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Il CETA: tornano le bufale sui trattati commerciali


Il CETA: tornano le bufale sui trattati commerciali
18/09/2019, 15:50

Le bufale sono come gli zombie nei film: quando sei convinto di averli ammazzati, loro resuscitano e ti azzannano alle spalle. L'ultimo esempio è il CETA, il trattato commerciale tra Unione Europea e Canada. E' bastato che il Ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova lo nominasse che sui social si è scatenato l'inferno. 

In particolare, secondo i bufalari del web, il CETA avrebbe due problemi: grazie ad esso, il Canada può inondare le nostre tavole con il grano pieno di pesticidi e con la carne agli ormoni. Ora, cominciamo con un principio generale: quando due Paesi stipulano un trattato commerciale lo fanno perchè ciascuno possa vendere a condizioni più vantaggiose (di solito nel senso di eliminare dazi o contingentamento delle quantità massime) i propri prodotti. Quindi, visto che il trattato estende - tra le altre cose - la tutela del Made in Italy alimentare a decine di prodotti, garantendo una lotta serrata alle sofisticazioni, è chiaro che qualche cosa dovevamo concedere. E certo, tra le varie cose concesse c'è stata l'eliminazione di qualsiasi dazio su molti prodotti che il Canada esporta, compresi il grano e la carne. 

Il punto è che l'ignoranza è sovrana, tra i bufalari e tra chi crede a quei mentecatti. Il Canada non sono gli Stati Uniti. L'uso dei pesticidi in Canada non è più elevato di quello che c'è in Italia. E per la carne sono pochi gli allevatori che fanno uso di ormoni, antibiotici o altre cose del genere, dato che la maggior parte della carne consumata in Canada viene dagli allevamenti di animali selvaggi. Certo, mangiano anche carne di manzo, ma è una percentuale molto bassa rispetto agli Usa. Quindi non conviene agli allevatori ricorrere a questi trucchetti. Non perchè la legge glielo proibisca, ma perchè la gente non compra quella carne, visto che nei supermercati trova cervo, renna, e persino carne di orso. E questi sono animali che non mangiano in cattività. Vengono tenuti allo stato brado, anche se in zone confinate (parliamo di zone enormi, delle dimensioni misurate in chilometri quadrati) e poi periodicamente le popolazioni vengono sfoltite e gli animali macellati e venduti. 

Ma anche ammesso che quello che ho detto non sia vero e che il Canada grazie al CETA mandi in Europa carne agli ormoni e grano ai pesticidi, c'è un altro problema da superare. Il trattato commerciale autorizza il Canada a mandare i loro prodotti, ma non obbliga i Paesi europei a comprare. Cioè se non c'è una azienda italia che acquista il grano e la carne canadese, noi non importiamo nulla. E se l'azienda italiana acquista quei prodotti, bisogna rispettare le leggi italiane, che prevedono esami a campione per verificare che i prodotti importati soddisfino gli stessi requisiti di quelli prodotti in Italia. Cioè se la Barilla (tanto per fare un nome famoso) decide di importare grano canadese pieno di pesticidi, al primo esame il grano viene respinto e la Barilla si deve dare da fare per trovare grano più "sano". Alla stessa maniera, se la McDonald's decide di importare per la sua catena di fast food carne canadese agli ormoni, si fanno i controlli e la carne viene rispedita al mittente, lasciando la multinazionale americana col problema di cercare un diverso fornitore. Sia ben chiaro: ho usato i nomi di Barilla e McDonald's semplicemente perchè sono nomi conosciuti. Non ho la minima idea se loro abbiano anche solo progettato di importare dal Canada. Ma ho l'impressione che parlare del macellaio sotto casa mia non avrebbe avuto lo stesso impatto sui lettori. 

Al di là delle battute, il punto che molta gente non capisce è che esiste un sistema di leggi nazionali che va al di là di qualsiasi trattato. E che un trattato internazionale, anche una volta ratificato dal Parlamento, non potrà mai essere superiore alle leggi in vigore. Se c'è un contrasto legislativo, sono sempre le leggi nazionali ad avere la precedenza. Certo, c'è la possibilità che il Parlamento cambi la legge per adeguarla ad un trattato. Ma in quel caso la responsabilità è del Parlamento, non del trattato. Ed è comunque una fase diversa, con responsabili diversi. Anche perchè il cambio di legge riguarderebbe l'Italia ma non per esempio il Belgio o la Francia, che continuerebbero a dire di no a certi prodotti. 

Ma questi concetti, per quanto semplici, sono difficili da comprendere per molti. Molte persone preferiscono credere ai megacomplotti, ai governi che vogliono avvelenare i propri cittadini e stupidaggini del genere. Ma basta rifletterci un attimo: i politici, soprattutto in Italia, è gente che si abbarbrica alle poltrone più strettamente di una cozza al suo scoglio. Venderebbero la madre e pure i figli, pur di aumentare il proprio consenso. E all'improvviso buttano tutto nel cesso e per cosa? Cioè la Bellanova, il governo Conte e la maggioranza che li sostiene, cosa ci guadagnerebbero ad avvelenare i cittadini? Qualche tangente? A parte che la cosa sarebbe da dimostrare, in compenso perderebbero tutto il consenso. Alla fine il saldo sarebbe fortemente negativo. La riconoscenza del Canada? Idem con patate. E in questa discussione sto volutamente mettendo da parte il fatto che, se in Italia i politici rischiano di perdere il consenso, negli altri Paesi europei li buttano in mezzo alla strada. Letteralmente. Basti pensare a David Cameron. Qualcuno l'ha sentito di recente il suo nome? Eppure era il premier inglese che ha indetto il referendum sulla Brexit. Parliamo del 2016, non di secoli fa. Ma ha sbagliato e quindi via, cancellato da qualsiasi aspetto della politica. 

Discorsi simili vennero fatti a suo tempo con il TTIP, il trattato commerciale - poi sfumato - che doveva essere steso tra Stati Uniti ed Europa. Ed anche allora erano bufale su bufale. A cominciare dal fatto che era stata inserita la clausola che permetteva alle aziende di fare causa agli Stati per costringere gli Stati a cambiare le leggi e a farsele scrivere dalle aziende. Quella clausola è presente in oltre 200 trattati, tra quelli fatti dalla Ue e sottoscritti dall'Italia e approvati dal Parlamento italiano. Eppure non mi risulta che ci siano imprese che abbiano scritto leggi nel nostro Paese. Voi ne conoscete qualcuna? 

Bisognerebbe che la gente capisse che non si può parlare di tutto. Bisogna conoscere un argomento, parlarne con un esperto, studiarlo, capirlo, sviscerarlo e poi se ne può parlare. Io stesso, che pure conosco tante cose e non cesso mai di studiare e di informarmi, su alcuni argomenti non mi avventuro finchè non ho le idee chiare. Figuriamoci se lo può fare l'utente medio di Facebook o di Twitter che raramente ha le basi conoscitive adeguate. Per esempio, quanti di quelli che hanno criticato la Bellanova o hanno gridato al pericolo canadese hanno letto il CETA? E intendo proprio leggere il trattato, articolo per articolo. Trovarlo non è difficile, oggi su Internet si trova tutto. La risposta è semplice. nessuno. Hanno letto qualche blog scritto da qualche cretino e si sono convinti che ci sia chissà quale complotto. Magari semplicemente perchè è una persona politicamente ostile a questo governo. Che poi è la base di quasi tutte le fake news che circolano su Internet

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di Antonio Rispoli
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