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Grillo e il web: il pifferaio che andò per suonare e tornò suonato


Grillo e il web: il pifferaio che andò per suonare e tornò suonato
25/03/2013, 14:20

E' una situazione davvero comica, se uno ci pensa. Mi riferisco al post pubblicato da Beppe Grillo domenica 24 marzo, dal titolo "Schizzi di merda digitali". I dettagli sono descritti nell'articolo a fianco, ma la sostanza è la stessa: chi mi critica è un venduto. Questo è il concetto di base del post, ovviamente condito dalla solita mole di insulti lanciati a destra e a sinistra. 
In realtà è normale una certa dose di critiche, a priori. Nessuno di noi è in grado di creare un piano perfetto in grado di mettere tutti d'accordo; men che meno in politica, dove ciascuna idea o ideologia ha fondamente solide quanto il gelato esposto al sole di Ferragosto. Ed è evidente che, se uno si pone in maniera violenta verso gli altri (anche se con una violenza che si manifesta solo verbalmente) è più difficile trovare chi risponda in maniera conciliante: se uno mi offende, io reagisco, non lo accarezzo. Il che è ancora più vero per chi sta dimostrando una completa irresponsabilità verso l'esterno e sta dimostrando una volontà di totale controllo all'interno. 
Ma il problema è lo stesso Beppe Grillo. Sta dimostrando quella che viene definita una personalità paranoide e instabile. Insomma, ha paura che gli altri ce l'abbiano con lui e che, demolendo le sue argomentazioni, demoliscano anche lui. Per questo reagisce con violenza verbale, come ha fatto anche in questo caso. Insomma, una situazione non molto diversa da Berlusconi: anche lui, quando viene criticato, risponde in maniera aggressiva, con insulti e diffamazioni. Ma questo è un sintomo di debolezza. Evidentemente Grillo sa che la sua posizione è debole e può crollare facilmente. Il punto è: è debole perchè sa che il consenso è basato su una debole motivazione oppure teme di essere sostituito? Non lo so, ma sarebbe interessante scoprirlo. 
Ma la cosa più divertente è che lui accusi gli altri di usare "troll, multinick e fake" per scrivere sul suo blog. Per chi non ha dimestichezza con questi termini, sono quasi tre sinonimi: il troll in Internet è qualcuno che interviene in discussioni al solo scopo di disturbare e rendere difficile parlare; il multinick è chi ha, come dice la parola, più nick con diversi nomi; fake è un termine con cui si indica qualsiasi link o nome falso. Le cose sono collegate: è normale che un multinick usi dei profili falsi, cioè dei fake; ed è chiaro che un troll ben difficilmente userà un solo nick (rischia di essere isolato rapidamente, dato che si renderà antipatico a molti) e che non userà il proprio nome. Il punto è: forse gli influencers di Casaleggio sono diversi? Le tante persone che sono alle dipendenze di Casaleggio e che su Facebook e Twitter si occupano di propagandare le idee di Grillo e di disturbare le discussioni degli altri, cosa sono se non troll? Allora qual è il problema? Che sono buoni solo i troll di una parte? 
In realtà, pur non potendo escludere che ci siano anche dei troll, basta dare un'occhiata ai commenti per capire che sono commenti di persone che hanno semplicemente una visione diversa da quella del padrone del Movimento 5 Stelle. Per esempio in questi giorni c'è chi protesta per il comportamento di Grillo, che sta bloccando la possibilità di creare un governo; c'è chi è deluso; c'è chi si sente preso in giro perchè sta scoprendo che nel partito non c'è alcuna democrazia dal basso, ecc. Hanno o no il diritto di protestare? Grillo dovrebbe dare ascolto a queste critiche, anzichè limitarsi ad insultare chi le poste e i mass media che - secondo lui - sarebbero i mandanti di questi commenti. 
Il post di Grillo non è altro che una chiamata alle armi. Insomma, qualcosa di simile a quando Berlusconi comincia a gridare "giudici comunisti". 
E oggi ha rincarato la dose, postando su Facebook, in coda ad un altro post  dell'altro mondo (secondo cui le leggi varate da Crocetta sono merito del M5S, il quale altrimenti "manda tutti a casa") la frase: "Da oggi è nuovamente possibile per gli autorizzati segnalare i commenti dei troll o degli utenti che contravvengono alle regole del blog. Partecipate numerosi!". Sarebbe interessante capire quali sono le regole del blog. In teoria stanno scritte e sono quelle solite: non essere volgari, non ingiuriare, non farsi o fare pubblicità, ecc. Ma è importante quella che sta più in basso: "Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi". Ed è quello che fa abitualmente già da un pezzo. Ogni commento sgradito viene cancellato, almeno finchè è possibile. Eh, sì, perchè ad un certo punto, dato l'enorme successo del blog di Grillo, i commenti sono troppi per poter essere esaminati agevolmente. E quindi, nonostante ne cancellini a centinaia al giorno, neanche le truppe di influencers di Casaleggio riescono a tener testa a tutti i commenti negativi, visto che devono anche andare a disturbare gli altri. 
Insomma, è la classica storia del pifferaio di montagna, che andò per suonare e tornò suonato. Grillo ha avuto successo grazie al web. Ma per quanto gli italiani siano degli ingenui (per usare un eufemismo senza scadere nella volgarità), c'è sempre una minoranza che si lascia prendere per i fondelli con difficoltà. Ed è questa minoranza che fa saltare i nervi a Grillo e ai grillini. Perchè, come per tutti i demagoghi, anche per Grillo il nemico numero 1 è la verità. 

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di Antonio Rispoli
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