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Grillo: sempre più dittatore, sempre più violento


Grillo: sempre più dittatore, sempre più violento
10/05/2013, 18:06

In questi giorni abbiamo assistito ad una escalation pericolosa, nei comportamentio di Beppe Grillo, che i giornali hanno riportato, ma non esaminato. Probabilmente perchè se cominciano a rimproverare a Grillo certe cose, poi dovrebbero fare lo stesso con Berlusconi, e a lui certe cose nessuno le dice.
Innanzitutto abbiamo assistito giovedì ad una "discesa a Roma" del padrone del Movimento per cazziare violentemente i deputati grillini, "rei" di aver votato a maggioranza la scelta di tenersi la diaria. Ma a Grillo non interessa nulla della volontà dei suoi deputati e li ha richiamati all'ordine, ordinando loro di restituire tutta la parte della diaria non documentata. E li ha minacciati di sbatterli fuori da M5S, come ha fatto con il vicepresidente dell'Assemblea Regionale Siciliana (cioè il Consiglio Regionale della Sicilia) Antonio Venturino, anche lui espulso da M5S con la scusa che si era tenuto più dei 2500 euro ordinati da Grillo (in realtà percjhè ha osato l'inosabile: criticare il padrone, facendo presente che il partito si sta muovendo senza una strategia e questo può sconcertare l'elettorato). 
E fin qui, bene o male ci siamo. Certo, c'è sempre da capire a che titolo uno che dopvrebbe essere il "portavoce" di un partito fa una cosa del genere a dei "liberi cittadini prestati alla politica" come si definiscono i grillini. Ma è chiaro che quella del portavoce è solo una stupidaggine per quei pochi fessi che ci cascano: Grillo è il padrone del movimento, è evidente a tutti. Lui ordina, dal suo blog e gli altri devono obbedire senza protestare. E chi non è d'accordo viene cacciato via. Come è capitato a Tavolazzi, a Salsi, a Favia, Pirrini e così via. 
Oggi il seguito. Sul suo sito si è scagliato nuovamente contro gli stranieri presenti in Italia, negando loro il diritto dello ius soli (è italiano chi nasce in Italia) al posto dello ius sanguinis che pratichiamo oggi (è italiano il figlio di genitori italiani). Inoltre ha dichiarato che ci vuole un referendum, per decidere la questione. Dimostrando di non conoscere la Costituzione, che prevede esclusivamente referendum abrogativi (cioè che cancellano in tutto o in parte norme esistenti) e non referendum consultivi (con cui si chiede ai cittadini se vogliano un tipo di legge o l'altro). E' la stessa vicenda di un altro pallino di Grillo: il referendum per uscire dall'euro. Anche qui la richiesta è populistica ma, oltre che dannosa per l'Italia, è irrealizzabile: la Costituzione vieta espressamente referendum sui trattati internazionali. Ed è un saggio limite che a suo tempo fu inserito nella Costituzione: l'italiano medio non sa nulla dei trattati internazionali (oggi, grazie a Internet e soprattutto a Facebook, sa solo cose false su quello che c'è scritto sui trattati, ma nulla dei suoi contenuti reali). Quindi, su che base andrebbe a votare? Senza sapere nulla dell'argomento? Impensabile. 
Ed oggi ha aggiunto anche pesanti minacce ai giornalisti. Riferendosi ad alcuni articoli apparsi nelle scorse settimane e negli scorsi mesi, che dimostravano come il figlio sia segretario del Movimento 5 Stelle, Grillo ha detto: "È bello sapere che fate i sondaggi: state molto attenti a fare dossier su mogli e figli. Ora li faremo anche noi. Non è un consiglio, è una minaccia". Un dettaglio non da poco, come si vede. Non è passato tanto tempo da quando la Security Telecom creò dei dossier su tutti i "nemici" di Silvio Berlusconi: giornalisti, magistrati, ed altri personaggi pubblici invisi all'ex premier vennero pedinati e intercettati illegalmente. Oggi come oggi, sarebbe ancora più facile dei dossier: i giornalisti volenti o nolenti usano i computer; e per un hacker non serve eccessivo sforzo per impossessarsi dei dati di qualcuno. Anche dei miei, certamente, ammesso che io possa essere considerato un "pericolo" per Grillo; e ammesso naturalmente che ci sia qualcuno disposto a farsi due scatole grosse così a frugare nella vita di una persona normale e quasi noiosa. 
Tuttavia è la minaccia che è preoccupante. La minaccia contro i giornalisti perchè fanno il loro lavoro è sempre un vulnus alla democrazia. Non importa che lo faccia Berlusconi, con l'editto bulgaro con cui nel 2001 cacciò dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi; o lo faccia Grillo oggi. Resta comunque un vulnus alla democrazia, anche in un Paese come il nostro, dove i mass media nazionali non sono i cani da guardia della democrazia, ma i cani da salotto del potere. 

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di Antonio Rispoli
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