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I riders che tipo di lavoratori sono?


I riders che tipo di lavoratori sono?
19/06/2018, 15:57

In questi giorni in Tv, sui giornali e sui social sta montando la discussione sui riders, cioè coloro che lavorano per multinazionali come Foodora, Just Eat, ecc. e che consegnano cibo ed altri beni a domicilio. E le posizioni sono sostanzialmente due: da una parte Luigi Di Maio che ha annunciato che intende fare (quando? Non si sa) un decreto legge che renda i riders dei dipendenti subordinati a tutti gli effetti; dall'altra le aziende in questione che sostengono che si tratti di u lavoro troppo saltuario e troppo flessibile per porterlo incasellare in una tipologia specifica. Con la minaccia delle aziende di andarsene, laddove una legge di settore venga approvata. 

Per prima cosa, che tipologia di lavoratori sono i riders? Non sono lavoratori occasionali, come cercano di dire le aziende. Sono persone che lavorano full time o part time per quella azienda un tot di ore al giorno. E sono lavoratori a cottimo, in quanto vengono pagati solo per ciascuna consegna che fanno. E qui già veniamo ad un argomento che mi fa infuriare. Perchè il lavoratore a cottimo, tra tutti i lavoratori, è il più debole contrattualmente. Lavora solo se l'azienda decide che lavora. E viene pagato solo se l'azienda decide di pagarlo. E non ha mai la possibilità di aprire bocca, perchè alla prima parola sbagliata l'azienda ha il potere di togliergli quel minimo di lavoro che fa e lasciarlo a casa a morire di fame. Certo, naturalmente nessuna azienda la mette in questi termini, ufficialmente. Ma la realtà è questa. E lo so ben io, che ci ho lavorato per 10 anni a cottimo in un altro settore. Come lavoro mi davano le briciole. E se protestavo, neanche quelle. I pagamenti regolari erano un sogno, benchè formalmente, essendo un fornitore, avessi dei diritti. Ma quando l'alternativa era che ti lasciassero per giorni e giorni a casa senza possibilità di guadganare niente, ci vuole poco ad imparare a starti zitto qualsiasi cosa ti succeda. E non si venga a dire: "Va bene, ma è capitato. Non tutte le aziende sono così". Perchè l'esperienza mi ha dimostrato che oltre il 90% delle aziende sono così. Non sono il 100%? Sono comunque troppe. 

A questo si aggiunge l'esiguità della paga. Ogni rider viene pagato 2-3 euro al massimo a consegna. Poichè comunque lui fa il viaggio di ritorno scarico (quinidi è tempo "perso", lavorativamente parlando) significa che può fare al massimo 2-3 consegne l'ora. Per arrivare a 1000 euro al mese, dovrebbe fare 15 consegne al giorno, lavorando 30 giorni al mese, quindi senza pause, senza ferie e senza malattie. Lo capirebbe anche uno stupido che è un trattamento inumano. Anche cancellando il fatto che se raggiunge i 1000 euro al mese, ne deve versare 2 o 3000 l'anno allo Stato sotto forma di tasse. Una fatica immane solo per avere il necessario di cui vivere. Questo non è più lavorare, questo è essere schiavi. E non mi risulta che in Italia sia stata introdotta la schiavitù. Sia ben chiaro, la cosa non riguadra solo i riders; ci sono molte categorie in condizioni simili. Ma per ora stiamo parlando solo di loro. 

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha lanciato la proposta di farne dei lavoratori subordinati, con uno stipendio basato sulla categoria merceologica più vicina. La risposta delle società è stata immediata: "Non se ne parla. Se passa quel decreto, noi ce ne andiamo". Una risposta prevedibile e decisamente ricattatoria. Ma fasulla. Infatti, a decidere se le aziende se ne andranno o no è il mercato. Vediamo di essere chiari. Quello dei riders non è un lavoro in un settore primario. E' un servizio. E' quello che viene definito come un lavoro che esiste solo nei Paesi ricchi o nelle zone ricche. Perchè parliamoci chiaro: chi di noi ha bisogno della consegna a casa? Ciascuno di noi ha le proprie gambette con cui può andare in pizzeria o in qualsiasi altro locale a comprare la cena da asporto. Se utilizziamo i riders, è solo perchè abbiamo soldi da spendere pagando un extra e vogliamo stare comodi, lasciando che qualcuno ci porti il cibo fino a casa nostra. Quindi l'azienda, in un certo senso, sta dietro ai nostri capricci. Se siamo in tanti ad averne (dato che non credo che ci sia qualcuno che ordina la cena tutte le sere), l'azienda prospera; altrimenti no. Ma se le richieste sono tante, l'azienda rimane anche se una legge abbassa il margine di guadagno. Dopo tutto, meglio 10 mila euro al mese che niente, no? 

Quindi, chi dice che quelle di Di Maio sono pretese insostenibili o che così i riders rischiano il lavoro, entro certi limiti mente. Nel senso che se la domanda è abbastanza elevata, le aziende comunque hanno motivo per restare in zona. E se la domanda non è elevata... beh, che ci restano a fare? Quei quattro gatti che ne hanno bisogno dsi fregano. Lo vedo dalle mie parti. Mi sono divertito a scaricare tutte le app di questi servizi e poi ho visto quali servizi potevano offrirmi. Il più vicino era un ristorante giapponese, legato al servizio Just Eat. Ma guardando l'indirizzo del ristorante ho visto che, se il corriere fosse venuto in motorino, ci avrebbe impiegato almeno 20 minuti. In bicicletta, almeno il doppio, considerando che ci sono diversi tratti in salita, anche ripida. Perchè? Evidentemente dalle mie parti non c'è un adeguato numero di richieste e quindi queste aziende non piazzano qui loro succursali. Invece, nella zona del ristorante, essendo nei pressi di due quartieri "bene" della città, evidentemente le richieste non devono mancare. Questo è il mercato, funziona se ci sono certe condizioni. 

E se Di Maio mettesse norme più ferree, come il considerare i riders come lavoratori subordinati? Stesso discorso. Se l'azienda ci guadagna, resta; altrimenti va via. Qualcuno può obiettare: ma se l'azienda va via, poi i riders restano disoccupati. Questo è un ricatto che sento da oltre 20 anni su igni singolo settore. "Bisogna ridurre i salari, bisogna tagliare i diritti dei lavoratori, c'è bisogno di contratti più flessibili, se no le aziende vanno via". Quante volte ho sentito cose di questo genere? Al punto di esserne nauseato. In realtà è assolutamente falso. Perchè anche se le aziende se ne vanno, altre prenderanno quel posto. In fisica c'è un detto: "la natura aborrisce il vuoto". L'economia non è una scienza assoluta come la fisica, ma è anch'essa una scienza. E quindi anche l'economia aborrisce il vuoto. Se c'è l'opportunità di guadagnare, le aziende arrivano e assumono. Indipendentemente dal livello degli stipendi o dai diritti. 

L'esempio più evidente ce lo dà la Germania. Anche lì esistono i riders. E sono assunti con contratti subordinati flessibili. Ovviamente, la disponibilità sugli orari viene concordata con la dittà, e c'è la necessità di garantire un minimo di disponibilità in modo da non lasciare mai scoperto il servizio. Ma a parte questo, i riders sono lavoratori come gli altri. Con gli stessi diritti e gli stessi salari. E la gente li chiama, altrimenti non resterebbero lì. Si potrebbe fare la stessa cosa anche in Italia. 

In realtà, questo dei riders è solo uno dei tanti settori dell'economia italiana dove si assiste a questa ignobile scena. Cioè si dà per scontato che le aziende devono guadagnare in maniera spropositata. E se questo significa mortificare diritti e dignità del lavoratore, ai politici va bene. certo, naturalmente lo nascondono dietro un sacco di bvelle parole. E quando tutto manca, c'è sempre l'infallibile: "E' l'Europa che ce lo chiede". O anche: "E' colpa dello Stato che tassa le aziende eccessivamente". Ma anche l'intramontabile: "Gli italiani hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità per troppo tempo". Tutte balle. Tutti coloro che usano queste espressioni oppure espressioni simili, stanno mentendo. Statene certi. Non sono disinformati, non sono in errore. Stanno mentendo consapevoli delle loro menzogne. Solo per ingannarvi. 

In realtà alla base c'è una scelta politica. Ed esclusivament di politica nazionale. Cioè se far crescere il Paese oppure far crescere i conti correnti degli "amici della politica", termine con cui intendo tutte quelle aziende che finanziano partiti politici o singoli politici. E' chiaro che un rider non potrà mai versare 50 mila euro nelle casse del Pd o della Lega o di Fratelli d'Italia. Foodora sì, se lo decide. E quindi, l'interesse egoistico dei partiti spinge a tutelare le aziende. Ma l'interesse del Paese è tutelare i lavoratori, perchè dei lavoratori con le tasche piene fanno aumentare la domanda interna. E un Paese che ha una domanda interna sostenuta è a prova di recessione e a prova di crisi economica. Ricordate la crisi del 2008? L'Italia nel 2009 ebbe un -5,5% nella crescita del Pil. Ed è stata sistematicamente in recessione fino al 2015. La Germania invece nel 2010 già cresceva del 4% all'anno e nel 2012 aveva recuperato tutto il Pil perso a causa della crisi. Colpa dell'euro? Colpa della Bce? No, merito della fortissima domanda interna. Domanda interna creata dai salari elevati e dalla forte tassazione sui redditi più alti. Ripeto, è una scelta politica, che dipende dal singolo governo. Ma è chiaro che tutelare i lavoratori è meno remunerativo che tutelare le aziende.

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di Antonio Rispoli
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