Editoriali / L'opinione

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I volenterosi carnefici di Salvini


I volenterosi carnefici di Salvini
19/03/2019, 15:48

Tempo fa uscì un libro, intitolato "I volenterosi carnefici di Hitler". In esso l'autore, Daniel Jonah Goldhagen, spiega come durante il nazismo i più estremisti e i più violenti contro gli ebrei non erano criminali o gente con particolari inclinazioni violente. Erano insegnanti, operai, piccoli artigiani. Cioè erano persone normali, che accolsero il nazismo con indifferenza, quasi. Ma poi ne divennero i più strenui sostenitori con violenza. Chiaramente, non posso mettermi a riassumere l'intero libro, ma il concetto di base è quello. 

Oggi, guardando alla situazione dell'Italia, vedo lo stesso sviluppo, anche se in una fase iniziale e con tempi molto più lunghi. La situazione al vertice è la stessa di quella della Germania nazista. Cioè abbiamo uno Stato istituzionalmente molto debole (anche se nessuno lo ammette, le piccolate date all'architrave istituzionale prima da Berlusconi e dalla Lega, poi da Renzi, hanno lasciato il segno) come all'epoca lo era la Repubblica di Weimar; una classe politica estremamente debole ed inefficiente, come erano i partiti durante la Repubblica di Weimar; abbiamo un partito (non solo uno a dire il vero) che fa propaganda istigando la gente all'odio contro i migranti, esattamente come nella Repubblica di Weimar c'era il partito nazista (e non era il solo, ma era il più efficiente) che istigava all'odio contro gli ebrei. Certo, la situazione della popolazione è differente, non c'è nell'Italia odierna quella rabbia diffusa creata dalla perdita della Prima Guerra Mondiale e dalle inique clausole del Trattato di Versailles. E questo significa che oggi c'è un terreno da dissodare, prima di seminare odio, mentre nella Germania di 90 anni fa il terreno era già dissodato e arato. Ma la strada sembra quella. 

E identica è anche la reazione delle persone. Quando Salvini istiga la gente all'odio contro i migranti, la gente reagisce applaudendolo oppure con indifferenza; esattamente come nella Germania nazista la gente applaudiva oppure era indifferente quando Hitler diceva che tutti gli ebrei erano criminali e stupratori. Prima che Hitler prendesse il potere, il presidente Hindeburg era diventato il vero dominus del Paese, governando attraverso decreti legge; e alla gente stava bene. Gli ultimi governi (dal governo Berlusconi in poi) hanno governato sempre più attraverso decreti legge e le uniche proteste che ho sentito era quando i decreti legge li facevano gli altri. 

Adesso ci siamo incamminati sull'ultimo tratto di strada. Quello in cui la morte dei migranti non interessa a nessuno. Esattamente come durante il nazismo a nessuno interessava della sorte degli ebrei, quando venivano arrestati o deportati (i campi di concentramento furono riempiti di ebrei solo nell'imminenza della Seconda Guerra Mondiale). L'attentato di Luca Traini a Macerata? Se non fosse stato per la strage in Nuova Zelanda sarebbe praticamente stata dimenticata. La decina e più di migranti uccisi o feriti con atti di violenza tra il giugno e l'agosto dell'anno scorso? Preistoria. I casi quasi quotidiani di discriminazione contro chi ha la pelle scura? Al massimo occupano un trafiletto sui giornali. L'ultimo caso è di quella pizzera di Rimini boicottata perchè ha assunto un pizzaiolo di colore. Io sinceramente faccio i complimenti al proprietario per aver affisso um cartello in cui diceva: "I razzisti sono pregati di non entrare"; e se abitassi vicino, diventerebbe la mia pizzeria di riferimento. Ma resta comunque un grave episodio di discriminazione. 

Ho voluto lasciare per ultimo il problema più grave, perchè merita un approfondimento ulteriore. Mi riferisco all'arrivo dei migranti via mare. Negli ultimi due anni prima il governo Gentiloni e poi il governo Salvini hanno iniziato una lotta senza quartiere contro chiunque potesse provare a savare i migranti. Prima hanno ordinato alla Guardia Costiera di non intervenire. Poi hanno fatto uno strampalato regolamento che obbligava le Ong ad avere carabinieri o militari armati a bordo (cosa che trasforma di fatto una Ong in uno strumento del governo che usa i militari armati). Poi sono cominciate le inchieste del Pubblico Ministero Zuccaro, con accuse assurde e strampalate. Ed infine gli ultimi episodi di questi mesi, con le navi tenute per settimane nei porti, strapiene per la presenza dei migranti che non possono sbarcare e quindi nell'impossibilità di tornare in mare a salvarne altri. Ognuna di queste azioni ha ridotto il numero di navi delle Ong presenti nel Mediterraneo. Questo fatto, unito al fatto che le navi della Guardia Costiera italiana non vanno più a salvare i naufraghi, hanno ridotto le possibilità dei migranti di essere salvati. 

Con quale risultato? Negli ultimi anni ho ascoltato spesso nei talk show le "battaglie" verbali tra il Pd e i membri dell'attuale maggioranza su chi avesse ridotto di più gli sbarchi dei migranti. Ascoltavo e piangevo, nel vedere la suprema indifferenza con cui giornalisti e pubblico ascoltavano quelle terribili parole. Perchè "ridurre gli sbarchi" non ha mai significato ridurre le partenze. Adesso faccio una domandina facile facile: se non ci sono prove che le partenze siano diminuite e gli arrivi sono diminuiti dell'80%, dove credete che siano finiti i migranti? Vi do un suggerimento: si dice che i pesci del Mediterraneo siano più pienotti che mai. Sì, è una battuta, ma il fatto è vero: sono semplicemente aumentate le persone annegate. E non mi riferisco alle circa 3000 ufficialmente decedute in mare. Perchè quel numero è basato sulle testimonianze e sui corpi trovati. Mi spiego: una nave va a salvare una imbarcazione di migranti, trova 53 sopravvissuti e a bordo chiedono ai sopravvissuti: "Quanti eravate a bordo?". "100" ed ecco che si segnato 47 morti. 

Ma se una barca non viene soccorsa? Che succede se una barca affonda e nessuno lo sa perchè ormai il tratto di mare tra la Libia e l'Italia no è più pattugliato? Semplice, muoiono tutti e i morti non si contano. Quindi i 3000 migranti morti annegati nel 2018 sono un dato fasullo. Coscientemente fasullo. In realtà sono molti di più. Forse 50 mila, forse 100 mila di più. Chi lo sa? Oh, certo. Ognuno può credere ai dati ufficiali, per tacitare la propria coscienza. Ma ci sono centinaia di migliaia di cadaveri sul fondo del Mediterraneo che urlano vendetta. Perchè ad ucciderli sono state le scelte inconsulte del governo italiano, prima del governo Gentiloni e poi del governo Salvini-Di Maio. E soprattutto sono state l'indifferenza della maggior parte degli italiani, che hanno sostenuto la propria parte quando era al governo e hanno attaccato il governo guidato dai partiti diversi dal proprio solo per tifo politico. Ma in realtà è mancato quel minimo senso di umanità che dovrebbe spingere tutti gli individui a protestare contro il governo che compie stragi di questo livello. 

Perchè chiariamo una cosa, a scanso di equivoci: non c'è nessun rischio a far venire in Italia i migranti. Non c'è rischio criminalità, perchè i criminali li abbiamo già noi. E hanno la pelle bianca. Mai nessun migrante sarà più criminale di un Totò Riina o di Matteo Messina Denaro. E non c'è il rischio di far venire troppi migranti. Il Libano insegna che il nostro Paese può assorbire 30 milioni di migranti senza problemi, solo con un piccolo supporto economico dell'Unione Europea. E a 100 mila migranti l'anno (cifra comunque molto elevata), servono 300 anni per raggiungere quel limite. Qualcuno pensa di continuare a sfruttare le risorse africane ancora per 300 anni? Spero di no. 

Del resto, se qualcuno avesse un minimo di memoria, basta ricordare a quello che usciva scritto sui giornali all'inizio degli anni '90, quando c'era quella che veniva chiamata "l'invaqsione albanese". Anche allora come oggi si diceva che gli albanesi stavano invadendo l'Italia, che l'allora dittatore Henver Hoxa aveva aperto le carceri e mandato tutti i criminali in Italia, che c'era un piano per contaminare il sangue italiano e via discorrendo. Insomma, le stesse cavolate che si leggono oggi; con la differenza che si parlava di Jugoslavia e di Albania e non di Africa. Per il resto, si dicevano le stesse cretinate di oggi. E con quale risultato? I due terzi di quelli che arrivarono in Italia, tornarono a casa loro appena le cose si sistemarono in Albania. Il resto è rimasto e si è integrato. Certo, abbiamo avuto qualche centinaio di criminali albanesi, ma non sono stati certo loro che hanno fatto le stragi di mafia o altri crimini che abbiano lasciato un segno. In realtà hanno fatto manovalanza di bassa lega, al massimo: il furtarello, la rapina in villa, magari anche l'omicidio del rivale, occasionalmente. Ma sfido chiunque a citare a memoria un crimine particolarmente importante commesso da un albanese. E lo stesso avverrà con gli africani. 

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di Antonio Rispoli
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