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"Il 75% delle tasse alla Regione", la stupidità fatta legge


'Il 75% delle tasse alla Regione', la stupidità fatta legge
09/01/2013, 14:05

Il leit motiv di questa campagna elettorale della Lega Nord è basata su una proposta, che a parole sarebbe federalista, mentre in realtà è stupida ed irrealizzabile. Cioè quella di lasciare il 75% delle tasse raccolte a disposizione della Regione. 
Questo è uno dei leit motiv della Lega da sempre: la bufala che nelle regioni del nord non vengono restituiti i soldi delle tasse mentre al sud sì. Questa volta la bufala è stata quantificata: visto che in Sicilia e in Trentino Alto Adige si tengono oltre il 90% delle tasse, lo possono fare anche le altre regioni. 
In realtà è impossibile fare così, come capirebbe chiunque. Ci sono tutta una serie di spese, fatte a livello nazionale, che non sono eliminabili da un giorno all'altro. La prima spesa è quella per Roberto Maroni e per tutti i suoi colleghi. Quanti miliardi ogni anno si spendono per la politica? E non ci sono solo i 300 mila euro all'anno per deputato o senatore di stipendio, ma amche i costi di Montecitorio, Palazzo Madama e dei Ministeri, quello delle auto blu e degli aerei di Stato (che i leghisti hanno usato senza risparmio non meno dei Pdl-ini), i rimborsi elettorali (e stendiamo un velo pietoso su come i leghisti hanno usato i soldi), ecc. ecc. 
Il secondo tipo di spesa è quello per l'ordine pubblico, che non può essere lasciato ai capricci del politicante di turno. Quindi poliziotti, carabinieri, finanzieri, giudici, Pm, personale delle cancellerie, agenti penitenziari, carceri... tutto questo è un armamentario che costa, nonostante il Pdl e la Lega, per fermare i magistrati ed impedirgli che indagassero su di loro, hanno tagliato brutalmente le risorse in questo settore. E non si può certo affidare alle regioni il compito di decidere. Già ci sono divisioni stupide ed inutili, oltre che costose e causa di inefficenza, come quella tra Polizia e Carabinieri o di entrambe con i finanzieri. Vogliamo anche aggiungere la separazione tra una polizia di Napoli ed una di Roma? Direi che non è il caso. Già ci sono pesanti differenze, tanto che - a parità di abitanti - in una certa zona a Milano o a Verona si arriva ad avere cinque volte il numero di poliziotti o di Carabinieri di una zona equivalente di Napoli o di Palermo. Non è il caso di accentuare queste differenze. 
Il terzo capitolo di spesa è l'esercito. Anche in questo caso, sono spese che devono per forza fare capo allo Stato, non possono essere di competenza regionale. O qualcuno immagina una brigata Julia che va a combattere armata di tutto punto e una brigata "Sardegna" che va a combattere senza munizioni perchè la Regione non ha le risorse per comprarle? E la portaerei Cavour che è in costruzione che ne facciamo? La tagliamo e ne diamo un pezzo ad ogni regione? E i due sottomarini appena acquistati? Mettiamo i siluri a Genova, il periscopio a Taranto e il motore a Milano? 
E' chiaro che mantenendo alla Regione il 75% delle tasse, tutte queste spese che ho elencato non sarebbero sostenibili. Inoltre, uno dei compiti dello Stato è di prelevare di più dalle regioni più ricche per non creare squilibri economici all'interno del Paese, usando quelle risorse a vantaggio delle regioni più povere. Come fece la Germania negli anni '90, dopo l'unificazione: vennero stanziate delle risorse, con prelievi eccezionali dalle regioni dell'Ovest, per far sviluppare quelle dell'Est. 
In realtà questa misura rientra perfettamente in quello che è lo schema secessionista della Lega, che veniva proposto a metà degli anni '80 e non è mai cambiato. Visto che nei primi 40 anni della Repubblica tutte le risorse sono state utilizzate per far arricchire le imprese del nord (anche la Cassa del Mezzogiorno e l'Agenzia per il Mezzogiorno, che dovevano aiutare il sud, sono servite a spartire i soldi pubblici tra le mafie e le imprese del nord), quando queste sono finite, si è cominciati ad incrementare in maniera folle il debito pubblico per continuare sulla stessa strada. E quando anche questa strada venne bloccata, a causa della crisi del 1992, ecco partire l'idea secessionista: staccare il sud impoverito ed ormai inutile per arricchire il nord ed abbandonarlo alla malavita, insieme a tutto il debito pubblico; e creare una "Italia ridotta" più ricca e senza debiti a vantaggio di qualcuno. E chi è questo qualcuno, è facile da capire. Un indizio? A partire dall'inizio degli anni '80 tutte le società assicurative hanno cominciato a trasferire i loro centri direzionali al nord. Poco dopo tutte le principali banche del sud - a cominciare dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia - sono state chiuse, perchè improvvisamente, dopo decenni che erano in rosso, dato che facevano prestiti a dir poco azzardati a chi era raccomandato dalla politica e dalla malavita, si è scoperto che questi deficit di bilancio non erano più sostenibili. E così oggi a sud di Roma non c'è nè una banca di peso nè una assicurazione (e qualcuno che ha provato ad aprirne una, si è trovato paralizzato da un eccesso di attenzione da parte della Guardia di Finanza e della magistratura). Solo una coincidenza?

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di Antonio Rispoli
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