Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

"I poliziotti si uniscano ai manifestanti": Grillo irresponsabile


'I poliziotti si uniscano ai manifestanti': Grillo irresponsabile
10/12/2013, 19:12

Molti di voi avranno visto le immagini, diffuse ieri con una interpretazione molto particolare, dei poliziotti che, nel mezzo di una manifestazione si tolgono il casco. In realtà, si tratta di una cosa normale: quei caschi sono abbastanza fastidiosi da portare in testa, per cui, se non c'è un pericolo immediato, succede che il comandante di un reparto possa dare l'ordine di togliere i caschi. Che comunque vengono tenuti in mano, oppure legati alla cinta, in modo da poterli indossare in pochi secondi se ce ne fosse bisogno. 
L'interpretazione che invece è stata diffusa è quella di poliziotti che manifestavano in questa maniera la loro adesione alle idee politiche del Movimento dei Forconi che sta portando avanti proteste e blocchi stradali in tutta Italia. A questo si aggiungono le dichiarazioni di Beppe Grillo che, in una lettera aperta diffusa sul suo blog, ha  invitato le forze dell'ordine a smettere di fare il loro dovere ed unirsi ai manifestanti. 
Ora, ci sono due cose da dire, per dimostrare l'irresponsabilità delle frasi usate da Grillo. La prima è che Polizia, Carabinieri, Finanzieri, ecc, sono strutture gerarchiche, dove la disubbidienza è punita a livello disciplinare. Cosa che può essere anche fatta, ma di certo non per obbedire agli ordini di un politico che punta solo a scatenare confusione. 
Ma c'è un'altra cosa che Grillo non capisce (o fa finta di non capire): la pericolosità di quanto ha detto. Perchè il giorno in cui veramente i poliziotti si uniranno ai manifestanti, quello sarà la vigilia di un giorno dove il sangue scorrerà a fiumi nelle strade. 
Non deve stupire questo fatto: è storia. Vedete, chi ama la storia converrà con me che la situazione in Europa è una situazione non dissimile - se si valutano solo le linee generali - da quella esistente in Francia più o meno nel 1780. Cioè abbiamo una popolazione divisa sostanzialmente in due: una massa di poveri e poverissimi (i lavoratori dipendenti e i piccoli artigiani e commercianti) e una ristretta cerchia di ricchi e ricchissimi. La cosiddetta classe media è sempre più esigua e tende a scendere nella fascia di povertà. In questa situazione aumenta la rabbia della gente, una rabbia che spesso si esprime in proteste. Nella Francia di 2 secoli fa, la risposta sarebbe stata immediata: sarebbero state schierate le truppe armate di fucili e avrebbero sparato sulla massa fino a disperderla, incuranti del numero di morti e feriti che avrebbero creato. Oggi per fortuna questo non accade, ma ciò non evita che spesso nelle manifestazioni si creino incidenti, con la Polizia che carica con estrema violenza innocui e pacifici manifestanti. Un caso che in Italia è capitato molto spesso, anche se poi alla fine nei comunicati stampa si cerca sempre di dare la colpa ai manifestanti. 
Quando si parla della Rivoluzione Francese, si parla sempre della "presa della Bastiglia", antico carcere con un alto valore simbolico. Ma in realtà la Rivoluzione era iniziata qualche settimana prima, quando erano successi due episodi molto significativi. Il primo era stato quando alcuni soldati si erano rifiutati di sparare sulla folla che manifestava. Un rifiuto che non deve stupire: erano persone prese dal popolo, cioè persone che potevano avere una madre, una sorella, un fratello tra i manifestanti. Ci vuole uno stomaco di ferro per sparare su amici e congiunti, anche quando sei sotto la armi. E in quel caso un gruppo si era rifiutato (venne fucilato alcuni giorni dopo per insubordinazione). Il secondo episodio fu una conseguenza del primo: i commilitoni dei soldati uccisi si ribellarono e disertarono. Non erano molti (le fonti dell'epoca parlano di un numero variante tra i 30 e i 50), ma si unirono ai rivoltosi e dettero una mano a guidare le azioni violente (dalla presa della Bastiglia fino alla cattura della famiglia reale). 
Questo episodio storico è significativo, perchè una vera "diserzione" dei poliziotti, che si mettessero dalla parte dei manifestanti, potrebbe provocare esattamente quel genere di ribellione violenta che portò alla Rivoluzione Francese. Inoltre è molto più difficile oggi organizzare una cosa del genere: nell'addestramento non si cura più solo la parte fisica, ma anche quella psicologica. Senza addentrarci nei particolari (il discorso è abbastanza tecnico), il risultato è che si crea un senso di comunanza tra poliziotti (come tra Carabinieri, finanzieri o soldati) estremamente forte, al punto che i poliziotti preferiscono violare la legge, piuttosto che raccontare ad un Pm un eventuale reato fatto da collega. 
Premesso tutto questo, siamo pronti a vedere la gente assaltare, armi alla mano, i Ministeri, le banche o le industrie? Perchè credere che la gente se la prenderebbe solo con i politici è pura illusione. Ormai chi è artrabbiato mette tutti sullo stesso piano: politici, banche, industriali... chiunque sia ricco, non importa come, diventerebbe un bersaglio. E' questo che si vuole?
Sia ben chiaro, si tratta di persone che in linea di massima stanno sulle scatole anche a me. Raramente sono persone che hanno un'etica accettabile, mentre più di qualcuno è solito violare la legge. Ma ho una visione decisamente più ampia di quella della maggior parte della gente. Non mi fermo al fatto, mi chiedo: E dopo che succede?". Beh, ci sarebbe una violenza incontrollabile, Anche perchè, per paradossale che possa essere, un poliziotto che si schierasse dalla parte dei manifestanti, perderebbe di autorità. Quindi, chi fermerebbe il manifestante che volesse sfasciare le vetrine di un negozio per rubarne il contenuto? Oppure quello che volesse ammazzare qualcuno per un vecchio rancore? O quello che volesse stuprare una ragazza? Qualcuno può rispondere che questo non può succedere, è una manifestazione. Ma chiunque lo dicesse, dimostrerebbe di non conoscere la psicologia della massa, dove ogni sentimento viene centuplicato e i freni inibitori sono a zero. Una massa di manifestanti pacifici emana tranquillità, ma una massa di manifestanti incazzati e violenti non fanno che aumentare la volontà di distruggere tutto ciò che capita. E se sanno di non dover temere niente dalle forze dall'ordine, questo li esalterebbe ancora di più. 
Sia ben chiaro che questa è una valutazione sulle parole di Grillo. Ma oggettivamente la situazione è al limite. Non succederà oggi o domani, ma se prossimamente ci dovesse essere un nucleo di poliziotti che veramente si mette dalla parte dei manifestanti, io consiglio vivamente a tutti di fare attenzione: i rischi che si correrebbero sarebbero così elevati, da non essere quantificabili. Questo dovrebbero capirlo soprattutto i politici e gli imprenditori (termine inteso in senso lato, che si estende ad industriali, banchieri, liberi professionisti, ecc. ecc.) che sono contemporaneamente coloro che hanno causato questa crisi e coloro che più degli altri ci hanno guadagnato dalla crisi. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©