Editoriali / Capitani coraggiosi

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Il dott. Marfella racconta la sua battaglia per il Registro dei Tumori


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Il dott. Marfella racconta la sua battaglia per il Registro dei Tumori
17/09/2012, 17:51

"È una condanna a morte per tutti i nostri figli che non potranno avere i soldi per pagarsi le cure con i “farmaci innovativi” inefficaci che questo governo impone di usare immediatamente in Campania. Il blocco della Legge è un'esplicita dichiarazione di guerra di sterminio per sei milioni di cittadini campani". 

“Sto veramente male - continua il noto medico, da anni in prima linea per l'istituzione del registro -. Sto piangendo in silenzio. In tutti questi anni non ho mai smesso un secondo di avere speranza e di essere convinto che lo Stato Italiano non fosse composto nella sua stragrande maggioranza da corrotti, lobbisti o addirittura eletti dai camorristi. Dopo una battaglia immane di migliaia di cittadini inermi, che, solo con il proprio coraggio e la propria presenza quotidiana sotto alla Regione, hanno di fatto imposto alla politica regionale campana l'approvazione del registro tumori regionale". 

"La notizia del blocco di questa legge, votata all'unanimita' dai consiglieri regionali campani, mi ha distrutto come medico, come cittadino, come italiano. Ora non ho piu' speranza che ci siano solo alcuni corrotti o camorristi nello stato italiano, a tutti i livelli. Ora ho la certezza dimostrata, che, dove non hanno potuto bloccare in periferia, la camorra puo' in qualunque momento bloccare persino nel cuore del governo: sono distrutto! Per me oggi è come se Falcone e Borsellino fossero saltati in aria una seconda volta!

Per mantenere salda l'alleanza tra Stato, industria italiana che sversa rifiuti tossici senza controllo nel sud di Italia, e la camorra, non hanno esitato neanche un secondo a sacrificare 6 milioni di cittadini campani per continuare a lucrare sulla nostra salute! Non posso stare a guardare passivo ed immobile! Meglio piangere adesso che sulle tombe dei nostri figli domani! E domani non starò fermo a guardare questa ulteriore alleanza stragista”. 

Aveva scritto così sul suo profilo di Facebook il tossicologo ed oncologo dell’Istituto Pascale, Antonio Marfella, all’indomani dell’impugnazione del governo davanti alla Corte Costituzionale della Legge sull'istituzione del Registro Tumori in Campania perché contiene alcune disposizioni  in contrasto con "il piano di rientro dal disavanzo sanitario”.

Il professor Marfella è Professore a contratto in “Immunofarmacologia”  presso la Scuola di Specializzazione in Farmacologia della Facoltà  di Medicina SUN (Seconda Università di Napoli) nonché autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche.

Le sue battaglie per l’istituzione del Registro oramai non si contano più. Così come i suoi numerosissimi studi sull’incidenza delle patologie oncologiche in Campania in relazione allo sversamento dei rifiuti tossici. Ultima, ma solo in ordine di tempo, è stata quella organizzata fuori all’Istituto dei Tumori Pascale: una catena umana al grido di “Basta roghi tossici”.

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di Veronica Riefolo
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