quanto ne acquisto: io pago le accise sulla benzina se la compro, altrimenti no. Ma è un tipo di tassazione che ha una particolarità: colpisce i bassi redditi in maniera maggiore di quelli più alti. Facciamo un esempio: diciamo che un parlamentare ed un operaio comprano un cellulare che costa 121 euro. Sono 100 euro di costo effettivo e 21 euro di Iva. Per un operaio che prende 1000 euro al mese, quei 21 euro rappresentano il 2% del reddito mensile; per un parlamentare che ne guadagna 20.000 al mese, rappresenta lo 0,1% del reddito. Quindi la tassa sui consumi è la peggiore soluzione possibile, in un Paese dove i consumi sono già bassissimi, al livello di 25 anni fa. 
Anche perchè le "altre tasse" che secondo Grillo devono decrescere sono necessariamente le tasse sul reddito, cioè l'Irpef. Una tassa che invece - al netto del discorso relativo all'evasione fiscale - colpisce di più chi ha un reddito più alto. Per esempio Grillo. 
In realtà la ricetta non è innovativa. Si chiama "neoliberismo" ed è la politica economica più diffusa negli ultimi 30 anni. Una politica economica che è basata sulla maggiore tassazione dei consumi possibile unita ad una bassa tassazione sui redditi (ma anche ad un welfare quasi inesistente e a stipendi molto bassi) in modo da favorire le persone più ricche. Infatti, secondo il neoliberismo è necessario rendere i ricchi ancora più ricchi in modo che poi loro spargano (in modi e maniere inesplicabili e misteriose) la loro ricchezza a favore degli altri. Una teoria economica insomma fatta su misura per chi è molto ricco, come Berlusconi e Grillo (non per niente entrambi sostengono queste misure). Ma è la stessa teoria economica che, applicata nell'ultimo trentennio negli Usa e in Europa, ha causato la crisi economica che stiamo vivendo. I "professori svizzeri e austriaci" citati da Grillo a sostegno della validità di questa teoria questo dettaglio non gliel'hanno detto? Lui non lo sa? Deve essere un giornalista - categoria che lui ha tanto in odio, quando non è a 90 gradi - a dirglielo? 
In realtà, per chi è abituato a guardare tra le righe non c'è nulla di strano. Grillo è una persona ricca ed avida, quindi è normale che propugni idee per arricchirsi ulteriormente. Non è un caso che nel programma del Movimento 5 Stelle non ci sia alcun accenno, per esempio, alla lotta all'evasione fiscale, se consideriamo che Grillo ha usato il condono fiscale due volte. Lui dice per "500 euro", ma è impossibile controllare, trattandosi di condono tombale, cioè per cui non sono previste verifiche e controlli. Tuttavia, chi conosce l'argomento, sa che ricorrere ad un condono fiscale è costoso. Per una piccola somma - tipo 5000 o 10 mila euro - non conviene di solito. E' meno costoso pagare e basta. Quindi appare difficile che Grillo non abbia un commercialista che l'abbia avvisato. Per cui è difficile che si trattasse di cifre così irrisorie.
In realtà Grillo non è diverso dalla stragrande maggioranza dei cittadini, che considerano il pagare le tasse come una vessazione subita, anzichè come un dovere civico. 
Tuttavia c'è un dettaglio che invece è interessante al punto da risultare divertente. L'aumento dell'Iva ed in generale l'aumento delle tasse sui consumi è uno dei punti cardine dei "suggerimenti" che la troika europea (Bce, Fondo Monetario Internazionale e Germania) ha rivolto via via a Grecia, Italia e Spagna come misura per uscire dalla crisi. Una semplice coincidenza questa comunanza di opinioni tra Grillo e la Bce? SOlo per chi è cieco. In realtà bisogna ricordare che Grillo non fa altro che la "faccia di rappresentanza" della Casaleggio & Associati. E fino a poco tempo fa uno dei soci della Casaleggio era Davide Sasoon, persona molto nota nel mondo della finanza internazionale, dati i suoi rapporti, in particolare con la JpMorgan, una delle principali banche d'affari del mondo. Legame troppo labile e fantasioso? Può darsi. Ma può darsi anche di no. 
C'è una cosa che mi gira in testa da alcuni anni. Quando Veronica Lario lasciò Berlusconi, dopo il casino successo con la vicenda di Noemi Letizia, scrisse una lettera aperta, in cui in sostanza ad un certo punto diceva: fate attenzione, perchè il problema non sarà SIlvio Berlusconi, ma chi approfitterà dei danni creati da lui nelle istituzioni. E io da allora mi chiedo chi sarà colui che ne approfitterà... 

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di Antonio Rispoli
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