Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

I "crocieristi" della Sea Watch: un insulto verso l'umanità


I 'crocieristi' della Sea Watch: un insulto verso l'umanità
24/06/2019, 15:55

Sempre più spesso si leggono sui social network commenti che definiscono "crocieristi" o con termini del genere i migranti che vengono salvati dall'annegamento. Oppure, imitando Di Maio, chiamano le navi delle Ong "taxi del mare". Inoltre mi è capitato di leggere di persone che sostengono che i migranti sono in realtà persone benestanti, che vengono in Italia con i barconi dei migranti perchè vogliono venire qui solo per delinquere. In fondo, sostengono costoro, perchè i migranti non si fanno dare un visto e non vengono con l'aereo? 

Voglio sperare che non ci sia bisogno di sprecare troppe parole per spiegare che in un Paese in guerra non è detto che l'Italia abbia una ambasciata o che essa sia raggiungibile da chiunque. E in un Paese dove sono in vigore delle persecuzioni, il perseguitato non può andare in un ufficio pubblico come una ambasciata, a chiedere un visto, nè può andare ad un ufficio passaporti; per non parlare dell'impossibilità di recarsi all'aeroporto. Cioè la burocrazia standard, che per noi è al massimo una scocciatura, diventa un ostacolo insormontabile per chi vive in un Paese in guerra oppure per chi è perseguitato. Con queste premesse è facile cpaire perchè ci si affidi a degli scafisti, con tutti i rischi che questo comporta. Perchè è chiaro che i migranti non sono idioti. Sanno che cosa significhi affidarsi a dei delinquenti e sanno che rischiano la vita. 

E già questo basterebbe. C'è una vignetta, di molti anni fa, ma che mi è rimasta impressa. E' stata disegnata da Staino e mostra Ilaria, la figlia di Bobo, che parla con un bambino africano e gli dice: "Ma perchè volete venire a tutti i costi in Italia, se sapete che forse morite?". E il bambino risponde: "Per quel 'forse'". E in quella vignetta è sintetizzata tutta la situazione. Cioè coloro che affrontano il viaggio sono costretti ad attraversare spesso il deserto del Sahara, soffrono la fame  la sete, spesso vengono catturati in Libia e finiscono nei campi di concentramento; e infine attraversano il Mediterraneo su gusci di noce superaffollati, che quasi sempre affondano. Credete veramente che affronterebbero tanti rischi se non fosseor costretti? Ognuno di noi provi a farsi questa domanda: saremmo disposti ad affrontare tali rischi? Saremnmo disposti a lasciare la nostra vita di tutti i giorni per sfidare la sorte e rischiare la vita? Solo un masochista potrebbe farlo. 

Per questo è impossibile fermare i flussi migratori. Perchè sono formati da persone che non hanno nulla da perdere perchè hanno già perso tutto. Quindi non li puoi fermare in nessuna maniera: nè arrestandoli nè uccidendoli. E i fatti lo dimostrano. I dati ufficiali dicono che ci sono stati 2000 e rotti morti nel 2018, nel tentativo fallito di attraversare il Mediterraneo. Ma quelli sono solo i dati ufficiali. Cioè i dati delle persone che sono morte e che erano a bordo delle navi che sono state salvate. Ma non c'è nessun dato delle navi che sono affondate senza che nessuno si salvasse. Noi non sappiamo quante persone erano a bordo di qualche imbarcazione che è affondata senza che nessuno l'abbia salvata. E poichè nè la guardia costiera libica nè quella italiana si preoccupano di pattugliare quella zona di male; e poichè l'attività delle Ong è fortemente ostacolata dalla politica e dalla magistratura italiana, non sappiamo se sono centinaia o migliaia le navi affondate ogni anno senza lasciare traccia di sè. Nè sappiamo su ognuna quante persone c'erano a bordo. Potremmo avere 200 mila morti all'anno, nelle acque del Mediterraneo e gli unici a saperlo sono i pesci che si nutrono dei cadaveri. Eppure neanche questo ferma i migranti. 

Perchè questa è la realtà delle cose. Ve lo spiego con un esempio storico, che nelle scuole italiane viene studiato molto superficialmente. Mi riferisco alla presa della Bastiglia, uno degli episodi cardine della rivoluzione francese. Solitamente si dice che venne attaccata dalla popolazione in rivolta per liberare alcuni prigionieri. Ma esaminiamo i fatti con attenzione. La Bastigia non era solo un carcere, era anche una fortezza. Dentro c'era una guarnigione di soldati addestrati, che avevano anche i cannoni, oltre ai fucili. Dall'altra parte c'erano civili male armati, gente che fino a 6 mesi prima faceva il contadino o il calzolaio oppure vendeva tessuti. E che senza alcuna preparazione, con un fucile con cui aveva sparato qualche decina di colpi in vita sua, si prepara ad attaccare una fortezza. Non c'è alcuna proporzione; e non c'era alcuna speranza per i rivoltosi. 

La loro forza fu quella della disperazione. Se uno di noi si trovasse in mezzo alla strada e un proiettile di cannone esplodesse a 50 metri da noi, con le schegge che ti colpiscono e ti feriscono, cosa farebbe? Il 99% di noi farebbe dietrofront e scapparebbe a gambe levate. Se i rivoltosi non lo fecero è perchè stavano letteralmente morendo di fame. E sapevano che quello era l'unico modo per salvare se stesso e i loro figli. C'è un famoso cartone animato, ambientato in quel periodo, intitolato "Lady Oscar". Ad un certo punto c'è una famiglia di contadini che deve scegliere: far morire il proprio figlio di polmonite oppure vendere la loro ultima vacca da latte e rischiare di morire tutti di fame da lì a poche settimane. Ok, è un cartone animato e vale quel che vale. Ma siamo sicuri che scelte di questo genere non si siano verificate? Perchè sono proprio situazioni di questo genere che rendono un uomo disperato e disposto a rischiare la propria vita per salvare i propri figli. 

E lo stesso succede con i migranti. Sempre a proposito dei commenti sui social network, molti scrivono che sono solo gli uomini a venire e che nessuno lascerebbe in pericolo moglie e figli, ma li porterebbe con sè. Ma sapendo che è un viaggio pericoloso e probabilmente mortale, chi rischierebbe la vita dei propri cari? Voglio raccontare una cosa. Quando cominciarono le persecuzioni in Germania contro gli ebrei, ci fu una prima ondata di persone che tentarono di lasciare il Paese con tutta la famiglia, per lo più diretti in Francia o in Polonia. Perchè? Perchè il rischio era in Germania. Quindi potevano viaggiare tutti insieme verso gli altri Paesi (che spesso non li facevano entrare, ma è un'altra questione). Quando nel 1942 o nel 1943 gli ebrei francesi oppure olandesi cercavano di scappare, la maggior parte delle persone erano solo maschi adulti. Perchè? Perchè in quel periodo, anche se c'era un rischio a causa delle SS e della Gestapo, c'era anche la possibilità di nascondersi per una famiglia di ebrei. Mentre provare a scappare significava attraversare strade e campagne pattugliate da soldati, imbarcarsi su navi che potevano essere perquisite, ecc. Insomma, in quel momento era più pericoloso andarsene che restare. Per questo gli uomini cercavano di preparare il terreno alle loro famiglie, trovare la strada migliore per scappare. 

Infine, non si può non parlare del "piano Kalergi". A sentire i sostenitori (in Italia abbiamo persone come Matteo Salvini, Diego Fusaro e il giornalista Magdi Allam), il piano consiste nella sostituzione dei popoli europei con un "meticciato", dovuto alla mescolanza con asiatici e africani, in modo da creare una popolazione senza radici e senza storia. Una popolazione di questo genere sarebbe più manipolabile dalle "elite" per renderli consumatori inconsapevoli e compulsivi da una parte e lavoratori a basso stipendio dall'altra. E questo piano sarebbe stato inventato da un certo Richard Nikolaus di Coudemhove-Kalergi, che voleva appunto la sostituzione etnica. E sulla sua vita sono state inventate numerose cose, come per esempio il fatto che la sostituzione etnica l'aveva fatta il padre, eliminando personale tedesco per prendere personale africano. E i sostenitori di questa teoria sostengono che i migranti sono portati in Italia proprio per effettuare una sostituzione etnica. 

Ora, basterebbe avere mezzo neurone funzionante per sapere che per sostituire metà della popolazione italiana (cioè 30 milioni di persone), al ritmo di 200 mila nuovi arrivi all'anno (cifra mai raggiunta da quando è cominciata la migrazione dall'Africa verso l'Europa), serviranno 150 anni. Da qui a 150 anni chissà cosa succederà? Magari la Terza Guerra Mondiale che sterminerà tutti gli abitanti del pianeta. Al di là d tutto, Kalergi non ha mai ipotizzato una sostituzione etnica. Anzi, contrariamnete al pensiero allora molto in voga in Germania della dottrina "Volkisch", che stabiliva una superiorità della razza ariana (pensiero diffuso non solo tra i nazisti, ma in molti partiti di destra e anche di centro), lui considerava le popolazioni uguali e anzi vagheggiava una società europea formata da una Confederazione di Stati, che agisse in pace. Insomma, qualcosa di non molto diverso dall'Unione Europea che c'è oggi. Ma i suoi scritti vennero malipolati da Gerd Honsik, che li usò per appoggiare le sue idee neonaziste e negazioniste. 

Come si vede tutte le cosiddette argomentazioni dei leghisti e in generale dei razzisti d'Italia non sono definibili come argomentazioni. Sono semplici cretinate, smentibili con pochi minuti di ricerca seria e un minimo di senso critico. Eppure hanno successo nel nostro Paese. Perchè? Semplice, perchè noi italiani siamo razzisti. Possiamo continuare a raccontarci che siamo "italiani brava gente", che siamo antifascisti, e così via. Ma in realtà noi siamo ancora quelli che inneggiavano Mussolini mentre dal balcone di Palazzo Venezia gridava: "Spezzeremo le reni alla Grecia". E oggi inneggiamo a Salvini che grida: "Ammazziamo i negri". Non c'è differenza.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©