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I grillini "duri e puri" si rivelano uguali agli altri


I grillini 'duri e puri' si rivelano uguali agli altri
05/11/2013, 19:47

Erano venuti a Roma con gli urli di Grillo: "Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno". Avevano promesso che avrebbero svelato tutti quello che avveniva nelle "segrete stanze" del Parlamento. Avevano promesso che avrebbero fatto sfracelli. Ed adesso? Sono bastati pochi mesi per dimostrare che i grillini sono uguali a tutti gli altri partiti. Senza nessuna differenza. 
Oddio, bastava osservare come sono stati scelti, con quella buffonata che sono state le "Parlamentarie". Che una persone potesse diventare capolista in Parlamento con 20 o 30 preferenze non certificate e raccolte clandestinamente mediante il blog di Grillo, era già ridicolo. Che potesse essere una coincidenza che i candidati erano la ragazza o la sorella del consigliere regionale Tal dei Tali, oppure che per caso i più votati fossero madre e figlio, ci potevano credere solo i più stupidi. Quindi era evidente che non era stata nessuna scelta democratica dal basso, ma una scelta dall'alto, secondo un criterio di conoscenza o di fedeltà. Ma quello poteva passare: tutto sommato, se erano persone in gamba, ci poteva anche stare.
Poi si sono visti chi erano gli appartenenti al Movimento 5 Stelle. Una parte sono persone che credono alle favole: dal chip sottocutaneo, all'esistenza delle sirene (come si è visto in questi giorni, con le dichiarazioni di Tatiana Basilio). Un'altra parte sono persone assolutamente incompetenti in termini politici, a cominciare dai primi due portavoce, Vito Crimi e Roberta Lombardi. Il resto sono persone anche di buona volontà, ma sono ben lontani da essere dei rivoluzionari. Non sono capaci di andare oltre una mozione o un ordine del giorno (che poi spacciano per leggi, quando gliele bocciano). Insomma, lo stesso genere di persone che posso trovare in qualunque partito. 
Negli ultimi tempi poi si sono cominciate a vedere notizie che dimostrano come i grillini siano "allegri" quanto gli esponenti degli altri partiti anche nel gestire danaro pubblico. E così per esempio abbiamo che il capogruppo del Movimento 5 Stelle della Regione Emilia Romagna è indagato (insieme a tutti i capigruppo di tutti gli altri partiti) per peculato, per aver usato i soldi che la Regione mette a disposizione per le attività politiche dei gruppi in una diversa maniera. In particolare, 18 mila euro sono stati spesi per il vitto. 18 mila euro spesi da soli due consiglieri in 19 mesi. Un po' tanto, considerando che parliamo di attività politiche e che non c'è una seduta del Consiglio Regionale al giorno. Per carità, si tratta solo di indagini, probabilmente i grillini avranno scontrini in grado di giustificare ogni spesa. Ma per un partito che ha sempre detto di non voler avere soldi pubblici, non sono noccioline. 
Stessa cosa per Roberto Fico, parlamentare grillino e presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Mi è capitato di leggere nei giorni scorsi che ha chiesto ed ottenuto il rimborso di 1152 euro per vitto nel solo mese di maggio. Se consideriamo che i prezzi alla bouvette di Montecitorio i prezzi sono il 30-50% di quelli dei normali snack-bar o ristoranti; se consideriamo che l'attività delle Commissioni non era ancora iniziata (la prima seduta della Commissione di vigilanza Rai è stata a giugno); se consideriamo che ci sono state solo 15 sedute alla Camera dei Deputati (di cui 5 aventi all'ordine del giorno solo interpellanze ed interrogazioni, occasione in cui ci sono solo i deputati direttamente interessati, quindi è facile che fosse assente); 1152 euro cominciano ad essere un po' troppi. Un operaio spende più o meno la stessa cifra, in un mese; ma oltre a mangiare va al lavoro, paga le bollette e spesso si deve prendere cura anche di moglie e figli. Anche qui, voglio specificare, visto che i grillini sono permalosi. Non intendo mica dire che Fico ha fatto qualcosa di illegale. Voglio solo dire che ha fatto esattamente quello che fanno tutti gli altri parlamentari degli altri partiti. 
In fondo, il Movimento 5 Stelle si è presentato alle elezioni con questo marchio di fabbrica: "Noi siamo diversi dagli altri, siamo unici". E invece hanno dimostrato di non avere niente di diverso dagli altri, nè di unicità. Anzi, la loro trasparenza è a mio parere inferiore a quella di altri partiti come l'Italia dei Valori. Per il resto, io non trovo differenze degne di nota tra il comportamento medio dei grillini e di quelli del Pdl. Da un certo punto di vista, anche quelli del Pd sono meglio: hanno qualche problema in più del Movimento 5 Stelle con la legge, dato che ogni tanto si scopre che qualcuno del Pd è indagato; ma le loro qualità politiche sono superiori e c'è più "amalgama" di squadra, rispetto al Movimento 5 Stelle, dove ognuno va per i fatti suoi finchè Grillo non li richiama all'ordine. Anche se comunque nessuno dei tre partiti principali che stanno in Parlamento si sta comportando in maniera accettabile, dal mio punto di vista. Almeno non al punto da meritare un voto alle prossime elezioni, politiche o europee che siano. 
Ma allora, a che serve votarli? Solo perchè hanno fatto promesse allettanti? Anche l'ultima novità, la bozza di legge sugli aiuti al reddito, è una presa per i fondelli. Innanzitutto perchè rispetto alle promesse delle elezioni, siamo già scesi da 1000 euro al mese a 600. Secondo perchè sono 600 euro che devono essere intesi come integrazione al reddito: se uno ha altri redditi, non ha 600 euro ma la differenza tra 600 euro e quello che prende (per esempio, se io prendo 400 euro al mese per un lavoro part time, secondo la legge presentata dai grillini ne ho dallo Stato altri 200). Ma soprattutto perchè è una legge senza copertura. Cioè si prevedono di spendere 20 miliardi l'anno senza indicare da dove verranno presi questi soldi. Ed anche se alla fine se ne spenderanno di meno, non basta cancellare il programma di acquisto degli F-35 o la costruzione della Tav, per ottenere tanti soldi. C'è bisogna di incidere nelle spese correnti dello Stato. E se consideriamo che Grillo ha più volte detto che le pensioni e la cassa integrazione sono spese inutili di cui lo Stato può fare a meno...

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di Antonio Rispoli
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