Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Grillo e Sky: la prevedibile allergia del comico alle domande


Grillo e Sky: la prevedibile allergia del comico alle domande
19/02/2013, 15:27

Ha destato molti stupore e molte critiche il comportamento di Beppe Grillo, che prima ha deciso di farsi intervistare in Tv e poi all'ultimo momento, per ordine di Casaleggio, si è ritirato, senza dare uno straccio di spiegazione. Salvo poi ovviamente fare il sostenuto sul palco nel dire che in Tv ci vanno solo i politici che vogliono fare salotto. 
In realtà, è perfettamente nello stile del personaggio. Qualcuno ha mai visto Grillo rispondere a qualche domanda? E per "rispondere ad una domanda" non intendo sfruttare la domanda per lanciarsi nella solita sequela di insulti contro Tizio e Caio, quando non contro intere categorie. Quindi era impensabile che si presentasse a rispondere ad una domanda seria: se intervista ci fosse stata, sarebbe stata la solita farsa già vista con Silvio Berlusconi e Mario Monti. Cioè domande preconfezionate, in maniera da permettere a Grillo di fare una sorta di monologo. 
Ma alla fine ha rinunciarto anche a questo, dimostrando per l'ennesima volta una totale mancanza di rispetto verso gli altri: tutti i giornalisti, cameraman ed operatori di Sky, che comunque avevano lavorato per lui, creandogli uno spazio ad hoc e, nel caso della troupe che era andata a Savona per intervistarlo, che si era spostato. Non che stupisca, dato il personaggio. In fondo, la sua idea del rapporto con gli altri è schematizzata dal modo in cui sta sul palco: parla solo lui, va avanti, indietro, magari scende tra il pubblico, ma sempre mantenendo una adeguata distanza, nell'atteggiamento. 
Ma perchè ha rinunciato ad andare in Tv? E' marketing politico: a GRillo bastava che si parlasse di lui in Tv. Ma perchè andare su un mezzo che non gli è congeniale? Infatti Grillo non è ion grado di rispondere alle domande. Anche la domanda più semplice lo manderebbe in tilt, se è una domanda specifica. Lui tutto quello che dice, durante i suoi spettacoli, è che gli altri fanno tutti schifo, sono ladri, delinquenti, e peggio; che il Movimento 5 Stelle è formato da persone eticamente superiori agli altri partiti e che il loro programma è il migliore. Ma poi, se si va nel dettaglio? Zero. Non è un caso che èper esempio si rifiuti di rispondere ad una semplice domanda fattagli da Ingroia: il Movimento 5 Stelle è disposto ad appoggiare una legge che estenda le regole sul sequestro dei beni della mafia al sequestro dei beni derivanti dalla corruzione? Come si vede, basta un sì o un no. Invece su questo silenzio assoluto. E la stessa difficoltà ci sarebbe nel rispondere a qualsiasi domanda specifica. 
Molto più congeniale è invece Internet, data l'organizzazione che c'è alle spalle di Grillo. Infatti, pochi se ne rendono conto, ma quello che una volta era un fustigatore dei consumi oggi è solo una marionetta ben pagata. E' una faccia nota, che serve a tranquillizzare e ad attirare le persone. Ma dietro c'è la Casaleggio associati. Che non sono solo i soci, ma anche una lunga esperienza nel controllo e nella manipolazione di Internet. Infatti, Internet non è di proprietà di nessuno, ma questo non vuol dire che non possa essere manipolato. Basta sfruttare la psicologia delle persone che navigano su Internet e, con un po' di persone adatte, si può fare in modo da cancellare un argomento di conversazione  senza materialmente cancellare nulla. Sono quelli che vengono chiamati "influencers": fondamentalmente dei PR, bravi a comunicare e a farsi conoscere che agiscono di solito in gruppo. Intervengono in una discussione spostando l'attenzione dal punto che loro ritengono scomodo su altri collaterali ma più comodi; oppure, in mancanza d'altro, scaricano insulti sul fulcro della discussione scomoda, lo diffamano, cercano di fargli perdere credibilità. In base al vecchio detto: se non puoi demolire una argomentazione, puoi sempre demolire l'argomentatore. 
Questo è un sistema che è stato sviluppato negli ultimi anni, partendo da quando - prima di Facebook - esistevano le discussioni in chat pubbliche. Con Facebook è diventato ancora più semplice e, chi ha le risorse per farlo, può stendere una rete di persone che tenga d'occhio tutte le persone che si occupano di certi argomenti ed intervenire su quei profili per disturbare e cancellare di fatto qualsiasi discussione. 
In pratica, è la stessa cosa che ha fatto Berlusconi in TV: ha messo in Rai tutte persone che per un motivo o per l'altro gli sono fedeli e così da 15 anni può controllare tutto ciò che viene detto in TV, eliminando le persone scomode (Daniele Luttazzi, Enzo Biagi, Michele SAntoro, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, ecc. ecc.) e invece facendo in modo che le trasmissioni di cui si fida abbiano un grande spazio (Porta a Porta, Radio Londra, ecc.). La stessa cosa fa Casaleggio in Internet. SOlo che, data la diversità di struttura tra Tv ed Internet, c'è bisogno di piazzare le persone non in cima, ma dal basso. Un po' come i venditori di strada di una volta che spesso avevano un complice tra il pubblico per fare in modo che la gente acquistasse i prodotti. Il complice si limitava ad acquistare qualcosa, e faceva da esempio per g li altri. Oggi i complici stanno tra gli utenti di Facebook e raccontano tutti la stessa versione dei fatti, quella che fa comodo a chi li paga. 
E non si creda che Casaleggio è l'unico ad usare questo sistema. Ci sono altre organizzazioni che lo fanno: per esempio alcune organizzazioni che inneggiano alla violenza commessa dal governo israeliano contro i palestinesi; oppure a favore dell'operato degli Usa in Iraq e Afghanistan. E così via. 
Ma, tornando a Grillo, e assodato che il suo consenso in Rete è molto artefatto, sorge una domanda: qual è il suo vero scopo? Mi spiego: Berlusconi 20 anni fa fece lo stesso, scendendo in politica per salvarsi le terga (era pieno di debiti e, secondo quanto dichiarato da alcuni testimoni, preoccupato che la magistratura potesse scoprire grossi scheletri nell'armadio); e si è visto che cosa è successo poi, con i gravissimi danni che il Pdl ha creato all'economia e alle istituzioni italiane. Quindi, quale saranno le vere intenzioni di Casaleggio, che è il dominus della situazione? Personalmente, i sospetti li indirizzo su David Sasoon, socio della Casaleggio associati (anche se formalmente ne sta uscendo) e noto per i suoi intensi rapporti col gotha della finanza internazionale, a cominciare con banche d'affari con la JpMorgan. E' solo un caso che le banche siano protagoniste sia nel governo (con Monti soprattutto, ma anche Berlusconi e Bersani che sono fortemente legati alle banche) che nell'opposizione con Grillo? E' come puntare contemporaneamente sul rosso e sul nero alla roulette: non importa cosa esce, hai vinto.  

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©