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Il dominio e il controllo di Israele sui social network


Il dominio e il controllo di Israele sui social network
18/02/2019, 15:54

Ieri ho voluto fare un esperimento. Ho postato sul mio profilo Twitter e sul mio profilo Facebook una foto abbastanza cruenta (che non ripropongo qui per evidenti motivi): c'era una bambina, circondata dai soldati con il sangue che le esce dalla bocca e che le sporca il mento, la gola e la maglietta. Non c'era alcuna specificazione, solo una frase in cui accusavo i militari israeliani di quella violenza. 

In realtà, la foto non è recente, è una foto del 2006. Sui giornali dell'epoca vengono date due versioni dell'accaduto. Nella prima i soldati hanno disperso con la violenza una manifestazione pacifica dei palestinesi, e uno di loro ha colpito la bambina in faccia con il calcio del mitra. Nella seconda, la manifestazione è stata dispersa con l'uso di proiettili di gomma. Sono proiettili teoricamente non letali, ma che possono uccidere se colpiscono a distanza ravvicinata in punti deboli come la tempia o l'occhio. Nel caso specifico, uno dei proiettili ha colpito alla bocca la bambina. In entrambi i casi, la ferita era seria ma non grave. Molti minuti dopo, si avvicinarono due paramedici (si vedono in altre fotografie), mai soldati impedirono a lungo di avvicinarsi alla bambina per curarla. Dopo di che lei e la madre vennero arrestate dai soldati e non so altro di quella vicenda. 

Come ho detto, non ho scritto nulla di questo vicino alla fotografia. Volevo vedere la reazione della gente. E in particolare volevo vedere cosa succedeva con i troll che sostengono Israele. E la reazione è stata quella prevista. E' evidente soprattutto su Twitter. Prima ci sono state le persone neutrali che hanno condiviso il tweet o hanno commentato scandalizzati. Poi sono arrivati i primi troll, che hanno detto che quella foto era un falso. Poi è arrivata la seconda ondata: troll che hanno cercato di smentire la ricostruzione, mostrando le foto con i paramedici e sostenendo che la bambina veniva curata e protetta dai soldati. Il tutto intervallato da altri commenti di insulti: antisemita, nazista, ecc. 

Nella seconda ondata c'erano anche quelli che se la prendevano ocn i palestinesi. Anche qui usando i soliti luoghi comuni. Per esempio che i palestinesi usano i bambini come scudi umani. Una frase vergognosa oltre che razzista. Chi di voi userebbe il proprio figlio come scudo umano? O chi di voi è stato messo in una situazione di pericolo volontariamente dai propri genitori? Immagino le risposte negative. E allora perchè pensare che i palestinesi siano genitori diversi da voi nei confronti dei vostri figli o genitori diversi dai vostri genitori nei vostri confronti? Ma in quella frase è insito il fatto che sono persone capaci di tutto in quanto palestinesi; per questo è una frase razzista. Oppure è stato anche detto che "sai, la situazione è molto più complessa di così". Io non lo so (diciamo così per semplicifcare), ma quando un adulto picchia a sangue un bambino la situazione è semplicissima: l'adulto è un bastardo. Indipendentemente dalla nazionalità, dalla religione e dal colore della pelle. 

Solo tra la serata di ieri e questa mattina è arrivata la terza ondata. E' quella formata dalle persone più "preparate", cioè quelle che raccontano una storia di Israele decisamente manipolata. E così raccontano che per esempio i palestinesi non esistono e non sono mai esistiti. Peccato che Israele nasce dal "Mandato britannico in Palestina", perchè quella zona fino al 1948 faceva parte dell'Impero britannico. E che il nome Palestina si trova nei documenti storici sin dai tempi dell'Antica Roma, mentre quello di Israele non si trova da nessuna parte. Oppure che i confini di Israele "non sono stabili per colpa delle continue aggressioni", dimenticando che la prima aggressione la commisero gli ebrei di Israele quando iniziarono quella che gli arabi chiamano "Naqba", termine con cui intendono l'uccisione e la deportazione di oltre 500 mila arabi nel 1948, subito dopo che le organizzazioni ebree presero il potere nella zona lasciata libera dall'esercito britannico. 

Oppure anche la balla che nel 1948 i Paesi arabi rifiutarono di riconoscere l'esistenza di Israele come voluta dall'Onu. In realtà la storia fu un po' diversa. Manipolata dagli Stati Uniti, l'Onu stabilì che alla popolazione ebrea di Israele (meno del 30% del totale) spettasse il 67% del territorio e l'80% delle risorse. Sarebbe come se l'Onu stabilisse che da domani due terzi dell'Italia e l'80% delle fabbriche diventasse di proprietà degli stranieri. Dubito fortemente che gli italiani gioirebbero a questa notizia. E allo stesso modo non potevano gioire gli arabi. Ma a tagliare la testa al toro fu Ben Gurion, generale e poi politico israeliano. Che in una intervista disse che la risoluzione dell'Onu era irricevibile, perchè era impensabile che gli ebrei possedessero meno del 100% del territorio e delle risorse esistenti in Israele, perchè quella era la loro Terra Promessa. 

E così via, tutte le altre balle della propaganda israeliana. Teniamo presente che nessuno di coloro che è intervenuto è un mio contatto diretto. Ma Israele ha una vasta rete di influencers anche in Italia, in grado di controllare e pilotare ogni discorso lontano da quelle notizie che danno fastidio. E quindi lontano dalle stragi di civili che soldati e coloni israeliani fanno quotidianamente contro i palestinesi; lontano dal racconto di qual è la vita di un palestinese; lontano dal progressivo sterminio dei palestinesi; soprattutto lontano dal campo di concentramento di Gaza. 

L'ultimo esempio è ad Hebron. Fino a poco tempo fa, le violenze in città erano ridotte perchè c'era un contingente di alcune decine di osservatori internazionali. Ma il governo israeliano ne ha espulsi due, ha costretto gli altri a ritirarsi e adesso hanno campo libero. E l'hanno già dimostrato: la settimana scorsa una cinquantina di coloni e una settantina di militari hanno attraversato la città lanciando grida e minacce contro i palestinesi e lanciando pietre contro i passanti e contro le finestre delle case. Quando ad un certo punto si sono radunati alcune centinaia di palestinesi pronti a fermare la loro avanzata, sono entrati in azione i militari, puntando i mitra sui civili indifesi e portando in salvo i coloni. Avete letto qualcosa di questo sui giornali italiani? No. Perchè questi episodi non vengono raccontati. Vengono solo raccontate balle su attacchi missilistici che non ci sono mai stati e che non sono possibili. Perchè è impossibile portare un missile in una città palestinese. 

E il motivo è semplice. Tutte le città palestinesi, nessuna esclusa, sono raggiungibili solo passando attraverso i punti di controllo gestiti dall'esercito israeliano, i famigerati check point. Sinceramente trovo difficile passare con un autocarro a sei assi con missili ognuno dei quali è lungo più di due metri senza che i soldati se ne accorgano. Ma anche questo sui giornali non c'è scritto. Viene dato immenso risalto, per esempio, alle offese definite "antisemite" contro un filosofo francese definito "sporco ebreo". Per carità, episodio spiacevole. Ma perchè "sporco ebreo" deve essere condannato sui giornali mentre se qualcuno mi dice "brutto ciccione quattrocchi" nessun giornale ne parla? Come minimo un trafiletto, no? 

Ovviamente questa è una battuta. Ma è il concetto interessante. Cioè c'è un tale controllo degli influencers e dei mass media vicini ad Israele sulle informazioni, che passano solo quelle notizie che loro vogliono. E con una risonanza che la stessa notizia non ha in altre situazioni che non riguardano gli ebrei. Un altro esempio lo si è avuto qualche mese fa, con il furto delle pietre di inciampo fatto a Roma. Perchè quel furto deve essere diverso da un qualsiasi atto di vandalismo, tipo la rottura di un pezzo della pavimentazione del marciapiede? C'è sempre questo fatto per cui l'antisemityismo è più grave di qualsiasi altra cosa. E soprattutto la generale convinzione che "antisemitismo" sia una parola che riguardi solo gli ebrei. 

In realtà, qui il discorso si fa interessante. Innanzitutto perchè gli ebrei sono considerati semiti per la lingua israeliana. Ma un ebreo italiano che ha come madreligua l'italiano, perchè deve essere considerato semita? E' indoeuropeo alla pari del sottoscritto. Mentre invece nessuno considera che anche i palestinesi sono semiti. E quindi i veri antisemiti sono gli israeliani per quello che fanno ai palestinesi. Ma non tollerano che i loro comportamenti vengano criticati. 

E lo stanno dimostrando in Europa. Infatti sia il governo israeliano che le comunità ebraiche dei vari Paesi europei stanno premendo per imporre una loro definizione di antisemitismo. Una definizione codificata in leggi, come è successo per esmepio in Gran Bretagna. E la definizione è la seguente: "L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei, che può essere espressa dall’odio nei confronti degli ebrei. Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette contro persone ebree o non ebree e/o loro proprietà, contro le istituzioni della comunità ebraica o i luoghi religiosi". Come si vede, si riduce l'intero mondo semita ai soli ebrei, alle loro proprietà e alle loro sinagoghe. Quindi, secondo questa legge, io non posso dire ad un ebreo "sporco ebreo", ma posso dire ad un palestinese "terrorista palestinese". Obiettivamente, qualcuno può dire che i due insulti sono differenti? 

Però le conseguenze sono gravissime. Le università britanniche hanno dovuto cancellare incontri e dibattiti su Israele e sul suo governo, per timore che scattassero denunce. Un parlamentare è stato costretto a dimettersi per aver criticato l'operato del governo israeliano. Qualcuno potrebbe rispondere che il governo non c'entra nulla con l'antisemitismo. Ma la risposta di chi ha proposto la legge è che anche il governo israeliano è una "istituzione della comunità ebraica"; e quindi qualunque critica al governo israeliano è antisemitismo, secondo quella legge. Che è la stessa legge approvata anche in Austria, Romania ed altri cinque Paesi europei. In cui è praticamente vietato per legge parlare del governo israeliano se non per elogiarlo. Una volta questa era prerogativa dei re, se non volevi incorrere nel reato di lesa maestà. Adesso ci sono otto Paesi europei che hanno nominato re di se stessi il governo israeliano. E qualcuno ritiene ancora che Israele non ordini sia sui social network che nella politica?

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di Antonio Rispoli
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