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Il governo annuncia la fine della crisi, ma mente


Il governo Monti al momento dell'insediamento
Il governo Monti al momento dell'insediamento
20/08/2012, 13:55

Sembra di essere ritornati ai tempi del governo Berlusconi. I membri del governo fanno a gara a fare le dichiarazioni più rassicuranti possibili. La Fornero, Ministro del Lavoro, che dice che siamo fuori dalla crisi e tocca alle imprese investire; lo stesso premier Monti che, al congresso annuale di COm,unione e Liberazione, dice che siamo fuori dalla crisi e che non ci saranno altre manovre economiche in questo scorcio di 2012, ma solo provvedimenti per la crescita; il Ministro Passera, per lo Sviluppo Economico che oggi, sempre davanti alla platea di Cl, rincara la dose. Manca solo che dicano che i ristoranti e gli aerei sono pieni e siamo ritornati al governo Berlusconi, nè più nè meno. 
E invece la realtà dice ben altro.Dice che rispetto al novembre scorso lo spread è stabile, mentre tutti gli altri parametri economici sono peggiorati. L'occupazione è peggiorata, ci sono oltre di mezzo milione di disoccupati in più e alcune centinaia di migliaia di cassintegrati in più. I conti pubblici sono uno sfacelo: il governo Monti ha fatto manovre che nei prossimi tre anni daranno un taglio del welfare o un aumento delle tasse per oltre 100 miliardi di euro; nonostante questo (o meglio, proprio a causa di queste manovre) nel 2012 il Pil calerà del 2,4% (salvo peggioramenti ulteriori) e anche il 2013 sarà tutto in negativo; il pareggio di bilancio, previsto al 31 dicembre 2013, non verrà raggiunto dato che, secondo le ultime stime, manca almeno l'1,5%, pari a quasi 30 miliardi (sempre salvo peggioramenti); e così via. 
E non è finita qui, perchè in realtà il governo sta preparando una nuova manovra. Naturalmente non la chiamerà manovra, la chiamerà "spending review", "decreto per la crescita" o cose del genere. Ma la sostanza sarà la stessa: nuovi tagli a sanità, scuole e pensioni, maggiore precarietà e licenziamenti nel lavoro; maggiore insicurezza sociale. Il tutto per una portata di almeno 40 miliardi per il solo 2013: 30 per il pareggio di bilancio e almeno altri 10 per equilibrare il calo del Pil che si avrà in questo scorcio di 2012 e il crollo che ci sarà nel 2013.  
Certo, il problema non si porrebbe se si esaminasse la situazione secondo i normali criteri della logica. Infatti appare evidente anche ad uno sprovveduto che il dato principale che non va è la domanda interna, in discesa ripida da almeno 5 anni. E da questo punto di vista, per aumentare la domanda interna, cioè la quantità complessiva di beni e servizi acquistati dai cittadini di un Paese, c'è solo un sistema: aumentare la quantità di soldi disponibili per la quantità maggiore di cittadini. E non basta tagliare le tasse, come propone qualcuno: se una pensionata prende 500 euro al mese e paga zero tasse, cosa gli tagli? Gli devi aumentare la pensione, così come devi aumentare i salari. 
 Poichè la classe imprenditoriale - inteso come insieme di artigiani, commercianti, industriali di ogni dimensione e liberi professionisti - è fondamentalmente formato da persone assolutamente incapaci dal punto di vista economico, bisognerà prevedere una forma di rimborso per le maggiori spese in salari, per evitare boicottaggi, proteste ed affini. Per questo servono soldi, che però lo Stato può procurarsi in teoria con estrema facilità. Ci sono 175 miliardi per il solo 2011 di tasse non pagate, secondo quanto stimato dalla Confcommercio; solo recuperare la metà di questa somma consentirebbe di far diminuire il debito pubblico di almeno 50 miliardi di euro all'anno, di avere i soldi per gli investimenti necessari e per aumentare i salari come descritto prima. Naturalmente poi ci sono tante altre misure che si possono essere prese: tagliare tutte le province (finora ci sono stati solo annunci) farebbe risparmiare almeno 6 miliardi l'anno; ridurre il parco di autoblu a 2000 vetture (che è 10 volte quelle che ci sono in Gran Bretagna) farebbe risparmiare 3 o 4 miliardi l'anno; rinunciare a quei cosi immondi che voglio spacciare per caccia F-35 e che non funzionano, ci farebbe risparmiare 10 miliardi; e via elencando. 
Un elenco che ho fatto più volte e che è semplice da fare, basta volerlo. E invece Monti ha già dichiarato più volte che non verranno tassati i ricchi: niente patrimoniale, niente caccia agli evasori fiscali in Svizzera (ci si limiterà a fare la multa al gelataio che non ha rilasciato lo scontrino a Milano o al "vu cumprà" che a Rimini cerca di sbarcare il lunario vendendo false borse sulla spiaggia), niente aumento dell'Irpef per chi ha redditi alti.
Un solo dato è sufficiente per far capire la malafede dei ministri del governo italiano. il presidente francese François Hollande ha fatto o annunciato che intende fare esattamente quanto da me descritto. Il risultato qual è stato? CHe lo spread dei titoli francesi è sceso dai 200 dell'era Sarkozy ad una cinquantina di punti o meno attuali. 
Insomma, è sempre la solita storia, almeno per chi mi legge, perchè ci sono ritornato sopra molte volte: la ricetta è sempre la stessa, da quattro anni; è l'unica possibile per uscire dalla crisi; ma i politici non intendono applicarla. E il perchè è ovvio. Basta esaminare la vicenda Ilva. I proprietari della fabbrica, la famiglia Riva, ha versato contributi elettorali - legittimi e regolari - sia al Pdl che a Bersani. Perchè Pdl e Bersani dovrebbero fare una legge che dia fastidio ai Riva? Solo per il benessere di milioni di cittadini sconosciuti che non verseranno mai 100, 200 o 500 mila euro per un partito politico? Naturalmente la cosa nopn vale solo per l'industriale sopraelencato o per i politici menzionati. Più o meno tutti gli industriali versano contributi ai partiti politici, spesso sia a destra sia a sinistra che al centro. 
Quindi perchè dar loro fastidio? Per il benessere dei cittadini? Ridicolo. Perchè è il loro compito istituzionale? Ormai sono meno delle dita di due mani quelliche in Parlamento applicano questo valore o almeno sanno cosa è. Tanto, gli italiani hanno dimostrato di essere un branco di pecore che chiedono di farsi tosare e prendere a calci. Un dato che lo spiega: negli ultimi 12 mesi c'è stata una sola manifestazione degna di nota, quella di Roma che venne rovinata dall'attacco di alcune decine di facinorosi e che culminò con l'incendio della camionetta dei Carabinieri. Per il resto, nonostante la crisi, i suicidi, le aziende che chiudono e i disoccupati che aumentano, i cittadini non sembrano interessati a far sentire la propria voce. Completamente in coma. Irreversibile. 

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di Antonio Rispoli
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