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Grillo e quell'idea strana di democrazia


Grillo e quell'idea strana di democrazia
12/12/2012, 15:04

IN questi ultimi due giorni, ci sono stati due comunicati sul sito di Beppe Grillo che la dicono lunga su cosa è il Movimento 5 STelle. Il primo è di ieri: uno sbotto di rabbia contro coloro che, appartenenti al Movimento, contestavano o mettevano in discussione gli ordini provenienti dallo stesso Grillo. Il tutto accompagnato dalla minaccia di cacciare chiunque non obbedisca. Oggi l'applicazione pratica di questa minaccia: Federica Salsi e Giovanni Favia, due consiglieri - comunale a Bologna la prima, regionale in Emilia il secondo - sbattuti fuori perchè la prima ha partecipato ad un talk show (Ballarò, su RaiTre) e il secondo si è espresso a microfono aperto in termini poco lusinghieri verso Grillo e Casaleggio. Motivazioni che sono state sufficienti, secondo Grillo, per cacciarli via. 
E qui quindi veniamo al primo punto. Mentre in un partito ordinario, ognuno può farsi benvolere da più o meno persone, nel Movimento 5 Stelle l'unico che conta è Beppe Grillo. A dispetto del cosiddetto "non statuto", dove c'è scritto che "uno vale uno", si è visto che - come dice nel libro "La fattoria degli animali" di Orwell - gli attiovisti sono tutti uguali, ma ce n'è uno che è più uguale degli altri. Si chiama Beppe Grillo ed è il proprietario del marchio. Che quindi può cacciare chi vuole. Perchè in questo movimento così "democratico", si usa un linguaggio commerciale: il marchio è mio e quindi tu lo puoi usare in franchising, finchè io non decido di togliertelo. Il tutto ovviamente senza preavviso nè altro. 
Non è come negli altri partiti, dove c'è bene o male una organizzazione collegiale (spesso falocca, ma c'è almeno per salvaguardare le forme) che valuta cosa fare. E' un potere monocratico ed assoluto, oltre che discrezionale... insomma, un potere tirannico. Quindi, Grillo si può offendere quanto gli pare e piace, ma resta un esempio antitetico alla democrazia.  
Ma ci sono due altri aspetti da tenere presente. La prima è osservare i commenti sul blog di Grillo. Abbondano (o almeno abbondavano quando ho visto io) i commenti di critica a Grillo, per questo comportamento; ma c'è maggiore rilevanza per i commenti di sostegno. Il che fa capire come anche il web sia manipolabile, volendo. Uno dei pochissimi commenti negativi (forse sfuggiti agli influencers di Casaleggio) che ha avuto successo recita: "E come si fa ad espellere Grillo?". Il che come domanda è interessante. SOprattutto perchè la risposta è: non si può. Se tutti i grillini fossero contro Grillo e ne volessero l'espulsione, comunque l'unico a detenere quel potere è lui. E' questa la differenza tra democrazia e dittatura: in democrazia non esiste l'intoccabile, colui che è "legibus solutus" (sciolto, libero dalle leggi, in latino). Chiunque assume una carica, può esserne sbalzato via, a certe condizioni. Persino il Presidente della Repubblica, che è la figura più garantita dalla Costituzione italiana, può essere fatto dimettere, a seguito delle apposite procedure previste dalla Costituzione stessa. E all'interno dei partiti il segretario può essere sostituito (con qualche eccezione, come Forza Italia, Pdl e Idv). Ma non all'interno del Movimento 5 Stelle. 
 Ma la cosa più grave non è questa. La cosa più grave sono gli attivisti 5 Stelle che appoggiano incondizionatamente le decisioni del loro leader. Insomma, come il fascismo aveva i suoi fascisti, come il berlusconismo ha avuto i suoi berluscones, Grillo ha i suoi grillini. Tutti caratterizzati dallo stesso comportamento: una difesa a spada tratta delle parole del loro capo, indipendentemente da quanto siano aderenti alla realtà; una approvazione incondizionata a qualsiasi scelta arrivi... insomma, un comportamento da servi senza catene. 
Di solito la difesa di costoro è: "Ma gli altri partiti sono peggio". Ed effettivamente come argomentazione è difficile da confutare, dato che molti partiti sono peggiori del Moviment6o 5 Stelle. Ma innanzitutto "molti" non è "tutti"; seconda cosa, noi qui abbiamo un Movimento che asserisce la sua diversità dagli altri partiti come proprio punto di forza. Quindi, se è diverso dagli altri partiti, come può confrontarsi con essi? Dovrebbe essere così diverso da risaltare rispetto agli altri. una sorta di luce nelle ombre. Se ha così tante ombre da essere vicino agli altri, allora perchè dovrebbe essere da votare? 

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di Antonio Rispoli
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