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"Grillo il duce" perde troppi pezzi per strada


'Grillo il duce' perde troppi pezzi per strada
27/02/2014, 15:01

Nel film "Guerre Stellari" c'è una scena in cui la principessa Leila è tenuta prigioniera dai soldati dell'impero, mentre il comandante cerca di farle confessare dove si trova la base. Ad un certo punto Leila dice: "Più stringete la presa, più sistemi stellati vi sfuggiranno tra le dita". La stessa frase può essere usata per spiegare cosa sta succedendo nel Movimento 5 Stelle: più Grillo stringe la presa, più parlamentari grillini gli sfuggono dalle dita. 

La vicenda in questi giorni lo dimostra: Grillo ha deciso di "punire" i quattro senatori grillini che hanno contestato il suo atteggiamento offensivo ed arrogante nei confronti del Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante l'incontro in diretta streaming per le consulazioni. Una semplice critica, che in un altro partito sarebbe stata normale, ma che nel Movimento 5 Stelle non è ammessa. E quindi ecco la decisione di sbatterli fuori, ovviamente con la solita manfrina della riunione dei parlamentari (da quello che si è letto, almeno metà dei deputati non sapeva neanche chi fossero i quattro senatori cacciati) e della falsa votazione via web. Una sceneggiata già usata altre volte in passato, ma che questa volta ha provocato le dimissioni di due senatori e la probabile uscita di altri tre (e qualcuno parla addirittura di una trentina di parlamentari grillini pronti ad andarsene. 

Eppure era stato proprio Grillo a dire: "La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza. Il M5S vuole che i cittadini si facciano Stato, non che si sostituiscano ai partiti con un altro partito. I partiti sono morti,organizzazioni del passato, i movimenti sono vivi. Oggi i parlamentari sono soltanto dei peones che schiacciano un pulsante se il capo, che li ha nominati, lo chiede. Non sono nulla, solo pulsante e distintivo. Il M5S vuole far entrare degli uomini e delle donne alla Camera e al Senato che rispondano solo alla Nazione e al proprio mandato". Lo aveva scritto nel "Comunicato politico n. 45", apparso sul suo blog. Allora non ho capito: un esponente M5S risponde "alla Nazione e al proprio mandato" solo quando passa la sua giornata a leccare le scarpe (per non dire di peggio) di Grillo?

In realtà la faccenda è ben diversa. Chi conosce Grillo, lo descrive come una persone che ha indubbiamente qualità positive, ma che è anche estremamente arrogante ed autoritario. Lo disse anche la moglie, intervistata alcuni anni fa da Carla Signoris, nell'ambito di un programma del marito Maurizio Crozza. Nell'intervista, andata in onda su La7, Parvin Tadjik - la moglie iraniana di Grillo - diceva che lui faceva marciare la casa come una caserma. E alla stessa maniera intende far marciare il partito: lui ordina e gli altri devono obbedire. Punto, non c'è altro. E' per questo che ha creato il cosiddetto "non statuto" dove, al di là di un sacco di vuote stupidaggini per attirare gli sciocchi creduloni, c'è un concetto molto semplice: il Movimento 5 Stelle è di proprietà di Beppe Grillo, che concede l'utilizzo del marchio in franchising; il blog di Beppe Grillo è la sede del Movimento. In questa maniera è andato oltre il concetto di partito-azienda creato da Berlusconi: ha creato una azienda che usa la politica per far guadagnare il suo proprietario. 

Il problema è il personale. La vera politica è esattamente il contrario di quello che vuole Grillo. La politica è indipendenza, è affrontare un problema con il proprio cervello e le proprie qualità; mandare 160 schiavetti che vanno lì a dire sempre di no, che si agitano come macachi davanti alle telecamere, che aggrediscono i loro colleghi di altre partite non è fare politica. Perchè il Movimento 5 Stelle è solo questo. Questo e una campagna elettorale continua fatta su Internet - e in particolare sui social network come Twitter e Facebook - a base di menzogne, insulti, ingiurie, diffamazioni ed un controllo attento di chi porta avanti tesi contrarie. Un controllo al quale non sfugge il sottoscritto. Ci sono infatti diverse persone (ne ho individuate sicuramente un paio), tra gli influencers di Casaleggio, che seguono il mio profilo Facebook e gli articoli che posto su questo sito per poi insultarmi e postare i vari link presi dal blog di Grillo. 

Per il resto non c'è altro. Non c'è un piano politico, nè una idea che non siano gli interessi economici del suo padrone. Ed è chiaro che questo alla lunga stanca. E' una cosa che può andare bene per giovani come Di Battista e Di Maio, che possono sperare di restare a sufficienza nella politica di massimo livello per creare un proprio elettorato; ma un quarantenne o un cinquantenne ha abbastanza esperienza e abbastanza buon senso (almeno di solito) da sapere che questo modo di fare politica non porta da nessuna parte. 

La cosa divertente è che lo sa anche Grillo. E questo si evince dal suo comportamento. Tutto quello che fa lui e che fanno i grillini è quello di far concentrare le visite sul blog del padrone, per aumentare da una parte gli incassi dei banner pubblicitari e dall'altra le vendite dei gadget, dei video e di tutto il resto dei prodotti in vendita.

Del resto, cosa stanno facendo i grillini in Parlamento? Nulla. Pochi emendamenti di qualità, pochissime leggi (in un anno ne hanno presentata qualche decina; è uno dei partiti meno prolifici, pur essendo il terzo come numero di parlamentari), molta fuffa inutile come mozioni, interrogazioni, interpellanze ed ordini del giorno. E poi, negli ultimi giorni, un ostruzionismo sistematico su ogni legge di cui si discute in Parlamento. Non a caso hanno fatto andare in scadenza (approfittando anche del fatto che hanno chiesto ed ottenuto soste su soste, in questo periodo in cui è cambiato il governo) ben due decreti legge: quello sull'abolizione dell'Imu, che venne salvato dall'intervento della Presidente della Camera Laura Boldrini, che tagliò i tempi relativi alla presentazione degli ordini del giorno; e il cosiddetto Salvaroma, ritirato dal governo a 48 ore dalla scadenza. 

Ed è chiaro che in questa situazione ci sia la volontà di chiudere. Per questo molti grillini stanno cominciando a lasciare il Movimento. E non solo in Parlamento. Grillo e i suoi parlamentari possono inventarsi tutte le scuse che vogliono, ma non è un caso se dopo le elezioni del febbraio scorso (preceduto da un altrettanto ottimo risultato alle regionali in Sicilia cinque mesi prima) tutte le elezioni locali siano state un disastro: alle amministrative a Roma, sono arrivati intorno al 5%, alle regionali in Friuli Venezia Giulia al 3%, alle regionali in Basilicata al 10%, mentre alle regionali in Sardegna addirittura non hanno partecipato. Poi è chiaro, se si vuole, si può credere a tutto, anche al fatto che alle amministrative conta il potere di controllo del territorio che gli altri partiti hanno (e allora perchè Pizzarotti è sindaco di Parma?) e non le idee dei grillini. 

Questi crolli di consenso derivano proprio dal fatto che anche l'elettorato sta abbandonando il Movimento. Sono sempre di più le persone che si sentono deluse da Grillo e dai grillini, che si sono mostrati estranei alla politica. Una politica che non sono le parole ma i fatti. Quei fatti che nessuno dei grillini ha realizzato. 

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di Antonio Rispoli
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