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Grillo e il terzo V-Day: il fallimento di un comico logoro


Grillo e il terzo V-Day: il fallimento di un comico logoro
02/12/2013, 18:43

Nel 2007 era una iniziativa interessante, seguita da un milione di persone; nel 2008 quasi la stessa cosa, con identico seguito; ma nel 2013 è stato un flop completo. 
Mi riferisco al terzo V-Day (dove la V, come è noto, sta per "vaffanculo"), organizzato da Beppe Grillo domenica scorsa. Per carità, si può anche dire che la scelta della data e il tempo non hanno aiutato, visto che faceva freddo e tirava vento a Genova. Ma certo che 40 mila persone (secondo gli organizzatori, 200 mila secondo Grillo, non più di 15-20 mila secondo le immagini televisive) non sono un parterre da grande partito. 
E del resto, che c'era da andare ad ascoltare? Ormai Grillo è un disco rotto, che ripete sempre le stesse, identiche cose. E' stato comico per esempio sentirlo dire che aveva affidato le carte ai suoi legali per chiedere l'impeachment di Napolitano. Innanzitutto perchè l'impeachment in Italia non esiste, esiste il "mettere in stato di accusa", quando si parla del Capo dello Stato. Seconda cosa perchè la Costituzione dice che è il Senato che deve mettere in stato di accusa il capo dello Stato, a maggioranza assoluta dei suoi membri. E, da quanto mi risulta, i grillini al Senato sono una cinquantina, ben al di sotto dei 162 membri necessari. Per carità, Napolitano se lo meriterebbe di essere processato, ma non certo per quello che sta facendo adesso, bensì per le bestialità anticostituzionali fatte durante il governo Berlusconi, come approvare due ore dopo l'uscita dal Consiglio dei Ministri un decreto legge in materia elettorale a 40 giorni dalle elezioni regionali del 2009. Un obbrobrio espressamente vietato dalla Costituzione e per cui la messa in stato di accusa per attentato alla Costituzione sarebbe stata più che meritata. Ma non certo per la sua attività di adesso che infrange solo la prassi istituzionale, ma nessuna regola. 
Ancora più ridicola l'idea di un referendum per decidere se restare o meno nell'euro. Innanzitutto perchè anche questo è incostituzionale: la Costituzione vieta espressamente referendum sui trattati internazionali. E il motivo di questo divieto inserito sin dal 1948 è ovvio: il cittadino medio non ha idea di quali possono essere le conseguenze di intervenire sui trattati internazionali. E la stupidità con cui migliaia di persone ripetono ossessivamente che bisogna uscire dall'euro per salvarci - e tra questi anche professori universitari, il che dimostra come una laurea non basta per avere conoscenze - dimostra che avevano ragione. Poi c'è anche un problema tecnico: il referendum prevede l'abrogazione immediata della legge, in caso di vittoria dei sì. Quindi che facciamo? Abroghiamo immediatamente i trattati liberamente sottoscritti dal nostro Paese? Dimostreremmo di essere dei voltagabbana, persone inaffidabili... insomma, un Paese di merda di cui non ci si può fidare. E gli altri Paesi reagirebbero di conseguenza. Del resto, se noi prestiamo 10 mila euro ad una persona che poi non ce li restituisce, gliene andiamo a prestare altri? Certamente no. Diventeremmo dei paria, nessun Paese sarà più disposto a prestarci i soldi per mantenere ed alimentare il debito pubblico e nessuno comprerebbe più i nostri prodotti. Un disastro completo. 
Il resto poi è stato un delirio di insulti rivolti al Pd (non a Berlusconi) e una serie di menzogne su tutto quello che il Movimento 5 Stelle a sentir lui avrebbe fatto: non ha preso i 42 milioni di rimborso pubblico (falso, semplicemente non ne ha diritto e quindi non li può materialmente avere, dato che M5S non ha i requisiti di legge per incassare nessun tipo di contributo pubblico), ha fatto dimettere Berlusconi (falso anche questo: senza la sentenza della Corte di Cassazione, M5S non ha mosso un dito per ottenere le dimissioni di Berlusconi, nè lo ha fatto dopo la sentenza), e cose di questo genere. 
A condire il tutto, espressioni tipicamente fasciste, culminate in un "Dobbiamo vincere! E vinceremo!" di mussoliniana memoria. 

A mo' di post scriptum, vorrei copiare un post scritto su Facebook dal deputato grillino Carlo Sibilia, un vademecum per la manifestazione di domenica.

"Decalogo per una corretta fruizione del Vday3

Cosa devi accettare per andare oltre? 
1. Berlusconi è politicamente finito grazie al Movimento 5 Stelle 
2. Berlusconi è esistito perché nessuno gli si è mai opposto tranne il Movimento 5 Stelle 
3. Il PD è il miglior alleato di Berlusconi 
4. Da 19 anni 
4bis. Il PD non ha mai proposto una collaborazione di governo con il Movimento 5 Stelle
4ter. Meno male
5. Il PD è peggio del PDL 
6. Il nuovo PD è peggio del vecchio PD che è peggio del PDL 
7. In parlamento non c'è più nulla di ciò che hai votato a febbraio…tranne il Movimento 5 Stelle 
8. Renzi non è di sinistra 
8bis. Quello che hai visto ieri su SKY è uno spettacolo di burattini 
9. la sinistra e la destra in Italia non esistono, fanno affari insieme 
10. Alle spalle dei cittadini 
11. I partiti continuano a prendere i tuoi soldi nonostante l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti 
12. Il Movimento 5 Stelle ha rifiutato 42 milioni di euro 
13. I deputati e i senatori del Movimento 5 Stelle sono gli unici che dimezzano il loro stipendio. Tutti gli altri no.
14. Il PD ha votato per mantenere l'attuale legge elettorale detta "porcellum"…come il PDL 
15. Il PD ha votato per continuare la guerra in Afghanistan…come il PDL 
16. Il PD ha votato per comprare gli aerei da guerra F-35…come il PDL 
17. Perché nell'affare da 50 miliardi di € è coinvolto il figlio di Napolitano 
18. Il PD ha votato per proseguire con i lavori della TAV…come il PDL 
19. Il PD ha votato per condonare l'evasione fiscale delle slot machine…come il PDL 
19bis. Se il PDL non esiste più allora neanche il PD.
20. Il vero potere risiede solo nelle tue mani e nella tua mente"

Esaminiamolo un attimo, punto per punto: 1) completamente falso, M5S non ha mai fatto nulla in proposito; 2) Idem, l'unico partito che ha fatto veramente opposizione a Berlusconi è stato l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro; 3), 5), 6), 7), 8bis), 9) sono semplici opinioni, che valgono quel che vangono. 8), 15), 16), 18), 19) e 20) sono veri. Il resto richiede qualche spiegazione. 
4bis) Falso: Bersani propose un accordo di programma con M5S, che, tradotto dal politichese, significa un governo di larghe intese Pd-M5S con un programma di 8 punti. Grillo rispose con una sequenza di insulti e allora Bersani cominciò a diminuire via via le pretese: appoggio esterno, astensione al Senato, ecc. 
11), 12) e 13) Il Movimento 5 Stelle non ha rinunciato a niente. Semplicemente non gli spettano i rimborsi elettorali, gli mancano i requisiti di legge. Si tratta di una semplice scelta di Grillo e di Casaleggio: preferiscono rinunciare ai soldi piuttosto che rendere trasparente cosa è il Movimento 5 Stelle. E a niente hanno rinunciato i grillini: il "restitution day" si è limitato ad una cerimonia in cui hanno fatto finta di restituire 3000 euro al mese a Grillo. E questa è la stessa cifra che i parlamentari della Lega Nord e del Pd versano al proprio partito mensilmente. Ed è ben poca cosa, per esempio, rispetto a Rifondazione Comunista: nel 2007, ultimo anno in cui sono stati in Parlamento, i deputati versavano al partito 8000 euro al mese, cioè metà del loro stipendio. E comunque i grillini a settembre hanno deciso che non verseranno più nulla al partito, tenendosi l'intero stipendio. Notizia a cui i giornali si sono ben guardati dal dare il dovuto spazio. Inoltre è stata fatta una modifica dal governo Letta che prevede una graduale riduzione dei finanziamenti pubblici ai partiti. E questo prima che la Corte dei Conti sollevasse davanti alla Corte Costituzionale una questione di costituzionalità proprio sulle leggi sui finanziamenti pubblici. Anche di questo i grillini non parlano mai. 
19bis) Questo è il punto più divertente, perchè detto così è falso, ma in parte è vero. Nel senso che il Pdl è finito, ma prima di dire che non esiste più, è meglio aspettare. Berlusconi ha ancora il controllo (in senso lato) di tre Tv Mediaset, tre Tv Rai e La7. E questo gli dà ancora un enorme potere. Un potere che può anche essere trasmesso a qualcuno più "fresco" che sia in grado di usarle per continuare a manipolare le folle, come è stato fatto negli ultimi 20 anni. Ma è vero che il Pd è un po' il contraltare del Pdl, dati anche gli stretti rapporti trentennali che il Cavaliere ha con i vertici di quello che è stato il Pci, poi Pds, Ds e ora Pd. Quindi è chiaro che una parte del Pd, cioè il vertice, rischia di cadere se cade Berlusconi. Ma la differenza tra il Pd e il Movimento 5 Stelle è proprio questo: se cadono i vertici, c'è una seconda schiera di giovani leve, e magari anche una terza, comunque molto valida. Nel Movimento 5 Stelle se cade Grillo, sparisce tutto, dato che lui ha tutto il potere. Come sono solito dire, in M5S "Uno vale. Uno". Oppure, come disse un ex grillino piemontese, Vittorio Bertola, per definire Grillo: "Diventa così non il leader di una rivoluzione silenziosa, ma il leader di quella cultura disfattista e cazzara, e anche un po' infantile, a cui non va mai bene nulla, e per cui lo scopo della vita è contestare gli altri sempre e comunque, in modo da sentirsi per diritto naturale più intelligenti di loro". Insomma, è il diretto erede di Bossi e Berlusconi. 

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di Antonio Rispoli
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