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Grillo tracolla alle elezioni in Trentino, ma i giornali sorvolano


Grillo tracolla alle elezioni in Trentino, ma i giornali sorvolano
29/10/2013, 19:58

Ieri si è avuto un esempio di come non si fa informazione in Italia. 
In politica la notizia del giorno erano le elezioni in Trentino Alto Adige. Certo, l'analisi non è semplice: gli abitanti sono pochi, il sistema elettorale è abbastanza anomalo (si votano i consigli provinciali di Trento e Bolzano e il consiglio regionale è formato da consiglieri dell'una e dell'altra provincia) e ci sono numerosi partiti locali. Tuttavia è stato interessante notare il tracollo sia del centrodestra, sia del Movimento 5 Stelle. Entrambi si sono fermati sotto il 5%, con punte (verso il basso) del 2%. Certo, non parliamo di una roccaforte del centrodestra o di Grillo, ma il confronto con le elezioni politiche di febbraio mostra impietoso la differenza. In particolare M5S, che 8 mesi fa veleggiava in questa regione al 10%. 
Non è una novità: anche a maggio, alle elezioni amministrative, i grillini ebbero una solenne batosta. Certo, si può usare la stessa scusata usata a maggio: quando ci furono le stesse elezioni locali, 5 anni fa, il Movimento 5 Stelle non c'era e quindi ogni voto ottenuto è un voto guadagnato. Ma questo non toglie che la realtà mostra una impennata a febbraio, alle politiche nazionali, seguita da un crollo notevole. Questo significa due cose: che il Movimento 5 Stelle è stato visto come un movimento di protesta, ma che ha dimostrato di non essere all'altezza delle aspettative; e che come partito non esiste: senza Grillo, non prendono voti. Inoltre è dimostrato che non bastano le urla e i vaffanculo per creare un programma di partito. Cosa che molti non hanno ancora capito.
Tuttavia la cosa più interessante di tutte è che di queste cose sui giornali e in TV se ne è parlato pochissimo. Tutte le informazioni di politica di ieri erano riferite solo alla Leopolda per il Pd, alla decadenza di Berlusconi (oggi c'era un'altra tappa di quello sperpetuo inutile) e al fatto che GRillo è sceso a Roma per fare un megacazziatone ai senatori grillini che hanno osato proporre un emendamento senza prima chiederglielo. Il riferimento è all'emendamento che può eliminare (ma non completamente) il reato di clandestinità. Le elezioni sono state relegate parecchio in fondo. 
E' una delle malattie del nostro Paese. Non contano i fatti per i mass media, contano le chiacchiere. Non conta ciò che avviene, contano le battute di Grillo (o in altri momenti di Berlusconi o di Renzi o di qualcun altro). E sono le paroile che gli italiani hanno ormai imparato a giudicare, non i fatti. Per cui noi possiamo avere ancora scene come quella che sta avvenendo in questi mesi in Parlamento, dove si stanno facendo i salti mortali pur di non far scattare la decadenza di Berlusconi. Con i tre principali partiti che ormai hanno comportamenti assolutamente prevedibili: il Pdl grida ed urla e minaccia; il Pd che non sa che pesci pigliare e quindi cerca di rimandare, rimandare e rimandare; e il Movimento 5 Stelle che grida, strepita, urla ai complotti, ma non muove un dito per sistemare la situazione. 
E sui giornali che notizie si trovano? Le dichiarazioni di Grillo, di Napolitano, di Renzi, di Brunetta e così via. Fatti? Non fanno parte del repertorio. 

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di Antonio Rispoli
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