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I grillini continuamente presi per i fondelli da Grillo


I grillini continuamente presi per i fondelli da Grillo
27/02/2013, 15:43

Alle volte mi sembra di essere davanti ad una candid camera. Perchè è un vero spettacolo in corso: c'è una persona che prende per i fondelli tutti quelli che lo seguono. E io, che li guardo, mi metto a ridere, nel vedere come vengono ingannati, senza cghe peraltro nessuno protesti. ANzi, più sono presi per i fondelli, più sono felici. 
Il riferimento è al rapporto tra Beppe Grillo e i tanti che lo seguono. Vediamo perchè. 
Uno dei cardini del "Movimento  5 Stelle" è il "Non Statuto" e il loro motto che "uno vale uno". E per dimostrare questo si tengono votazioni e commenti on line, discussioni, ecc. In teoria una bellissima cosa. Peccato che in realtà nessuna discussione ha mai cambiato alcun punto del programma politico o dell'azione di Grillo. In realtà quello serve solo per adescare la gente, che è convinta di partecipare attivamente alla politica, ma è solo una facciata. La realtà è che ciascun grillino vale zero e l'unico che conta è proprio Grillo. Il quale, essendo proprietario del simbolo, può cacciare chiunque dal proprio movimento, semplicemente stabilendo che Tizio non può usare quel logo. Chiuso. Niente processi pubblici, niente organo di garanzia, niente appello, come di solito succede negli altri partiti. Due parole in un blog ed è più che sufficiente. Dove va a finire "uno vale uno"? Sarebbe più adatto Orwell: nella fattoria degli animali tutti sono uguali, ma c'è sempre chi è più uguale degli altri. 
Il secondo esempio che si può fare riguarda il ruolo di Beppe Grillo nel Movimento. Ufficialmente è "il portavoce". Ma il portavoce di chi? Che portavoce è unoc he non parla mai con nessuno? Perchè, a meno che non si voglia considerare "parlare" i suoi spettacoli, qualcuno mi deve dire quali sono le istanze di cui Grillo discute con la sua base. Lui è completamente assente da qualsiasi dibattito, a parlare sono solo il suo staff, gli influencers della Casaleggio e basta. Lui si limita a postare i suoi "comunicati poilitici" o qualche altra cosa di propaganda, e la sua partecipazione al blog è finita. Quindi che portavoce è? Ma per gli ingenui che ci credono, basta vedere quello che sta succedendo adesso che il Movimento 5 Stelle è entrato in Parlamento. Con chi ha parlato Grillo, prima di dire che andrà lui a parlare con Napolitano, quando si dovrà decidere il prossimo Presidente del Consiglio? Chi l'ha delegato a dire che il Movimento 5 Stelle non darà la fiducia ad un eventuale governo Bersani? Il portavoce deve "portare" la voce di qualcuno. Ma in questo caso di chi porta la voce? Naturalmente le domande sono retoriche. Grillo dimostra anche così di essere padrone e proprietario del Movimento 5 Stelle. 
Ancora un esempio lo si ha nei documenti che il Movimento 5 Stelle ha presentato al momento in cui sono stati depositati logo, nome e liste dei candidati. Per legge si deve nominare un candidato premier. E chi era il candidato premier del Movimento 5 Stelle? Beppe Grillo. Ed è risibile la risposta che i grillini danno: ma tanto noi sappiamo che non vinceremo. Comunque hanno scelto il loro padrone, non una qualsiasi delle altre persone del Movimento. E quindi anche qua è evidente l'inganno: è lui che prende le decisioni, è lui che stabilisce la linea. I grillini non decidono nulla. Non hanno deciso chi fosse il candidato premier. 
Qualcuno obietterà: ma il Movimento 5 Stelle ha scelto i candidati con le "Parlamentarie". E sarebbe una obiezione valida, se le elezioni on line si fossero svolte in maniera lineare. Cosa che non è stata: le elezioni sono state organizzate in fretta e furia, ci hanno partecipato quattro gatti (meno di 30 mila persone) e comunque non c'è modo di verificare. Infatti, prudentemente, hanno fatto in modo che non ci fosse alcuna ricevuta, neanche on line. Quindi, se qualcuno avesse alterato il risultato, nessuno avrebbe potuto contestarlo. In realtà, andando a guardare i curriculum dei capilista, si vede che quasi sempre sono amici/amiche di qualche consigliere comunale o regionale o di qualcuno dello staff del comico genovese; oppure fidabnzati/e, mariti/mogli, ecc. Per carità, nulla di illegale, lo fanno in tanti. Ma siamo sicuri che sia frutto solo del caso? 
E sul "lo fanno in tanti", arriva l'ultimo punto. Che è l'applicazione pratica delle teorie grilline. Certo, non sono molti i posti da poter esaminare: solo i comuni di Parma e di Mira, in provincia di Venezia. Nel primo caso abbiamo una amministrazione che è subentrata in una situazione difficile, dato che la precedente amministrazione del Pdl ha lasciato un buco in bilancio di circa 600-650 milioni di euro. Ma dopo quasi un anno, il debito è salito a 800 milioni, l'amministrazione ha aumentato tutte le tasse possibili e immaginabili (senza pensare minimamente a tagliare le spese eliminando i dirigenti pubblici delle società amministrate), ma senza fare null'altro. Anzi, più di una volta le sedute del Consiglio Comunale sono state rinviate per mancanza di punti all'ordine del giorno, proprio perchè la giunta non presentava nulla. 
A Mira, peggio ancora. Diversi articoli di giornali locali hanno riportato come, dovendo fare una serie di nomine pubbliche, il Movimento 5 Stelle abbia nominato parenti dei consiglieri comunali o di componenti della Giunta.
Sia ben chiaro, siamo ancora al "nulla di illegale". Ma questo è esattamente lo stesso comportamento che hanno più o meno tutti i partiti: non la scelta di persone tecnicamente preparate, ma amici e parenti. Inoltre questo viola uno dei punti del programma del Movimento 5 Stelle, che prevede di guadagnare soldi eliminando le società partecipate e pubbliche, o quanto meno riducendone la dirigenza. A Mira nulla di tutto questo è stato fatto; a Parma neanche. 
Insomma, una gigantesca presa per il culo. Come si vede, chi parla di novità e di antipolitica, a proposito del Movimento 5 Stelle, o non ha capito nulla oppure sta semplicemente mistificando. L'unica novità apparente (ma anche questo è un inganno) è la partecipazione attraverso Internet. Una cosa che potrebbe essere istituzionalizzata e generalizzata, per avvicinare i cittadini alla politica attiva nuovamente. Perchè è questo il desiderio di molti. Basta avere gente che pontifica dalla'alto delle proprie ricchezze. L'operaio o l'impiegato o la casalinga - spesso a torto, bisogna dirlo - si sentono all'altezza di poter discutere da pari a pari con chi nei partiti decide i programmi, per indicare cosa ci sia di sbagliato. E non trova giusto che a farlo siano sempre gli stessi, anche quando sbagliano. Ecco, il Movimento 5 Stelle dà esattamente questa illusione: quella di poter essere protagonista. Ma è una illusione, e tale resta. E prima o poi, come insegna Leopardi, l'illusione si trasforma ineluttabilmente in delusione. 

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di Antonio Rispoli
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