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Il bilancio di un anno in Parlamento del M5S


Il bilancio di un anno in Parlamento del M5S
27/12/2013, 17:57

Visto che sta finendo l'anno, facciamo un bilancio dell'attività in Parlamento in questo 2013 del Movimento 5 Stelle. Il mirino è puntato su di loro per due motivi: innanzitutto perchè si è presentato alle elezioni dello scorso febbraio come un partito nuovo, con idee innovative e facce nuove; mentre gli altri li conosciamo da tempo. Il secondo motivo è rispondere alla domanda: hanno mantenuto le loro promesse? 
Finora, l'attività politica in Parlamento dei grillini si è espletata in cose che con la politica non hanno nulla a che fare: salire sul tetto di Montecitorio, sventolare cartelli e fotografie di Tizio, Caio e Sempronio (buon ultimo il "lobbysta" - così l'hanno indicato i grillini - Tivelli del Pd), insulti a tutto spiano. La loro attività è ai minimi termini: in 10 mesi hanno presentato pochissime leggi, e quelle poche non sono certo farina del loro sacco, come dimostra la legge sul reddito di cittadinanza (anche se sarebbe più esatta definirla una legge di integrazione salariale), copiata pari pari da un disegno di legge presentato dal Pd nel 2011. L'unica differenza è che la legge del 2011 aveva coperture serie; la proposta grillina ha coperture molto articolate, con entrate di difficile reperibilità, molto demagogiche, ma quasi tutte al di fuori della legge (a meno di non cambiare prima la Costituzione, come per l'Imu sugli immobili della Chiesa). Si sono dati invece molto da fare con quegli atti che hanno un peso politico pari a zero: interrogazioni e mozioni, utili solo per dire (e non vale solo per i grillini, ma per tutti quelli che le presentano) che stanno facendo qualcosa di importante senza troppa fatica. 
E soprattutto si sono fatti moltissima propaganda su Internet e in particolare su Youtube e su Facebook. Una propaganda basata sullo stesso tipo di inganno delle mozioni: tante parole, ma nessuna sostanza. A che serve sentire un Di Battista o un Morra che insulta Letta, Napolitano o i loro colleghi parlamentari? Magari ha anche ragione; ma questo forse migliora la situazione del Paese? I grillini potranno anche essere i migliori oratori del mondo, ma il politico non è bravo perchè sa parlare bene. Quello conta per i politicanti di basso rango, quelli che campano ingannando il prossimo. La politica dovrebbe essere fatta di leggi, emendamenti ed altre modifiche legislative. 
Insomma, non fanno niente di differente da quello che fanno gli altri partiti. Solo che apportano due valenze negative: non fanno mai accordi, cosa che di fatto li mette fuori dal Parlamento al momento della decisione; non hanno al loro interno alcuna forma di democrazia diretta. Perchè una elezione fatta via Internet, i cui risultati sono quanto meno dubbi (dato che nessuno ha potuto guardare i dati, che sono di proprietà della Casaleggio Associati), non è democrazia. Nè lo è un partito in cui c'è un padrone assoluto, proprietario unico del logo che decide chi è dentro il partito (e può quindi usare il logo) e chi no. 
E quindi hanno mantenuto le promesse? Sostanzialmente no. L'unica promessa che hanno mantenuto è stata quella di non allearsi con nessuno. E qui sta un punto focale della vicenda: cosa è più importante? Rispettare una promessa oppure agire a favore dei cittadini? Quando le due cose sono in contrasto, cosa scegliere? La Costituzione è chiara, all'articolo 56: ogni parlamentare agisce senza vincolo di mandato e nell'interesse dei cittadini. Nel caso specifico, mi riferisco a quanto è successo ad inizio legislatura, quando Bersani ha provato a formare un governo Pd-M5S. Prima ha offerto un accordo di programma in otto punti (che si traduce in un governo con ministri Pd e M5S), che venne rifiutato da GRillo; poi ha chiesto un appoggio esterno, poi l'astensione, per permettere al governo di nascere. In tutti i casi Grillo - senza mai consultarsi con la base, a dimostrazione dell'assenza di democrazia all'interno di M5S - disse di no. Poi ci fu la nomina del Presidente della Repubblica e anche qui Bersani ha fatto probabilmente l'unica azione da politico valido della sua carriera: dopo il fallimento dell'elezione di Marini, offrì un accordo al Movimento 5 Stelle proponendo Prodi al Quirinale. Ed era un vero accordo politico: non la prima scelta del Pd (Marini), non la prima scelta del M5S (Rodotà), ma una seconda scelta per entrambi i partiti (era uno dei dieci finalisti delle cosiddette "Quirinarie" grilline per scegliere il loro candidato). Ma anche qui M5S disse di no, permettendo ai berlusconiani all'interno del Pd di ottenere due risultati in una volta sola: la defenestrazione di Bersani e la nomina di un Presidente della Repubblica amico da lunga data di Berlusconi. Allora c'è da chiedersi: è coerenza questa? E' come se in una partita di calcio un difensore evita di intervenire su un pallone, che finisce alla punta avversaria che segna. E' colpa dell'attaccante avversario, certo; ma le responsabilità del difensore non sono pari a zero. Che lo ammetta o meno, è il difensore che ha permesso il gol; esattamente come l'inciucio Pd-Pdl, il governo Letta e la rielezione di Napolitano sono stati permessi dall'irresponsabile comportamento dei grillini. 
Ai quali però sta benissimo la situazione, perchè la situazione sta bene a Grillo. Il quale così può continuare dal suo blog ad insultare a destra e a sinistra, senza comunque fare nulla di politicamente valido. E' la situazione ideale per un demagogo populista che non ha capacità nè politiche nè in campi tecnici legati alla politica, come è Grillo. Perchè può aggredire chiunque e dire che lo fa perchè è dalla parte dei cittadini. Il che è esattamente quello che sta facendo anche Berlusconi, che si trova nella stessa identica situazione di Grillo. Ma questi atteggiamenti non giovano al Paese, che ha invece bisogno di misure economiche molto più valide di quelle prese attualmente. Ed è chiaro che fare il male del Paese in nome di una presunta coerenza, non è vera coerenza. 
Quindi che bilancio possiamo trarre dell'anno grillino? Un disastro completo, un nulla elevato al cubo. Ma un nulla ben retribuito con oltre 300 mila euro l'anno a testa. Che a questo punto possiamo dire che sono stati buttati. 

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di Antonio Rispoli
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