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Hollande reclama diritto alla privacy, storia vecchia tra i VIP?


Nella foto il presidente francese François Hollande
Nella foto il presidente francese François Hollande
10/01/2014, 15:01

PARIGI  -  Il presidente francese François Hollande nella presunta relazione extraconiugale che lo vedrebbe protagonista con l'attrice Julie Gayet ha reclamato il proprio diritto alla privacy  "deplorando  profondamente" la violazione del "rispetto della sua vita privata" e annunciando di "valutare le risposte, anche giudiziarie", alla pubblicazione della rivista “Closer”,  composta da un  dossier fotografico che lo  “inchioderebbe ”.  La rivista,come anticipato dalla versione online, dovrebbe pubblicare,  addirittura  7 pagine ,  accompagnate  da diverse  fotografie sulla presunta relazione con la Gayet, dal titolo:  "François Hollande e Julie Gayet - L'amore segreto del presidente".  A cavallo tra fine dicembre e inizio gennaio - riferisce “Closer” - Hollande,  che e' legato ufficialmente alla giornalista Valerie Trierweiler, si reca in scooter, munito di regolare casco, nella casa parigina dell'attrice, dove ''ha preso l'abitudine di passare la notte''.  ''Foto sorprendenti - prosegue il settimanale - che pongono anche la questione legata alla sicurezza del presidente''. E ancora: ''Il capo dello Stato e' accompagnato da una sola guardia del corpo che custodisce il segreto di questi incontri con l'attrice e porta anche dei  croissants'' .  Ma la vicenda a quanto pare  non è proprio nuova.  Già nel marzo scorso l'attrice presentò una querela in seguito alle voci di una relazione con il presidente diffuse dai social network. Julie Gayet che ha una sua società di produzione editoriale, nel 2012,  partecipò personalmente a un videoclip per la campagna elettorale di Hollande.  Nel filmato definisce l'allora candidato presidente come una persona "umile",  "formidabile" e "davvero all'ascolto" della gente. E così, con il presidente francese  François Hollande, ritorna d’attualità il problema del diritto alla  privacy,  particolarmente avvertito dai personaggi famosi che, proprio a causa della loro notorietà che comporta la drastica perdita dell’anonimato nei contesti pubblici, attribuiscono alla loro vita privata un’importanza ancora maggiore considerando di inestimabile valore i rari momenti di intimità. Ma prima di entrare nel vivo della questione, è bene chiarire che anche i personaggi pubblici hanno il sacrosanto diritto ad una sfera intima: in nessun luogo del diritto trova fondamento l’affermazione che per le persone note la sfera del pubblico e del privato sono irrimediabilmente confuse e che questo è il prezzo da pagare per la notorietà. Ciò detto, è necessario chiarire che il diritto al rispetto della vita privata “litiga” storicamente con un’altra libertà costituzionale: quella di manifestazione del pensiero cui appartiene anche il diritto di cronaca, inteso come libertà di informare e di essere informati. Il problema è nel fatto che la divulgazione di fatti privati di persone note da parte dei mass media (stampa, televisione, Internet) viene fatta rientrare, appunto, nell’esercizio del diritto di cronaca. La giurisprudenza, quella  italiana,  ha tentato di risolvere il conflitto tra privacy e cronaca elaborando dei criteri in presenza dei quali la cronaca merita di prevalere sulla sfera privata. Tra questi : l’utilità sociale della notizia, cioè il prevalente e socialmente apprezzabile interesse pubblico alla sua conoscenza ;  la verità dei fatti narrati. Questa può essere oggettiva o anche soltanto putativa, purché in questo caso frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca e controllo dell’attendibilità delle fonti;  la continenza, cioè la correttezza della forma espositiva dei fatti, nonché della loro valutazione; la pertinenza, cioè l’uso delle notizie strettamente necessarie a realizzare lo scopo di informare la collettività. In difetto anche di una sola di queste condizioni il diritto al rispetto della vita privata deve prevalere su quello di cronaca. La recente legge  a tutela della privacy  ha provveduto a giuridicizzare il principio di pertinenza e non eccedenza delle notizie utilizzate nell’ottica della essenzialità dell’informazione. La stessa legge ha introdotto anche per i giornalisti l’obbligo di fornire al soggetto interessato una serie di informazioni analiticamente specificate in articoli ben definiti. In conclusione: il diritto di cronaca prevale su quello alla vita privata solo se ricorrono contemporaneamente le quattro condizioni sopradette. In ogni caso il giornalista deve rispettare il codice deontologico e fornire sempre l’informativa all’interessato prima di raccogliere e utilizzare notizie che lo riguardano.

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di Rosario Scavetta
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