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"I mass media mentono". Ma chi ha il diritto morale per dirlo?


'I mass media mentono'. Ma chi ha il diritto morale per dirlo?
10/06/2013, 14:47

In settimana mi è capitato di leggere un paio di editoriali di Marco Travaglio, usciti sul Fatto Quotidiano, in cui attacca due editorialisti del Corriere (Piero Ostellino ed Odifreddi) per i loro editoriali sui processi che vedono imputato Berlusconi e relativi attacchi alla magistratura in essi contenuti. Travaglio accusa i colleghi di esprimere opinioni senza badare ai fatti o travisandoli. Peccato che questa accusa la si può rivolgere anche verso Travaglio, quando parla a favore di Israele, ignorando i massacri di civili che il governo di Tel Aviv compie sistematicamente, o a favore di Grillo, travisando i fatti per adeguare le proprie parole alla propaganda grillina. E non solo loro, perchè accuse simili si possono fare a tutti i giornali e le Tv e quindi a tutte o quasi tutte le firme. 
Ora, tralasciando le eventuali accuse di essere venduti a questo o quel padrone (non perchè non sia vero in tantissimi casi,  ma perchè non voglio beccarmi qualche denuncia), resta il punto: la menzogna tra i giornali e tra le Tv è veramente così diffusa? Teniamo presente che non parlo dell'errore, che può capitare a tutti e che è assolutamente scusabile; parlo di alterare volutamente i fatti, oppure tacere su particolari importanti o, al contrario, inventarsi dettagli che non esistono per dare un taglio diverso dal reale ai fatti. Poichè in molti casi le menzogne sono raccontate solo dal giornale X e non dal giornale Y, a seconda dei differenti interessi della proprietà, facciamo qualche esempio che riguarda tutti i giornali e tutte le Tv, salvo qualche piccola eccezione, sotto forma di qualche trafiletto uscito di straforo. 
Già in passato diverse volte mi sono occupato della vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtoni, (per esempio qui, qui e qui), su cui mai nessun giornale o Tv ha smentito le tante balle sulla presunta lapidazione, l'adulterio e tutto il resto. E quindi non ci ritorno. Ma è un esempio di come tutti i giornali sono andati compatti su una versione palesemente falsa, hanno pubblicato notizie non controllate e non verificate e in contrasto con le leggi itaniane. E non che ci volesse molto a verificarle, se ha potuto farlòo una persona con un PC e una collaborazione per il farsi, la lingua che si parla in Iran. 
Gli altri due esempi li possiamo prendere dall'attualità estera. Per esempio la Siria. Anche qui spesso nei miei articoli (per esempio qui, ma ce ne sono tanti) ho spiegato come non esista una "opposizione ribelle", come la definiscono i giornali o la Tv. Esiste un esercito mercenario, dove i siriani si contano sulle dita di una mano; questo esercito è finanziato da Qatar e Arabia Saudita, armato da Usa ed Israele, addestrato in Turchia da una società di contractors Usa, la tristemente celebre Blackwaters, che in Iraq si è contraddistinta per l'elevatissimo numero di persone torturate, uccise o stuprate. Esiste un gruppo che si autodefinisce "coordinamento dell'opposizione ad Assad" e che è formato da persone nate in Siria, ma che hanno vissuto negli Usa; oppure da membri estremisti religiosi, dato che nell'esercito mercenatio ci sono anche le truppe di Al Qaeda. Il tutto organizzato sempre dagli Usa, finanziato dal Qatar e benedetto dalla Turchia (e poi ci si chiede il perchè di questa rivolta in Turchia? Altro che gli alberi di Gazi Park). Qualcuno di voi ha visto queste notizie su qualche giornale o in qualche Tv? Io no. 
Il tutto con contorno adeguato di menzogne. Per esempio, l'uso di armi chimiche. Sganciare una bomba chimica, piena di sarin (gas nervino letale), significa fare una strage. Le persone colpite, dato che non hanno alcuna protezione, morirebbero in poco tempo, assorbendo il gas attraverso il respiro, ma anche attraverso la pelle. QUalcuno ha visto per caso tappeti di persone morte senza ferite apparenti sul corpo? Se cvi fossero state, garantito che le immagini sarebbero comparse su tutte le Tv. Oppure facciamo un altro esempio: chi non ricorda, a Natale 2012, la vicenda della "strage del pane", come venne chiamata? Una bomba uccise parecchie persone in fila davanti ad un forno per acquistare un po' di pane e la colpa venne data ad una bomba di aereo sganciata da un aereo dell'aviazione siriana. Come spiegai in questo editoriale, è impossibile che si sia trattato di una bomba sganciata da un aereo. Ma c'è stato qualche giornale o qualche Tv che l'ha detto? No. E si può continuare a lungo. 
Facciamo poi un altro esempio, che è proprio di oggi. Lo scorso aprile in Venezuela si sono svolte le elezioni per la nomina del Presidente, dopo la morte di Chavez. Vinse Nicolas Maduro, vice di Chavez; ma il suo oppositore, Henrique Capriles, lo accusò di brogli e pretese il riconteggio di tutti i voti, sollevando una ondata di violenze contro le istituzioni, per le strade ma anche in Parlamento. E' stato deciso il riconteggio delle schede in un grosso numero di seggi, col risultato che anche il conteggio manuale ha confermato il risultato del voto elettronico. Qualcuno ne ha parlato? No. Una notizia del genere dovrebbe occupare un posto in prima pagina, come occupavano tale spazio le notizie sulla "repressione" effettuata dalla Polizia contro i facinorosi di Capriles, rappresentati come "la popolazione del Venezuela". E invece magari può essere uscito un trafiletto da qualche parte (e sinceramente ne dubito), ma per il resto silenzio totale. Così i lettori o gli ascoltatori possono essere ingannati dicendo che Maduro è stato eletto con i brogli elettorali. 
Quindi, come si vede, non è un problema di tizio e caio, ma della globalità dell'informazione italiana. Sono disposti tutti a mentire, per un motivo o per un altro. E se la cosa è giustificabile nel giornalista neoassunto che non vuole chiudere la carrierea prima di iniziarla, non lo è quando ci troviamo di fronte alle grandi firme. Le quali in genere hanno grossi patrimoni da parte e guadagni assicurati dai libri pubblicati. Quindi perchè mentono? Perchè ingannano i loro lettori o i loro ascoltatori? Paura di non essere più invitati alle cene di gala? 

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di Antonio Rispoli
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