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Il fascismo oggi: violenza, ignoranza, utopia


Il fascismo oggi: violenza, ignoranza, utopia
21/06/2013, 19:44

Oggi sempre più spesso si assiste a manifestazioni di chiaro stampo fascista (oggi l'ultimo caso, con Casapound che ha rischiato di incendiare il tendone dove si svolgeva l'assemblea nazionale della Croce Rossa). Ma oggi che cosa è il fascismo? E cosa è stato storicamente? Chi oggi si definisce fascista sa di cosa parla? 
Innanzitutto il fascismo è stato qualcosa di più complesso di Mussolini che esce sul balcone di piazza Venezia a fare i suoi discorsi con la mascella granitica in bella mostra o che sottoscrive i trattati con Adolf Hitler. In 20 anni il sistema fascista ha distrutto qualsiasi forma di libertà e di democrazia nel nostro Paese e ci ha portato in guerra, ma ha anche iontrodotto novità interessanti dal punto di vista del sociale: il sabato festivo, le pensioni, e così via. E' chiaro, il giudizio complessivo rimane negativo, ma è un risultato negativo come somma algebrica di cose positive e cose negative, non di sole cose negative. 
Chiarito questo (e con un caldo invito a tutti ad informarsi sin nei dettagli di tutto quello che di positivo e di negativo fece il fascismo) passiamo all'attualità. Oggi di solito, chi si professa fascista non ha nessuna idea di cosa fosse realmente il fascismo. Purtroppo l'ignoranza avanza in tutti i settori e la storia non fa eccezione. Di conseguenza, si prendono in esame solo certi aspetti del fascismo. 
Uno dei punti di forza è la difesa "dell'italianità", dell'essere italiani. Naturalmente, ammesso che abbia un senso parlare di italianità. Infatti, chiunque conosce la storia, sa che nel nostyro Paese ci sono passati praticamente tutti: sotto i romani qui c'erano dai britanni ai numidi (la NUmidia era una zona dell'Africa corrispondente all'attuale Algeria) e agli egiziani, con tutto quello che c'è in mezzo. E chiaramente, nessuno di loro faceva voto di castità. Poi ci furono a più riprese invasioni dei popoli dell'Europa centrale, mentre l'Impero Romano crollava, ma anche sucessivamente (per esempio i lanzichenecchi tedeschi nel '500). Poi ci furono le invasioni più o meno durature: al sud gli arabi, i francesi e gli spagnoli; al nord anche i tedeschi e gli austriaci. Con tutto questo miscuglio genetico, come si fa a stabilire chi è italiano? Mi ricordo la puntata di un telefilm, Hercules, che trattava delle avventure (ovviamente in maniera molto fantasiosa) dell'eroe mitologico Ercole o Eracle. In una puntata Hercules si trova in un villaggio alquanto razzista e allora l'eroe cerca di fermare un linciaggio, e rivolgendoisi ai presenti riuniti dice: "Chi di voi è nato qui? Tu? Ma tu hai i capelli chiari, mentre tutti gli altri li hanno scuri. Tu? Ma tu hai gli occhi azzurri, la maggior parte li ha marroni o neri. Allora tu? Ma tu sei più alto. Allora dovresti essere tu? ma se non c'è nessuno uguale a te". E via di questo passo. Lo si potrebbe fare anche in Italia. Guardiamoci intorno, ci troviamo di fronte persone di tutti i tipi: alti, bassi, capelli neri, rossi, biondi, bianchi, con ogni tonalità intermedia. Immagino l'obiezione: ma tutti hanno la pelle bianca. Anche questo non è vero: mi è capitato di conoscere una ragazza dai capelli neri e la carnagione scura (come una persona molto abbronzata, ma per lei era il colorito naturale); e al liceo c'era un mio compagno che veniva soprannominato Gheddafi (negli anni '80 era molto di voga il nome del leader libico) per la sua carnagione olivastra. Eppure in entrambi i casi i loro genitori e i loro nonni erano italianissimi e persone di pelle bianca. Non deve stupire: quando lo spermatozoo entra nell'ovulo alle volte si verificano "errori" nel momento in cui il Dna dell'uomo si fonde con quello della donna. E i risultati sono i più vari. Possono anche creare la pelle nera. 
Un altro punto di forza è il "farsi rispettare" all'estero, avendone la forza militare. Un'altra richiesta impossibile. Infatti, nonostante le spese folli che l'Italia sta facendo negli ultimmi anni in campo militare, noi siamo ancora sottoposti alle limitazioni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale: niente divisioni, niente portaerei (la Cavour e la Garibaldi sono due incrociatori, tecnicamente), limitazioni nel numero dei carri armati, ecc. Inoltre oggi il rispetto internazionale è più facile da ottenere con la potenza economica che con quella militare. 
Poi naturalmente c'è il razzismo e la xenofobia, giustificate dalla necessità di difendere gli italiani dall'invasione "straniera". Una invasione che da una parte esiste solo nella propaganda politica di taluni partiti (la presenza di stranieri in Italia è notevolmente inferiore a quella che c'è in Germania, Francia o Inghilterra); dall'altra non può essere certo fermata sprangando o ammazzando gli stranieri, come propagandano alcuni. 
Poi c'è un fascismo più intellettuale, portato avanti da meno persone, ma più sottile. E' un fascismo che io definisco utopico, perchè si ricollega ai principi enunciati per iscritto dal fascismo. Si tratta di principi sociali solo parzialmente realizzati e certamente non disprezzabili. Ma contemporaneamente queste persone saltano a pie' pari tutta la parte della violenza squadrista, della repressione delle idee di opposizione e così via, imputandole a francesi e inglesi che tentavano di rovesciare il governo fascista e quindi con il dovere del governo stesso di reprimere questo tentativo. In quanto all'alleanza con Hitler, essa viene derubricata a necessità contingente, dato l'embargo dichiarato nel 1935 da Inghilterra e Francia dopo l'invasione dell'Eritrea da parte del nostro Paese. Una interpretazione altamente discutibile, dato che l'avvicinamento tra i due dittatori inizia alla fine degli anni '20, anche se con qualche alto e basso (come la reazione di Mussolini che, all'assassinio del cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss, nel 1934, schierò l'esercito italiano alla frontiera del Brennero, pronto ad aiutare l'Austria). 
Infine, questo fascismo intellettuale giustifica anche la discesa in guerra dell'Italia, come una colpa dei generali italiani che trascinarono un inconsapevole Mussolini in guerra. Una versione smentita da decine e decine di affermazioni dell'epoca dello stesso Mussolini. Ma soprattutto smentita da una lettera firmata dal dittatore italiano. Infatti, quaando Hitler mise a punto il piano per l'invasione della Polonia, stabilì l'inizio delle ostilità per il 25 agosto. Poichè voleva l'aiuto italiano, mandò una lettera a Mussolini chiedendogli cosa volesse l'Italia per entrare in guerra al fianco della Germania. La risposta fu letteralmente micidiale. Mussolini chiedeva: 7 milioni di tonnellate di benzina e gasolio, 6 milioni di tonnellate di carbone, 1 milione di tonnellate di legname, 2 milioni di tonnellate di acciaio; e poi rame, piombo, nichel, zinco, molibdeno, tungsteno, zirconio, titanio, gomma, nitrato di sodio, carbonato di potassio, ecc. ecc. Il conte Galeazzo Ciano, nel suo diario, commentò così la lista: "Ucciderebbe un toro, se potesse leggerla". Basti pensare che erano 17 mila treni, per una quantità di materiale che sarebbe durato solo un anno. Ovviamente Hitler promise di mandare alcune cose, e poi non ne mandò nessuna. Ma è possibile immaginare che in quel regime dispotico si mandasse una lettera ad un capo di Stato straniero firmata da Mussolini e senza che Mussolini ne sapesse nulla? La sola idea è ridicola. E la dimostrazione la dette lo stesse Mussolini quando entrò in guerra contro la Francia, nonostante le gravi lacune dell'esercito italiano. Infatti poche settimane prima del 10 maggio 1940 (data in cui Hitler attaccò la Francia) aveva smobilitato oltre il 60% del nostro esercito per motivi economici. Poi a fine maggio, quando era evidente la vittoria tedesca ordinò di rimobilitare tutti. E quando i suoi generali gli fecero presente che era impossibile attaccare la Francia, Mussolini rispose che non entrare in guerra avrebbe ridotto l'Italia a "una SVizzera moltiplicata per 10", aggiungendo "meglio presentarmi come alleato tardivo che come neutrale riluttante". 
Ma questi fatti storici (e molti altri) vengono ignorati o accantonati dai sostenitori del fascismo. E quindi ecco che noi abbiamo sia partiti politici che si rifanno esplicitamente al fascismo, sia movimenti che adottano particolari atteggiamenti fascisti, come lo squadrismo, cioè il gruppo che assale il singolo; sia per strada che sul web (e per fortuna sul web non fa male). Il tutto senza che la magistratura intervenga mai, se non in casi fin troppo espliciti. Certo, esisterebbe una legge Scelba, che punisce chi inneggia al fascismo, in applicazione di una delle disposizioni transitorie della COstituzione; ma ormai è talmente inapplicata che ha fatto le ragnatele. 

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di Antonio Rispoli
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