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"Il debito pubblico Usa è nelle mani della Cina". L'ennesima bufala


'Il debito pubblico Usa è nelle mani della Cina'. L'ennesima bufala
18/04/2018, 15:49

Dove sta il debito pubblico americano? Chi lo detiene? Non sono domande così innocue, visto che parliamo di oltre 20 mila miliardi di euro, dieci volte il debito pubblico italiano. 

Se si fa la domanda sul web, sono moltissimi quelli che risponderanno che gran parte di quel debito pubblico è nelle mani della Cina. Cosa assolutamente falsa. Certo, una volta era vero. Fino al 2007 la Banca Centrale cinese aveva come riserve valutarie ingenti quantità di titoli di Stato Usa. Secondo alcune valutazioni (la Cina non è certo famosa per la sua trasparenza), ne ha avuto fino ad 8000 miliardi di dollari. Cioè più o meno il 40%. Non è certo una bazzzecola. Ma questo era 10 anni fa. Poi è venuta la crisi del 2008, e la Cina non ha avuto più fiducia negli Usa; e a poco a poco ha dismesso gran parte di questa montagna di titoli. Adesso, le valutazioni parlano di soli 1000 miliardi di dollari detenuti dalla Cina. Cioè meno del 5%. E' chiaro che a questo livello la Cina non è in grado di fare pressioni sugli Usa. Non può fare la minaccia di metterlo sul mercato, come raccontano i disinformati. per costringere gli Usa a fare questo o quelllo. 

E allora dove è finito il debito pubblico? Gran parte, è nelle mani delle banche. Nonostante tutto, i titoli di Stato Usa hanno ancora un grande valore, danno sicurezza. E quindi sia se lo inserisci in un fondo a basso rischio, sia se lo mantieni come riserva, è più che valido. Certo, gli interessi sono bassi; ma nonostante questo i titoli di Stato statunitensi sono molto apprezzati perchè considerati sicuri. E perchè sono considerati sicuri? 

Questa è la cosa più interessante. Sono infatti uno dei pochi Paesi al mondo che garantiscono i titoli di Stato con i contanti. Esiste una legge, negli Usa, che - lo dico in maniera semplice e non tecnica - obbliga ad avere lo stesso valore in titoli di Stato e in dollari. Cioè se la Federal Reserve (la Banca Centrale statunitense) mette in vendita sui mercati 10 miliardi di dollari in titoli di Stato, deve aggiungere al denaro circolante l'equivalente in dollari. Dicendolo in maniera terra terra (anche se non è preciso tecnicamente) deve stampare 10 miliardi di dollari. Per cui, quando diciamo che il debito Usa supera i 20 mila miliardi, vuol dire che se io raduno tutti i dollari che esistono nel mondo, io avrò tra le mani oltre 20 mila miliardi di dollari. E questo dà sicurezza ad un investitore, soprattutto se a questo si unisce il fatto che il dollaro Usa è una delle valute più solide al mondo, tanto che fa parte delle riserve valutarie praticamente di ogni Banca Centrale del mondo. 

Bisogna ricordare che oggi la circolazione del denaro nel mondo è fiduciaria. Cioè non è più come una volta, dove il denaro era garantito da tonnellate e tonnellate d'oro. Nel 1945 tutto l'oro esistente in Europa era finito negli Usa, parte come risarcimento di guerra e il grosso usato dall'Inghilterra (che aveva usato le riserve auree di Inghilterra, Olanda, Belgio, Danimarca, Svezia e Norvegia) per comprare armi e munizioni dagli Usa tra il 1939 e il 1940. Quindi, dopo la Seconda Guerra Mondiale si decise una nuova regola: le banconote dovevano essere coperte da riserve valutarie in oro o "in valuta convertibile in oro". E l'unica valuta convertibile in oro, all'epoca, era il dollaro. Poi nel 1971, visto che neanche gli Usa potevano coprire la sempre maggiore stampa di banconote dovute all'aumento delle spese per la guerra in Vietnam, si decise di lasciare una copertura del denaro solo formale. Quindi il valore di una banonota è dato dalla maggiore o minore fiducia che i mercati internazionali hanno. Poichè gli Usa sono la seconda economia del mondo (e fino a pochi anni fa erano la prima, solo di recente sono stati sorpassati dalla Cina) la fiducia nel dollaro è elevatissima. 

E quindi, anche se negli ultimi 15 anni il debito pubblico statunitense è schizzato alle stelle, resta la fiducia nel Paese e nella sua economia. Anche perchè un'altra legge impone che il debito pubblico negli Usa non superi il 100% del Pil. A dire il vero questa legge da alcuni anni è stata aggirata con un'altra legge che permette uno sforamento "finchè non siano sopraggiunte migliori condizioni economiche", e quindi attualmente gli Usa stanno allegramente superando questo limite. Ma in linea di massima è stato sempre rispettato. Ed anche questo comportamento è molto apprezzato sui merctai internazionali. Poi naturalmente ci sono tutta una serie di considerazioni di geopolitica che qui sarebbe complicato fare (del tipo che è meglio dare una mano agli Usa, che contare le vittime di un loro bombardamento). 

E quindi c'è qualcuno che ha tanta parte del debito pubblico statunitense da poter costituire una minaccia? Assolutamente nessuno. I titoli di Stato hanno una distribuzione molto diffusa. Inoltre, l'idea di qualcuno che minacci economicamente gli Usa è ridicola. Infatti, secondo le leggi Usa, un attacco sui mercati al dollaro, alle banche Usa o ai titoli di Stato potrebbe essere qualificato (nel caso in cui si arrechi danno agli interessi dello Stato) come un attacco terroristico. Il che, se venisse fatto da un privato, significa che il suddetto privato si trova nella migliore delle ipotesi a Guantanamo a discutere con i torturatori della Cia (pardon, gli "esperti in interrogatori"). Una situazione a cui nessuno potrebbe sfuggire, neanche un George Soros o un Warren Buffet. Se invece fosse uno Stato a fare questo, sarebbe quello che in termini tecnici si chiama "casus belli", cioè motivo di guerra. E se consideriamo le distruzioni che gli Usa hanno apportato in diversi Paesi senza alcun casus belli, provate ad immaginare quali distruzioni potrebbe apportare se si sentissero attaccati. I cittadini a quel punto vorrebbero vedere il sangue dei colpevoli cadere goccia a goccia. 

Come si vede, quindi, sono tutte balle. Come sempre. Perchè qui ritorniamo al solito problema. E cioè che basta che un idiota scriva una cretinata su un blog e diventa automaticamente una cosa vera, per chi ci crede. Ma nessuno che faccia un minimo di controllo, che verifichi, che controlli. Soprattutto in economia (e da un paio di anni sui vaccini) sono diventati tutti superesperti dopo aver letto due blog del cavolo. Per cui una bufala come quella che il debito pubblico americano è in mano cinese attira tutti quelli che la pensano in un certo modo? E allora diventa verità, basta. Perchè fare quello che ho fatto io, cioè cercare ogni singolo dato su Internet, verificare da che testata o comunque da che fonte proviene quel dato, verificarne la compatibilità all'interno del discorso, ecc.? Perchè perdere più di un'ora nella verifica? Bastano tre secondi, cliccare su "condividi" o su "retwitta" ed è fatta.

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di Antonio Rispoli
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