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Il "costo" dei senatori a vita, ma quanto conta?


Il 'costo' dei senatori a vita, ma quanto conta?
03/09/2013, 17:43

Come è noto, alcuni giorni fa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha nominato quattro nuovi senatori a vita: il direttore musicale Claudio Abbado, l'architetto Renzo Piano, l'ex premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia e la ricercatrice Elena Cattaneo. 
La prima reazione del Movimento 5 Stelle e della Lega è stata di far notare come, in questa maniera sono stati aumentati i costi del Senato di 4 stipendi di parlamentari; tra una voce e l'altra parliamo di 50-70 mila euro al mese, 600-800 mila euro l'anno. Una somma che, rispetto agli 800 miliardi che lo Stato spende ogni anno, è ridicolmente insignificante. Quindi è evidente che questo non è un problema reale. Il Pdl - in particolare attraverso Libero e Il Giornale - invece sostiene che queste nomine sono finalizzate a sostenere un eventuale governo Letta bis che si dovesse venire a creare, senza il Pdl. E questa è una argomentazione che va esaminata in separata sede. 
Resta il fatto che questi quattro nomi rispettano alla lettera la Costituzione, che dispone la nomina di senatori a vita per persone che abbiano dato lustro al Paese. Quale lustro hanno dato persone come Andreotti o Colombo, tanto per fare un paio di nomi? Questi invece sono nomi di peso. Certo, magari non la Cattaneo, che tra i nomi scelti è il più leggero; ma gli altri passano o hanno passato gran parte della propria vita all'estero, proprio perchè apprezzatissimi. Il Giornale - come è suo solito - ha cercato di denigrarli, inventandosi case a Montecarlo e cose del genere, ma ormai è un gioco scoperto a cui solo gli sfegatati berlusconiani possono credere. Certo, se si pensa che le alternative proposte erano Gianni Letta e Silvio Berlusconi, non c'è neanche da discutere: questi ultimi due hanno dimostrato solo quanto l'Italia faccia schifo e quanto facciano schifo gli italiani che li hanno votati e rivotati (e non solo chi ha votato e chi vota per il Pdl). 
Tuttavia, è lecito far notare un dettaglio: si tratta di una scelta che, se guardiamo dal punto di vista politico, ha anche motivazioni politiche. Piano e Rubbia hanno più volte manifestato idee più vicine alla sinistra che alla destra. Abbado non è un segreto che simpatizzi sia per la sinistra che per i grillini (e quindi può fare da ponte verso gli esponenti del M5S, calamitando qualche dissidente verso il gruppo misto e il Pd); mentre Elena Cattaneo è vicina ai radicali e all'associazione Luca Coscioni. Si tratta di una associazione che chiede l'introduzione in Italia dell'eutanasia e prende il nome dal fondatore, morto alcuni anni fa per Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la stessa malattia di Welby o di Borgonovo. Insomma si è cercato una captatio benevolentiae nel tentativo di trovare abbastanza senatori disposti a sostenere un altro governo. Ma ce ne sarà bisogno? Difficile a dirsi. Dipende se il Pd rispetterà nei fatti quello che ha promesso, cioè se farà decadere Berlusconi, a quel punto è facile immaginare che il Pdl scatenerà una guerra mediatica contro Letta al fine di acquisire consenso tra gli elettori. E in quel caso, potrebbe essere utile avere una maggioranza "di riserva" per raggiungere e superare il semestre in cui l'Italia guiderà l'Europa (cioè da luglio a dicembre 2014). 
Ma tra le tante persone che Napolitano poteva scegliere per questo eventuale sostegno, almeno ha scelto quattro persone di cui l'Italia non deve vergognarsi, cosa che si può dire per ben pochi degli altri 315 senatori. Vuoi vedere che dopo 8 anni Napolitano ne ha fatta una giusta, per la prima volta nella sua carriera di Presidente della Repubblica? 

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di Antonio Rispoli
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